Il Comunicato del Consiglio dei Ministri sull’approvazione del dl 16 marzo 2020

COVID-19, MISURE STRAORDINARIE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E IL SOSTEGNO ALL’ECONOMIA

Questo è il link al quale potete reperire il testo integrale del Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo

http://pinopisanisenatorem5s.it/wp-content/uploads/2020/03/GAZZETTA-UFFICIALE-17-MARZO-A.pdf

Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali:

  1. finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
  2. sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
  3. supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  4. sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Tali provvedimenti si aggiungono a quelli già adottati d’urgenza dal Governo per evitare che la crisi transitoria delle attività economiche indotta dall’epidemia di COVID-19 produca effetti permanenti, come la scomparsa definitiva di imprese nei settori maggiormente colpiti. In particolare, con i precedenti interventi, sono stati sospesi adempimenti tributari e pagamenti di contributi e mutui per gli abitanti della ex “zona rossa”, sono stati aperti gli ammortizzatori sociali a soggetti che in condizioni ordinarie non ne beneficiano, sono state potenziate le modalità di lavoro a distanza ed è stato garantito sostegno al settore del turismo.

Di seguito una panoramica delle misure economico-finanziarie sui 4 fronti principali.

1. Misure per potenziare la capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria 

  • vengono individuate le coperture per le 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale;
  • il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi;
  • lo stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario viene incrementato di 150 milioni di euro per il 2020;
  • il finanziamento dell’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa) mentre le strutture private devono mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le proprie apparecchiature (per un costo di 340 milioni);
  • l’autorizzazione a Invitalia a erogare finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto alle imprese produttrici di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (50 milioni);
  • la previsione che la Protezione civile possa disporre la requisizione da soggetti pubblici o privati di presidi sanitari e medico-chirurgici e di beni mobili necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria. I Prefetti potranno disporre la requisizione di alberghi o altri immobili aventi analoghe caratteristiche per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria (150 milioni);
  • la possibilità di incrementare il personale medico e infermieristico militare con una ferma eccezionale di un anno, mentre vengono potenziati i servizi sanitari militari. L’Inail potrà assumere a tempo determinato 200 medici specialisti e 100 infermieri, mentre viene incrementato lo stanziamento a favore dell’Istituto Superiore di Sanità per far fronte alle esigenze di sorveglianza epidemiologica (il totale di questi interventi assomma a 64 milioni);
  • la possibilità, ove non sia possibile reclutare nuovo personale, di trattenere in servizio il personale del Sistema Sanitario Nazionale che avrebbe i requisiti per la pensione;
  • una deroga alle norme di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie, per consentire l’esercizio temporaneo sul territorio nazionale a chi ha conseguito una professione sanitaria all’estero, regolata da specifiche direttive dell’Unione Europea;
  • disposizioni sull’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo, con la previsione che il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, abiliti all’esercizio della professione di medico chirurgo previo giudizio di idoneità sui risultati relativi alle competenze dimostrate nel corso del tirocinio pratico-valutativo svolto all’interno del corso di studi;
  • l’introduzione di disposizioni in merito all’anticipazione del prezzo nei contratti pubblici, volte a velocizzare le procedure d’acquisto e di pagamento di materiali e strumentazioni sanitari;
  • lo stanziamento di fondi per il pagamento degli straordinari dovuti ai maggiori compiti connessi all’emergenza per le Forze di polizia, le Forze armate, il Corpo di polizia penitenziaria, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il personale della carriera prefettizia, quello dei ruoli dell’Amministrazione civile dell’interno e quello delle polizie locali, nonché per la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso alle medesime Forze, e per assicurare l’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale;
  • lo stanziamento di fondi per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici;
  • l’istituzione del Fondo per la sanificazione degli ambienti di Province, Città metropolitane e Comuni;
  • la previsione che, nella vigenza dello stato di emergenza e, in ogni caso, sino al 31 luglio 2020, l’acquisizione di forniture e servizi da parte delle aziende, agenzie e degli enti del Servizio sanitario nazionale da utilizzare nelle attività di contrasto alla diffusione del COVID-19, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private, avviene mediante affidamento diretto, senza previa consultazione di due o più operatori economici, per importi non superiori alle soglie già previste, a condizione che l’affidamento sia conforme al motivo delle liberalità;
  • la disciplina relativa alla nomina con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

