Tag #movimento5stelle

LUOGO FAMILIARE DI ORIGINE

LUOGO FAMILIARE DI ORIGINE

Ho depositato presso gli uffici competenti del Senato il disegno di legge che istituirà il Luogo Familiare di Origine.
A questo link potete trovare il testo completo: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/testi/50976_testi.htm

Già nelle passate legislature erano stati presentati progetti analoghi. Nella XV legislatura, ad esempio, il Senatore Milziade Caprili aveva portato avanti un ddl sul tema (n. 579 del 7 giugno 2006) che però non era stato approvato per intervenuto scioglimento delle Camere; così come non sono stati esitati altri ddl presentati nella scorsa legislatura.

Adesso la questione viene riproposta all’attenzione delle Camere con un ddl a mia prima firma. Sappiamo tutti che le riorganizzazioni delle reti ospedaliere succedutesi nei decenni scorsi hanno portato alla chiusura di molti reparti di ginecologia e ostetricia nei centri più piccoli. Poiché l’attuale normativa prevede che sui documenti anagrafici venga indicato solo il Comune effettivo di nascita, si è assistito ad un progressivo scollamento nei dati demografici tra il luogo di nascita e la provenienza reale del soggetto.

Per fare un esempio che mi tocca da vicino. Ad Augusta, comune di mia residenza in provincia di Siracusa, per la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia e del relativo punto nascita, le donne gravide, per partorire, sono obbligate a spostarsi a Lentini, Siracusa o Catania, proprio perché dotate di ospedali e case di cura con servizi di assistenza al parto.

Questo fatto oggettivo provoca una doppia serie di conseguenze.

La prima riguarda i legami con la propria terra. Sapere da dove si viene è importante per noi esseri umani, perché l’avere testimonianza delle proprie origini, delle radici delle proprie famiglie, permette di acquisire coscienza della cultura e delle tradizioni proprie della nostra gente, fornisce il senso dell’appartenenza e promuove quei sentimenti di stima e di rispetto per se stessi e per gli altri, che provengono dalla conoscenza della propria identità.

L’altra è di ordine scientifico e statistico. In molti Comuni sono scomparse le nascite, mentre in pochi altri esiste un enorme disequilibrio fra i nati e i residenti. Questo non permette di studiare la demografia dei territori o di individuare determinate peculiarità. Ad esempio, se i bambini nascono affetti di determinate patologie con una frequenza maggiore in un Comune rispetto ad un altro, ciò non può essere individuato e quindi sfuggono agli studi eventuali correlazioni con condizioni ambientali presenti nel luogo d’origine.

Per questi due ordini di motivi , sulla base di quelli presentati sull’argomento nelle precedenti legislature, ho proposto questo disegno di legge. Una volta approvato intende porre rimedio a questa sentita esigenza di migliaia di nostri connazionali nel vedere riconosciuta, nei documenti ufficiali, anche la sede di origine della propria famiglia, mediante la trascrizione del luogo familiare di origine.

Sarà mia cura informarvi sugli sviluppi che questa mia iniziativa avrà.

“ORA C’È UNA SPERANZA!”

“ORA C’È UNA SPERANZA!”

Quando Giulio Golia delle Iene è venuto a trovarmi a casa per sentire cosa avevo da dire sulla situazione ambientale del nostro comprensorio, ho cominciato proprio così: “Ora c’è una speranza”. E vi dirò fra un attimo perché.

Il servizio andato in onda domenica sera aveva un evidente taglio giornalistico e cioè quello di mettere – correttamente – in luce il disastro ambientale che vive il litorale che va da Augusta a Siracusa. In alcune parti del mio intervento ho anzi rafforzato questa visione, ricordando la mia attività di medico che per decenni è stato in prima linea nella lotta e nella prevenzione di quelle patologie che di certo hanno una qualche correlazione con l’inquinamento industriale. Con Giacinto Franco – il mio amico, ancor prima che collega, Giacinto – avevamo ben presto individuato che l’insorgenza di alcune gravi patologie, specie fra i neonati, non potevano essere frutto di un destino avverso che si accaniva contro il nostro territorio. Purtroppo nella mia vita professionale ho dovuto formulare centinaia e centinaia di diagnosi infauste anche ad amici molto, molto cari che mi hanno poi lasciato e fra questi il mio ricordo va proprio a Giacinto che è stato stroncato proprio da quel male di cui aveva avvertito ripetutamente la presenza e la pericolosità.

