Archive Luglio 2018

Mozione, atto n. 1-0027: TUTELA DEI MEDICI DEL SERVIZIO DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

Mozione, atto n. 1-0027: TUTELA DEI MEDICI DEL SERVIZIO DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

In questi ultimi giorni si sono ripetuti atti di violenza nei confronti di personale sanitario in servizio di cui si è occupata la stessa ministra della Salute Giulia Grillo. Ricordiamo tutti quello più eclatante avvenuto l’anno scorso a Trecastagni (CT) in cui una dottoressa è stata violentata mentre svolgeva le sue mansioni di guardia medica. Ma questo è solo uno fra gli altri episodi e si rende sempre più urgente tutelare i medici che svolgono attività di continuità assistenziale.

Per questo motivo, come primo firmatario (gli altri firmatari sono Sileri, Castellone, Marinello, Di Marzio, Endrizzi, Tavrna, Romagnoli, Mautone ossia tutti i componenti del M5S della Commissione Sanità) ho presentato una mozione in cui chiedo al Governo di porre attenzione alle precarie condizioni di lavoro in cui si trovano ad operare i medici di continuità assistenziale: occorre porre in atto tutte le iniziative necessarie a restituire dignità e sicurezza alla figura professionale di questi medici. È necessario, quindi:

  • potenziare gli strumenti di verifica e controllo relativi al rispetto, da parte delle aziende sanitarie, di tutte le misure di prevenzione per la tutela della sicurezza dei lavoratori, per l’igiene e il decoro dei locali;
  • prevedere e potenziare i sistemi di sicurezza e videosorveglianza nelle sedi di servizio di continuità assistenziale, valutando anche la possibilità di dotare il personale di dispositivi elettronici collegati con le forze dell’ordine;
  • prevedere l’istituzione di in numero telefonico unico al quale far afferire tutte le chiamate per il rilievo delle generalità dei richiedenti, al fine di realizzare un sistema efficiente di registrazione e tracciabilità delle chiamate;
  • assumere iniziative volte a potenziare considerevolmente la presenza di personale sanitario nei presidi di continuità assistenziale, affinché si giunga a garantire la presenza di almeno due medici per turno, e la dotazione di auto medicalizzate;
  • valutare la possibilità di operare il riordino delle attività dei servizi di continuità assistenziale, attraverso una redistribuzione delle risorse, finanziarie e professionali, volte al ricollocamento dei medici che svolgono l’attività di assistenza medica continuativa nell’assistenza ambulatoriale primaria diurna, nei servizi di pronto soccorso ospedaliero e nel potenziamento del servizio di 118;
  • considerare la possibilità di istituire un servizio di cardiotelefono che permetta un collegamento diretto tra il medico di continuità assistenziale che esegue l’elettrocardiogramma e lo specialista dell’unità operativa che referta e provvede a dare indicazioni su eventuali terapie o approfondimenti.

La mozione è stata pubblicata il 24 luglio, nella seduta n. 25; al seguente link potrà essere reperita per intero: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1069600

 

#BYEBYEVITALIZI

#BYEBYEVITALIZI

Oggi giornata storica alla Camera dei Deputati. L’Ufficio di Presidenza ha infatti votato favorevolmente alla delibera proposta dal presidente, il nostro Roberto Fico, che procede al taglio dei vitalizi che da ora in poi verranno ricalcolati su base contributiva. Il metodo per i riconteggi è stato suggerito dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che nei giorni scorsi ha lodato il provvedimento introducendo quello che viene appunto chiamato coefficiente-Boeri.

La norma è passata a larga maggioranza. Undici sono stati i si: infatti, oltre i nove della maggioranza Movimento 5 Stelle e Lega, hanno dato voto favorevole anche Pd e FdI. Si è astenuta Forza Italia, Leu non ha partecipato al voto.