2. Sostegno ai lavoratori e alle aziende, con l’obiettivo che nessuno perda il posto di lavoro a causa dell’emergenza

  • la cassa integrazione in deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria;
  • la possibilità di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19” è esteso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti;
  • è riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli;
  • è istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini;
  • misure di sostegno per i magistrati onorari in servizio: riconoscimento di un contributo economico mensile pari a 600 euro per un massimo di tre mesi e parametrato al periodo effettivo di sospensione dell’attività. Il contributo non spetta ai magistrati onorari dipendenti pubblici o privati, anche se in quiescenza, e non è cumulabile con altri contributi o indennità comunque denominati erogati a norma del decreto;
  • si prevede l’equiparazione alla malattia del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per Covid-19, per il settore privato (per il settore pubblico l’equiparazione era già stata inserita nel DL del 9 marzo 2020);
  • a sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione del servizio scolastico, è prevista la possibilità di usufruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni o con disabilità in situazione di gravità accertata, del congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo. In alternativa, è prevista l’assegnazione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite di 600 euro, aumentato a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario nazionale e le Forze dell’ordine;
  • il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in caso di handicap grave è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate;
  • misure per il trasporto aereo, come il riconoscimento di compensazioni per i danni subiti dalle imprese titolari di licenza di trasporto di passeggeri che esercitano oneri di servizio pubblico, l’incremento del fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e per la riconversione e riqualificazione del personale del settore, nonché la previsione della costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, in considerazione della situazione determinata dall’emergenza sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.a. e di Alitalia Cityliner S.p.a. entrambe in amministrazione straordinaria;
  • l’incremento della dotazione dei contratti di sviluppo, per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese;
  • misure in favore del settore agricolo e della pesca, come la possibilità di aumentare dal 50 al 70% la percentuale degli anticipi spettanti alle imprese che hanno diritto di accedere ai contributi PAC e la costituzione di un fondo presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, per la copertura degli interessi passivi su finanziamenti bancari e dei costi sostenuti per interessi maturati sui mutui, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca.

3. Sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese

Per evitare a imprese e nuclei familiari la carenza di liquidità sono stati previsti numerosi interventi, anche attraverso la collaborazione con il sistema bancario. Di seguito i principali.