Ma ho dedicato molto più tempo dell’intervista a quello che si può e si deve fare per cercare di migliorare questa situazione. E qualcosa di molto tangibile si è cominciato a fare. Il Governo Conte che io da parlamentare sostengo ha indicato fra le priorità proprio la lotta all’inquinamento, il recupero e la bonifica dei siti inquinati con un controllo speciale per i cosiddetti SIN (fra i quali ricade anche il nostro territorio). Ne abbiamo avuto riscontro proprio la settimana scorsa quando con Paolo Ficara, deputato nazionale, con Giorgio Pasqua e con Giampiero Trizzino, deputati regionali, ci siamo recati al Ministero dell’Ambiente per avere risposte. E alcune risposte le abbiamo avute: presto ne potremo parlare più diffusamente, anche con la presenza del Ministro Sergio Costa.

Il mio impegno non finisce qui. Intanto sono stato relatore sia in Commissione che in Aula della ormai legge che istituisce la Rete Nazionale del Registro Tumori. A qualche distratto sfugge l’importanza di questo norma  che, non a caso, è sempre stata una delle battaglie storiche del Movimento 5 Stelle. La Rete Nazionale permetterà di individuare i territori più colpiti dove destinare i fondi per la prevenzione e la cura; individuate queste aree, solleciterà studi per capire perché proprio quelle zone, e non altre, sono interessate: tutto questo, ve lo posso assicurare, sarà un vantaggio per le zone limitrofe al petrolchimico siracusano.

Sono quasi un fanatico della prevenzione. Infatti in Senato ho chiesto che il Governo predisponga gli strumenti per arrivare all’insegnamento obbligatorio nelle scuole dell’educazione sanitaria con la quale i ragazzi potranno imparare corretti stili di vita.

C’è poi un disegno di legge a mia firma – che in questo momento sta seguendo il suo iter per l’approvazione al Senato – che porterà all’istituzione del Luogo Familiare d’Origine. In breve, anche se un bimbo nasce in un Ospedale di un Comune diverso da quello in cui risiede la famiglia, nei documenti sarà indicato anche quest’ultimo. Oltre che rispondere ad un’esigenza, per così dire, affettiva, questo provvedimento ha un’importanza fondamentale da un punto di vista scientifico e statistico. Si potrà continuare a studiare la natalità nei vari Comuni, permettendo di individuare anche – solo per fare un esempio – se da un dato Comune provengono neonati con malformazioni.

A livello locale insieme al Sindaco di Augusta Cettina Di Pietro ho chiesto al Prefetto di Siracusa l’istituzione di un tavolo tecnico ambientale a cui siederanno tutti coloro che sono interessati alla questione: la politica, l’imprenditoria, i sindacati, le associazioni dei cittadini. Mi è stato di grande conforto la disponibilità e la velocità con la quale il dottor Pizzi si è mosso in tal senso: il suo impegno a seguire personalmente i lavori è la garanzia che si sta facendo sul serio.

Infine ci sono le iniziative della magistratura. Anche da questo versante arriva un riscontro a quello che ho già detto sopra: i recenti incontri avuti con il Procuratore ci hanno confermato che lo Stato è presente e che anche dal lato giudiziario sta facendo la sua parte.

Questo è un sunto di quanto ho detto a Golia e alle Iene. Sinceramente non ho nessuna voglia di inseguire inutili polemiche alimentate sui social, non ne avrei nemmeno il tempo. Mi interessa piuttosto dare risposte a un territorio che è stato depredato e dimenticato per troppo tempo. È chiaro che nessuno di noi ha la bacchetta magica e può risolvere in dieci mesi i danni causati da 70 anni di omissioni, incurie e, in non pochi casi, anche da azioni previste e punite dal Codice Penale. È iniziato però il tempo dell’inversione di tendenza: lo Stato dalla parte dei cittadini!

C’è una speranza”, ripeto. Ed è del tutto ragionevole pensare che questa speranza si possa trasformare in realtà.

Pisani e Di Pietro (M5S): “ASSURDI RICORSI ESSO-SASOL. IN SICILIA PUNTARE A SISTEMA SIMAGE”

Pisani e Di Pietro (M5S): “ASSURDI RICORSI ESSO-SASOL. IN SICILIA PUNTARE A SISTEMA SIMAGE”

La partita della tutela dell’aria non può giocarsi contrapponendo alla sostenibilità ambientale gli interessi finanziari delle società industriali.
L’approvazione del Piano regionale di tutela della qualità dell’aria della Sicilia, varato la scorsa estate, è un piccolo ma fondamentale passo in avanti per un territorio da troppi anni vessato dal punto di vista ambientale.