Le foto che vi posto sono quelle che ho scattato nel momento della festa spontanea a cui abbiamo partecipato subito dopo l’approvazione. Abbiamo festeggiato e abbiamo usato la parola storico non tanto per il risparmio che si ottiene (40 milioni l’anno che comunque in una legislatura fanno 200 milioni) quanto per il fatto che è stato stabilito un principio di equità sancito dalla Costituzione e cioè che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge: i parlamentari non sono più un mondo a parte fatto di privilegi. Con questa delibera non si tolgono diritti acquisiti, non si tolgono le pensioni che i miei colleghi delle legislature precedenti hanno maturato versando i contributi. Si toglie ciò che in più essi avevano rispetto ai comuni mortali e cioè il privilegio di maturare un cospicuo bottino mensile solo per il fatto di essere stato seduto anche per pochi giorni o per pochi mesi su questi banchi.

Inoltre questo provvedimento è storico perché dimostra che un nuovo modo di governare è possibile ed è quello dalla parte dalla gente Storico perché ci era stato sempre detto che non si poteva fare e invece alla Camera l’hanno fatto.

Storico perché finalmente si parla di “normalità, di regole che valgono per tutti, di ingiustizie che vengono cancellate” come ha detto Luigi Di Maio subito dopo l’approvazione davanti a Montecitorio.

Storico perché questo passo sembra piccolo ma in realtà dimostra che nulla è impossibile. Noi stiamo dalla parte dei cittadini, dei più deboli e dei più vessati. Basti dire che anche in questo caso Fico si è preoccupato degli ex-parlamentari che dal taglio dei vitalizi possono subire un danno per la loro condizione di vita: “Se ci sono situazioni particolarmente difficili e complesse con dei paletti possono avere un riaumento del vitalizio del 50%. Ma saranno davvero poche situazioni di vera difficoltà. Noi non lasciamo indietro nessuno, è una delibera non punitiva”.

Spero che gli ex parlamentari che vogliono ricorrere alle carte bollate per riavere i privilegi di cui pure hanno goduto per tanto tempo, desistano da questo tentativo. Non perché si abbia timore della loro azione. Ma perché sarebbe un ulteriore fortissimo schiaffo verso chi invece ha visto togliersi diritti acquisiti e vive in condizioni di vera indigenza: molti di questi ex parlamentari che oggi fanno la voce grossa sono proprio quelli che hanno votato la legge Fornero. Allora non si curarono minimamente delle sofferenze che stavano per imporre a una bella fetta di italiani. E certamente non è un caso che oggi Luigi Di Maio proprio alle vittime di quella scellerata legge Fornero ha dedicato il taglia-vitalizi appena approvato.

Il ministro Costa in audizione al Senato

Il ministro Costa in audizione al Senato

Oggi 5 luglio, il ministro per l’Ambiente, in audizione presso la tredicesima Commissione del Senato (Territorio, Ambiente e Beni ambientali) ha tracciato il suo piano di governo per i prossimi cinque anni, a partire proprio dal Decreto “Terra dei Fuochi” approvato nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso. Questo programma può essere riassunto in sei punti principali:

  1. Lotta ai cambiamenti climatici
  2. Tutela della natura e della biodiversità
  3. Misure contro il consumo del suolo
  4. Sicurezza del territorio
  5. Economia circolare
  6. Infrazioni UE

Ecco le parole del Ministro:

Rendere più ambiziosa la lotta ai cambiamenti climatici attraverso la leva di uno sviluppo basato sulla riduzione, fino all’eliminazione, dei fattori inquinanti soprattutto nel settore della mobilità; salvaguardare la natura, contrastare la perdita di biodiversità, valorizzare l’acqua come bene comune; impedire il consumo e lo spreco di suolo e prevenire il rischio idrogeologico; assicurare la sicurezza del territorio attraverso la prevenzione e il contrasto dei danni ambientali e la lotta alle tante terre dei fuochi presenti nel nostro Paese; governare la transizione verso l’economia circolare e ‘rifiuti zero’; diminuire, fino ad azzerarle, le infrazioni inflitte al nostro Paese dall’Unione Europea.