  • Una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese (che riguarda mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza);
  • potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti. Le modifiche riguardano nel dettaglio:
    • la gratuità della garanzia del fondo, con la sospensione dell’obbligo di versamento delle previste commissioni per l’accesso al fondo stesso;
    • l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito, per consentire di venire incontro a prevedibili, immediate esigenze di liquidità di imprese ritenute affidabili dal sistema bancario;
    • l’allungamento automatico della garanzia nell’ipotesi di moratoria o sospensione del finanziamento correlata all’emergenza coronavirus;
    • la previsione, per le operazioni di importo fino a 100.000 euro, di procedure di valutazione per l’accesso al fondo ristrette ai soli profili economico-finanziari al fine di ammettere alla garanzia anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia;
    • eliminazione della commissione di mancato perfezionamento per tutte le operazioni non perfezionate;
    • la possibilità di cumulare la garanzia del fondo con altre forme di garanzia acquisite per operazioni di importo e durata rilevanti nel settore turistico alberghiero e delle attività immobiliari;
    • la possibilità di accrescere lo spessore della tranche junior garantita dal Fondo a fronte di portafogli destinati ad imprese/settori/filiere maggiormente danneggiati dall’epidemia;
    • la possibilità di istituire sezioni speciali del fondo per sostenere l’accesso al credito di determinati settori economici o filiere di imprese, su iniziativa delle Amministrazioni di settore anche unitamente alle associazioni ed enti di riferimento
    • la sospensione dei termini operativi del fondo;
    • estensione del limite per la concessione della garanzia da 2,5 milioni a 5 milioni di finanziamento;
    • estensione a soggetti privati della facoltà di contribuire a incrementare la dotazione del fondo p.m.i. (oggi riconosciuta a banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, con l’intervento di Cassa depositi e prestiti e di Sace);
    • facilitazione per l’erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali;
    • estensione dell’impiego delle risorse del Fondo;
  • rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione;
  • estensione ai lavoratori autonomi e semplificazione dell’utilizzo del fondo per mutui prima casa;
  • misure per l’incremento dell’indennità dei collaboratori sportivi;
  • la costituzione presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un Fondo per la promozione integrata, finalizzato a sostenere l’internazionalizzazione del sistema Paese;
  • immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni;
  • possibilità di corrispondere agli azionisti e agli obbligazionisti danneggiati dalle banche un anticipo pari al 40 per cento dell’importo dell’indennizzo spettante a valere sul Fondo indennizzo risparmiatori (FIR);
  • introduzione di un meccanismo di controgaranzia per le banche, da parte di Cassa depositi e prestiti, con cui consentire l’espansione del credito anche alle imprese medio-grandi impattate dalla crisi. L’obiettivo è di liberare così circa 10 miliardi di ulteriori investimenti; 
  • incentivo alla cessione dei crediti deteriorati (NPL) mediante conversione delle attività fiscali differite (DTA) in crediti di imposta per imprese finanziarie ed industriali;
  • norme sul rimborso dei contratti di soggiorno e sulla risoluzione dei contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura, con la previsione del diritto al rimborso per le prestazioni non fruite sotto forma di voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione;
  • l’istituzione di un fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo e ulteriori disposizioni urgenti per sostenere il settore della cultura;
  • l’aumento delle anticipazioni del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 nell’ambito dei Piani Operativi delle Amministrazioni Centrali e dei Patti per lo sviluppo, con la possibilità di richiedere il venti per cento delle risorse assegnate ai singoli interventi, qualora questi ultimi siano dotati di progetto esecutivo approvato o definitivo approvato in caso di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori.

4. Misure in campo fiscale, allo scopo di evitare che obbligazioni e adempimenti aggravino i problemi di liquidità

  • Sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo. I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse;
  • sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro (versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo);
  • differimento scadenze – per gli operatori economici ai quali non si applica la sospensione, il termine per i versamenti dovuti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 16 marzo viene posticipato al 20 marzo;
  • disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente, sulle fatture di marzo e aprile;
  • sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell’ Agenzia delle entrate;
  • sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell’invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi;
  • premi ai lavoratori: ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un premio di 100 euro, non tassabile (in proporzione ai giorni lavorati);
  • l’introduzione di incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro: per le imprese vengono introdotti incentivi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro, attraverso la concessione di un credito d’ imposta, nonché contributi attraverso la costituzione di un fondo INAIL; analoghi contributi sono previsti anche per gli enti locali attraverso uno specifico fondo;
  • donazioni COVID-19 – la deducibilità delle donazioni effettuate dalle imprese ai sensi dell’articolo 27 L. 133/99 viene estesa; inoltra viene introdotta una detrazione per le donazioni delle persone fisiche fino a un beneficio massimo di 30.000 euro;
  • affitti commerciali – a negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo;
  • disposizioni in materia di trasporto stradale e trasporto di pubblico di persone, per contrastare gli effetti derivanti dalla diffusione del Covid-19 sugli operatori di servizio di trasporto pubblico regionale e locale e sui gestori di servizi di trasporto scolastico, nonché di trasporto navale, come l’esenzione temporanea dal pagamento della tassa di ancoraggio delle operazioni commerciali effettuate nell’ambito di porti, rade o spiagge dello Stato e la sospensione dei canoni per le operazioni portuali fino al 31 luglio 2020;
  • disposizioni di sostegno agli autoservizi pubblici non di linea, con un contributo in favore dei soggetti che dotano i veicoli di paratie divisorie atte a separare il posto guida dai sedili riservati alla clientela;
  • la sospensione fino al 31 maggio 2020 dei versamenti dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali per le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che operano sull’intero territorio nazionale;
  • misure straordinarie urgenti a sostegno della filiera della stampa.