«A tal riguardo i ricorsi presentati dalla Esso Italiana s.r.l. e dalla Sasol s.p.a. contro il suddetto Piano lascia sgomenti – dichiara il senatore Pisani – basandosi su doglianze capziose ed, in alcuni casi, inaccettabili, quali, ad esempio, la difficile sostenibilità finanziaria dell’adeguamento alle prescrizioni del piano e il dispendio ingente di risorse economiche».

Per la Sasol l’introduzione dei limiti più restrittivi rischia inevitabilmente di introdurre illogici elementi di squilibrio competitivo tra le imprese operanti sul territorio siciliano e quello di altre regioni, con grave quanto illegittima compromissione della concorrenza.
Nel ricorso della Esso, altresì, viene lamentata la spesa di 200 milioni di euro e la messa in pericolo del proprio equilibrio finanziario per la riduzione degli inquinanti in applicazione dei limiti inferiori previsti dalle “migliori tecniche disponibili” (BAT) al 2027, con un avvicinamento del 50% al 2022.
Insomma, sono ben chiare le scelte che hanno guidato l’azione delle due società preoccupate prevalentemente dei loro profitti.
Al contrario, nel ricorso non viene mai citato quello che è l’obiettivo primario che muove le decisioni della Pubblica Amministrazione, consistente nell’elevata tutela dell’ambiente e della salute umana, così come stabilito dalla normativa nazionale e comunitaria oltre che dai patti di Kyoto e Goteborg.

«Il tutto è ancor più inaccettabile – afferma Pisani – se si lamentano artatamente presupposti di illegittimità del piano quali, ad esempio, l’errata zonizzazione che accomunerebbe – a detta della Esso – aree diverse tra loro come Siracusa e Gela.
Niente di più falso, in quanto le zone possono essere accomunate non solo dalla contiguità territoriale ma anche da caratteristiche predominanti, come, nel caso specifico, “l’elevato rischio di crisi ambientale” che associa tristemente questi territori».

«Altresì paradossale risulta – interviene la sindaca Cettina Di Pietro – l’addebitamento del superamento dei valori limite delle emissioni di alcuni inquinanti, al traffico veicolare, ovvero “ad altre sorgenti emissive riconducibili a vari impianti” non ben specificati.
In tal modo la Esso e la Sasol tentano di nascondere le vere motivazioni relative alla scadente qualità dell’aria, dovuta alle significative emissioni del polo petrolchimico e dall’impoverimento della falda idrica per la continua pressione di emungimento delle industrie nel corso degli anni.
Infatti, come si legge nelle relazioni tecniche propedeutiche al Piano regionale “nelle Aree Industriali la sorgente più significativa di emissioni di NOx è costituita dalle sorgenti puntuali dei grandi impianti industriali presenti in tale Zona (58%)”.
L’adeguamento del Piano regionale alla normativa europea è necessario per potere tenere conto dei nuovi sviluppi avvenuti in campo scientifico ed utilizzare le migliori tecnologie disponibili.
Eppure per la Sasol l’obbligo per le aziende di installazione di sistemi perimetrali di monitoraggio della qualità dell’aria nell’ambito del riesame dell’AIA viene considerato ‘sproporzionato e illogico’.
«La Esso, continua il sindaco Di Pietro, ha impugnato anche il decreto di rinnovo della autorizzazione integrata ambientale (AIA) con la quale avevamo tentato di imporre prescrizioni più stringenti in tema di monitoraggio e precauzioni per contenere i fenomeni odorigeni. In definitiva la società impugna tutti i provvedimenti coi quali tentiamo di imporre delle misure per il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini».

«In un territorio altamente inquinato – conclude Pisani – è inaccettabile che si osteggi l’implementazione del sistema di monitoraggio ambientale, dal mio canto continuerò a sostenere la realizzazione del sistema SIMAGE che, posto sia all’interno dell’area industriale che nei pressi dei centri abitati, permetterebbe di controllare h24 il valore della concentrazione dei numerosi agenti inquinanti.
Queste società non possono continuare a girarsi dall’altra parte di fronte ad una situazione che non è più emergenziale, ma cronica. Sugli interventi per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo si gioca il futuro della salute dei cittadini e di un territorio oramai pesantemente compromesso da anni di inquinamento».