Nell’ambito della mobilità sostenibile con particolare riferimento alla lotta dell’inquinamento, secondo Costa  occorre:

avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione di veicoli a motore alimentati a gasolio o benzina, al fine di ridurre  il numero dei veicoli inquinanti; inoltre bisogna prevedere un nuovo programma di mobilità sostenibile rivolto agli enti locali con l’utilizzo di fondi provenienti dalle aste dell’anidride carbonica. Alcune risorse già ci sono e altre le possiamo trovare

Il ministro intende trovare risorse per incentivare l’acquisto di veicoli ibridi e total electric, per capillarizzare i punti di ricarica, per estendere la rete delle piste ciclabili urbane ed extraurbane. Sempre in questo quadro, sarà costituito il Programma di Controllo delle emissioni nazionali degli inquinanti da raggiungere entro e il 2020 e il 2030 secondo quanto previsto dalla direttiva ‘Nec’.

Il ministro si è poi soffermato sulla questione amianto e sulla normativa che, a suo avviso, va completamente riformata: è necessario implementare le attività di rilevazione di bonifica e vanno individuati i siti di trattamento del prodotto di concerto con le Regioni.

Anche la legge sui Parchi va in qualche modo rivista.

La legge 394 del 1991 – la cosiddetta legge quadro sulle aree protette – ha necessità di ‘fare il tagliando’ con l’introduzione dei parametri di contabilità ambientale e contabilità ecologica nel bilancio

In commissione, Costa ha auspicato un piano di assunzioni straordinarie di carabinieri forestali e di personale per le capitanerie di porto al fine di contrastare i reati ambientali garantendo la tutela e il monitoraggio ambientale sia sulla terra che in mare.

Quindi ha toccato lo spinoso punto delle infrazioni UE che ad oggi sono 13 con la 14esima in arrivo.

Esse vanno tutte azzerate. A tal fine costituirò una task force coordinata dall’ufficio di gabinetto presso il mio ministero dell’ufficio legislativo e di un referente per ciascuna direzione generale del Mattm e, dove opportuno, un rappresentante delle Regioni coinvolte dalla procedura di infrazione, per seguire ogni procedura e stabilire una road map con tempi certi per sua soluzione anche attraverso l’esercizio del potere sostitutivo.

Naturalmente non poteva mancare il capitolo acqua, tema assai caro al Ministro dell’ambiente e alla quale egli intende garantire l’accesso:

bene comune e diritto umano universale, anche attraverso gli strumento normativi europei, appoggiando la proposta di Direttiva sulla qualità delle acque per il consumo umano che nasce da una mobilitazione senza precedenti: quasi due milioni di cittadini europei intervenuti per chiedere all’UE di garantire un accesso sufficiente all’acqua potabile e servizi igienico sanitari per tutti. Resta prioritario anche la promozione del governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua: i privati coinvolti nella fornitura, nella gestione e nella distribuzione dell’acqua, a mio parere, dovrebbero essere adeguatamente monitorati dalle autorità competenti e il pubblico dovrebbe avere accesso a tutte le informazioni per garantire la massima trasparenza. Vanno diminuite le categorie di persone prive di accesso all’acqua specificando che l’erogazione di un quantitativo minimo vitale non può mai essere sospesa.

 

Il Decreto “Terra dei Fuochi” è, quindi solo un primo passaggio dell’intenso calendario del ministro Costa. Tuttavia, proprio per l’attribuzione di certe competenze diventa uno snodo fondamentale di esso. Infatti si trasferiscono dal ministero delle Politiche agricole al ministero dell’ambiente le competenze sulla terra dei fuochi; sono previste norme riguardanti il dissesto idrogeologico le cui competenze nel 2014 andarono al Palazzo Chigi e ora invece passano nelle mani di Sergio costa. Così come il ministero dell’ambiente avrà competenze nel settore dell’economia circolare che finalmente verrà trattato in maniera completa dando impulso all’imprenditoria settoriale.

Il programma di Sergio Costa, come è facile vedere, è molto ambizioso e pone le basi per un nuovo paradigma non soltanto ambientale ma economico tout.court.