Inoltre, il decreto introduce ulteriori misure, tra le quali:

  • nuove misure per contenere gli effetti dell’emergenza in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, tributaria, contabile e militare, quali, tra l’altro, il rinvio d’ufficio a data successiva al 15 aprile 2020 delle udienze calendarizzate dal 9 marzo al 15 aprile 2020 per i procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari e la sospensione, nello stesso periodo, del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili, penali e amministrativi, salvo specifiche eccezioni;
  • misure per il ripristino della funzionalità degli Istituti penitenziari e per la prevenzione della diffusione del COVID-19 nelle carceri;
  • misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali, con la previsione che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni e che lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. Resta ferma la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati, nonché la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, nelle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1, che si istaurano e si svolgono in via telematica e che si possono concludere anche utilizzando le modalità lavorative di cui ai commi che precedono;
  • disposizioni per l’utilizzo in deroga della quota libera dell’avanzo di amministrazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, limitatamente all’esercizio finanziario 2020 e per la sospensione della quota capitale dei mutui delle regioni a statuto ordinario e degli enti locali;
  • misure per assicurare il recupero delle eccedenze alimentari e favorirne la distribuzione gratuita agli indigenti;
  • la possibilità, fino alla fine dello stato d’emergenza,  per i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, per gli organi collegiali degli enti pubblici nazionali e per le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni di riunirsi in videoconferenza;
  • la proroga al 31 agosto 2020 della validità dei documenti di riconoscimento scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto;
  • misure per lo svolgimento del servizio postale, con la previsione che, fino al 31 maggio 2020, a tutela dei lavoratori del servizio postale e dei destinatari degli invii postali, per lo svolgimento del servizio postale relativo agli invii raccomandati, agli invii assicurati, alla distribuzione dei pacchi, la firma è apposta dall’operatore postale sui documenti di consegna in cui è attestata anche la modalità di recapito e ulteriori disposizioni per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta:
  • norme in materia di svolgimento delle assemblee di società e per il differimento del termine di adozione dei rendiconti annuali 2019 e dei bilanci di previsione 2020-2022;
  • il rinvio al 30 giugno di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti;
  • misure per la continuità dell’attività formativa e a sostegno delle università delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca, con l’istituzione di un fondo per le esigenze emergenziali e la proroga dell’ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio relative all’anno accademico 2018/2019, e dei termini di ogni adempimento connesso, al 15 giugno 2020;
  • contributi per le piattaforme per la didattica a distanza;
  • misure per favorire la continuità occupazionale per i docenti supplenti brevi e saltuari;
  • la proroga del mandato dei componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali fino a non oltre i 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza;
  • la proroga di sei mesi del termine per l’indizione del referendum confermativo della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.

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Si rinnova il parco ambulanze in Sicilia

Si rinnova il parco ambulanze in Sicilia

Buone notizie dal fronte della Sanità in Sicilia. Il parco ambulanze, infatti, verrà rinnovato grazie all’immissione su tutto il territorio regionale di 200 mezzi di ultima generazione che verranno acquisiti grazie a una gara per un leasing settennale dal SEUS (Servizio Emergenza-Urgenza Sanitaria) che gestisce il 118 nell’Isola.

Ringrazio l’assessore Ruggero Razza per aver quindi dato seguito alle mie iniziative messe in campo subito dopo i tragici fatti che riguardarono un giovane uomo deceduto ad Acate. Anche se la morte sopraggiunse per altri motivi, è indubbio che ci furono dei ritardi nei soccorsi perché l’ambulanza disponibile più vicina si trovava a Comiso.

Dopo quel tristissimo episodio mi feci promotore di un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute al quale partecipò lo stesso Assessore Razza per porre rimedio al problema dei mezzi di soccorsi nella nostra isola. Fra l’altro in quella sede feci personalmente rilevare come ci fosse una discrepanza tra il numero richiesto dall’assessorato regionale e quello – inferiore di dieci unità – previsto dal ministero.

Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, su temi sensibili che riguardano tutti i cittadini come quello della Sanità, non possono esistere divisioni politiche o, peggio ancora, ideologiche. Occorre lo sforzo comune di tutti gli attori in gioco per raggiungere il risultato per il bene degli utenti del Servizio Sanitario Nazionale, in questo caso siciliani. Per questi motivi esprimo tutta la mia soddisfazione: finalmente la Sicilia potrà dotarsi di un parco ambulanze all’altezza delle esigenze del suo territorio

Nuovo Ospedale di Siracusa

Nuovo Ospedale di Siracusa

Sul tema dell’Ospedale di Siracusa vedo tante prese di posizioni ma tutte incentrate sulla sua collocazione, come se questo fosse l’unico problema risolto il quale la città avrà comunque un nosocomio all’altezza delle esigenze di tutto il territorio che dovrà servire.

Purtroppo non è così. La collocazione è solo un aspetto e, a mio avviso, esistono più siti adatti per la costruzione del nuovo presidio. Tuttavia mi sembra che bisogna fare un passo avanti e per questa nuova importante opera avanzare richieste che la rendano veramente all’altezza delle esigenze del bacino di utenza. In questo senso sposo in pieno il decalogo proposto dall’Ordine dei Medici di Siracusa che pone una serie di questioni e non solo la scelta dell’area sulla quale non entra perché spetta all’Istituzione Comunale.

Vediamo quali sono questi punti:

  1. “Modularità”, “Flessibilità” e predisposizione per i futuri sviluppi

L’impianto del nuovo Ospedale di Siracusa dovrà essere ispirato ai principi di modularità e di flessibilità, al fine di renderlo da un lato coerente con l’attuale “Rete Ospedaliera Regionale”, ma dall’altro già predisposto per l’eventuale futuro sviluppo verso il “DEA di 2° Livello”.

2) Priorità della idea progettuale rispetto al condizionamento territoriale

Le scelte progettuali del nuovo Ospedale di Siracusa dovranno essere dettate dai “Fabbisogni Sanitari”, dalle scelte tecniche e dai più moderni ed aggiornati principi della “Edilizia Ospedaliera” e, pertanto, non potranno essere condizionate dalla scelta del terreno, ma viceversa.

3) Adozione delle Linee Guida per l’Edilizia Ospedaliera del CNETO

Un buon punto di partenza per sviluppare l’Idea progettuale è rappresentato dalle più moderne Linee Guida del CNETO (Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera).

4) Adozione degli indirizzi Agenas in tema di Edilizia Ospedaliera

Un altro basilare indirizzo è lo studio su “L’Ospedale modello” elaborato da Agenas: “Principi guida organizzativi, tecnici e gestionali, per la realizzazione e gestione di ospedali ad alta tecnologia e assistenza”.

5) Adozione del “Modello dell’Ospedale a Cure Integrate centrato sul Paziente”

In coerenza coi suddetti indirizzi, l’Ospedale dovrà essere pensato e realizzato per favorire lo sviluppo del cosiddetto “Modello a cure Integrate centrato sul Paziente” che rappresenta oggi il più efficace ed efficiente modello organizzativo ospedaliero per acuti, nonché il punto di partenza per ogni eventuale sviluppo verso il “Modello per intensità di cure”. Un modello in cui l’organizzazione della struttura deve soddisfare le necessità del paziente e non più soltanto degli operatori, favorendo lo sviluppo di percorsi e processi integrati, di PDTA, del lavoro d’equipe e del funzionamento per aree omogenee.

6) Caratteristiche architettoniche funzionali al Modello

Per far fronte alle peculiarità sopra esposte l’ospedale dovrà essere concepito con le caratteristiche strutturali più idonee al suddetto modello, quali ad esempio lo “sviluppo orizzontale”, per ridurre al massimo l’impatto ambientale, favorire i percorsi integrati ed eliminare l’uso delle “torri”, ovvero l’organizzazione per “blocchi funzionali” (area dell’emergenza, piastra tecnologica, corpo delle degenze e della ospitalità alberghiera), oppure ancora l’ adozione di soluzioni architettoniche tra le più moderne che consentano l’organizzazione dipartimentale, la flessibilità organizzativa e la progressiva espandibilità di moduli e posti letto.

7) Previsione delle Aree minime di Supporto

Accanto all’area occupata fisicamente dal complesso ospedaliero è necessario prevedere tutte le aree di supporto. La dotazione minima e obbligatoria di queste aree è costituita dall’ “elisoccorso”, dalla “centrale tecnologica con riserva idrica”, dai “parcheggi dedicati”, dislocati su di una superficie di almeno 30.000 mq e capaci di mille posti macchina, e dalle “aree a verde attrezzato con viabilità interna”, secondo i più moderni principi di umanizzazione e urbanizzazione dell’edilizia ospedaliera (circa il 30% dell’intera area).

8) Superfici necessarie e principi di Urbanità

Per realizzare la suddetta tipologia di ospedale moderno e funzionale è necessario prevedere pertanto una superficie complessiva compresa tra i 150.000 e i 180.000 mq, comprensiva degli spazi dedicati alla mera struttura ospedaliera (almeno 90.000) e le aree di supporto, prevedendo altresì che il nosocomio sia ben servito dalla viabilità urbana, extraurbana e territoriale.

9) Valenza “Provinciale”, collocamento nella rete dell’Emergenza e accessibilità viaria

Un altro elemento fondamentale è il target geografico del Presidio Ospedaliero, che non è determinato dalla sua eventuale classificazione in DEA di II Livello (le cui caratteristiche, ai sensi del D.M. 70/2015, sono il bacino di utenza minimo di 600.000 abitanti e oltre 70.000 accessi appropriati al P.S.), bensì dalla collocazione del P.O. nella programmazione provinciale. A tal proposito, oggi l’Ospedale del Capoluogo ospita ben 10 specialità non presenti negli altri ospedali della ASP, e dunque programmate per le necessità dell’intera provincia (Malattie Infettive, Pneumologia, Oncologia, Nefrologia, Chirurgia Vascolare, Urologia, Neonatologia, Radioterapia, Medicina Nucleare e Pet-Tac, Anatomia Patologica). Inoltre altre 3 specialità previste soltanto nel P.O. di Siracusa sono fondamentali nell’economia della già esistente rete provinciale per l’Emergenza: l’Emodinamica (fondamentale nella Rete per l’Infarto), la Stroke Unit (fondamentale nella Rete per l’Ictus), e la Terapia Intensiva Neonatale (fondamentale nella rete per l’Emergenza Neonatale e dei Punti Nascita). Ciò significa in altri termini che l’Ospedale di Siracusa, avendo una collocazione strategica nelle reti tempo-dipendenti dell’Emergenza, e servendo l’intera Provincia, deve essere facilmente raggiungibile non solo dai cittadini del Capoluogo, ma anche da quelli dell’intero bacino provinciale, da nord, da sud e dall’area montana. Dunque le scelte devono prendere in considerazione anche, e soprattutto, la sua accessibilità viaria provinciale, con particolare riferimento ai tempi di percorrenza e al rispetto della cosiddetta “golden houer”, vale a dire il tempo massimo entro cui il paziente critico deve raggiungere l’Ospedale per evitare la morte.

10) Caratteristiche orografiche, geomorfologiche ed economicità dell’area da individuare

L’ultimo principio basilare è legato alle migliori caratteristiche orografiche e geomorfologiche del territorio (accessibilità e sicurezza), nonché dalle migliori condizioni del valore economico del terreno da espropriare, onde riservare più risorse per la realizzazione della struttura e del parco tecnologico.

Credo che il contributo fornito dall’Ordine dei Medici è un’ottima base di discussione sul piano tecnico e scientifico per formalizzare il progetto del nuovo ospedale. Oggi più che mai la Citta e la Provincia di Siracusa hanno la necessità di avere un moderno nosocomio, costruito secondo specifiche caratteristiche e che abbia la possibilità di implementare la propria offerta sanitaria nel futuro e di adeguarla a sopravvenute esigenze. Non quindi un’opera bloccata ma capace di evolversi nel tempo. Se ci si adeguerà a questi principi, la scelta del sito poi sarà un aspetto non dico secondario ma non così importante da bloccarne l’iter amministrativo. Si faccia presto quindi: e si faccia bene.

DDL REGISTRO DEI TUMORI

DDL REGISTRO DEI TUMORI

Come vi ho comunicato in un mio post, ieri in Commissione Sanità abbiamo approvato – all’unanimità – il Disegno di Legge n.. 535 denominato “Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione“.

Questo provvedimento ha avuto come prima firmataria la collega Maria Domenica Castellone e io sono stato relatore in Commissione. Vorrei illustrarvi cosa contiene questa ddl che ora passa all’Aula solo per l’approvazione, visto che noi lo abbiamo approvato in sede redigente.

 

ARTICOLO 1. (Istituzione della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza)

Viene istituita la Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza dei sistemi sanitari regionali per le seguenti finalità:
a) prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure, valutazione dell’assistenza sanitaria;
b) messa in atto di misure di controllo epidemiologico delle malattie oncologiche e delle malattie infettive tumore-correlate;
c) studio dell’incidenza e della prevalenza delle malattie oncologiche e delle malattie infettive tumore-correlate, per poterne monitorare la diffusione e l’andamento;
d) sorveglianza epidemiologica per ridurre il rischio di introduzione o reintroduzione di malattie infettive, anche eliminate o sotto controllo;
e) prevenzione primaria e secondaria;
f) studio della morbosità e mortalità per malattie oncologiche e delle malattie infettive tumore-correlate;
g) semplificazione delle procedure di scambio di dati, facilitazione della trasmissione degli stessi e loro tutela;
h) studio e monitoraggio dei fattori di rischio e fattori di protezione delle malattie sorvegliate;
i) promozione della ricerca scientifica in ambito oncologico, anche nel campo dei tumori rari;
l) monitoraggio dei fattori di rischio di origine professionale, anche attraverso forme di connessione e di scambio di dati con i sistemi informativi esistenti, con particolare riferimento al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp).

Entro dodici mesi dall’approvazione definitiva della legge verranno individuati e disciplinati i dati da inserire nella Rete, le modalità relative al loro trattamento, i soggetti che possono avere accesso alla medesima Rete, i dati che possono essere oggetto dell’accesso stesso, le misure per la custodia e la sicurezza dei predetti dati nonché le modalità con cui è garantito agli interessati, in ogni momento, l’esercizio dei diritti previsti dal regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

Le Regioni dovranno procedere all’inserimento tempestivo dei dati entro e non oltre il 30 aprile dell’anno successivo quale adempimento obbligatorio Lea. Il titolare del trattamento dei dati contenuti nella Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza è il Ministero della Salute. Per le finalità della legge, possono essere stipulati dal Ministro della salute accordi di collaborazione a titolo gratuito con università, con centri di ricerca pubblici e privati e con enti e associazioni scientifiche che da almeno dieci anni operino, senza fini di lucro, nell’ambito dell’accreditamento dei sistemi di rilevazione dei tumori secondo standard nazionali e internazionali, della formazione degli operatori, della valutazione della qualità dei dati, della definizione dei criteri di realizzazione e di sviluppo di banche dati nazionali e dell’analisi e interpretazione dei dati, purché tali soggetti siano dotati di codici etici e di condotta che prevedano la risoluzione di ogni conflitto di interesse e improntino la loro attività alla massima trasparenza, anche attraverso la pubblicazione, nei rispettivi siti internet, degli statuti e degli atti costitutivi, della composizione degli organismi direttivi, dei bilanci, dei verbali e dei contributi e delle sovvenzioni a qualsiasi titolo ricevuti.

ARTICOLO 2. (Partecipazione di enti del terzo settore all’attività della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza)

In questo articolo viene disciplinato la partecipazione di enti del terzo settore all’attività della Rete nazionale. Per le finalità della legge, si spiega, possono essere stipulati accordi di collaborazione a titolo gratuito dal Ministro della salute con gli enti del terzo settore con le associazioni attive nel campo dell’assistenza sociosanitaria e con enti e associazioni attivi nella valutazione dell’impatto della patologia oncologica e della quantificazione dei bisogni assistenziali e nell’informazione e comunicazione sui rischi per la popolazione, purché tali soggetti siano dotati di codici etici e di condotta che prevedano la risoluzione di ogni conflitto d’interesse e che improntino la loro attività alla massima trasparenza, anche attraverso la pubblicazione, nei relativi siti internet, degli statuti e degli atti costitutivi, della composizione degli organismi direttivi, dei bilanci, dei verbali e dei contributi e sovvenzioni a qualsiasi titolo ricevuti.

Gli stessi enti del terzo settore potranno presentare proposte al Ministro della salute in relazione a iniziative finalizzate allo sviluppo e alla valorizzazione dell’attività della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza fermo restando il rispetto degli standard scientifici.

ARTICOLO 3 (Modifica all’articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179)

La normativa sul fascicolo sanitario elettronico viene modificata.
 

ARTICOLO 4 (Istituzione del referto epidemiologico)

Sarà istituito il referto epidemiologico.  Entro 12 mesi il Ministero della Salute dovrà adottare un decreto per l’istituzione del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione con particolare attenzione alle aree più critiche del territorio nazionale, al fine di individuare i soggetti preposti alla raccolta e all’elaborazione dei dati che confluiscono nel referto epidemiologico e di disciplinare il trattamento, l’elaborazione, il monitoraggio continuo e l’aggiornamento periodico dei medesimi dati, nonché la pubblicazione, con cadenza annuale, del referto epidemiologico, in particolare per quanto riguarda i dati relativi all’incidenza e alla prevalenza delle patologie che costituiscono più frequentemente causa di morte, nei siti internet, delle regioni.

ARTICOLO 5  (Conferimento dei dati)

L’obbligo di raccolta e di conferimento dei dati rappresenta un adempimento ai fini della verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) da parte del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali.

ARTICOLO 6 (Relazione alle Camere)

Sancisce che entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge e successivamente entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro della salute trasmette una relazione alle Camere sulla sua attuazione.

ARTICOLO 7 (Clausola di invarianza finanziaria)

Introduce una clausola di invarianza finanziaria.

(http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01069512.pdf)

 

FOCUS SULLE BONIFICHE DEL SIN DI PRIOLO

FOCUS SULLE BONIFICHE DEL SIN DI PRIOLO

Stamattina ho partecipato all’incontro che si è tenuto nella sala U. Gianformaggio di Confindustria Siracusa, promosso dal Patto di Responsabilità Sociale – Gruppo di lavoro Industria Impresa. Il tema trattato è stato “Focus sulle Bonifiche del SIN di Priolo”.

Nel mio intervento che potete seguire nei video allegati ho sottolineato alcuni aspetti, a mio avviso, importanti e da tenere assolutamente in considerazione. L’incidenza dei tumori e della mortalità per queste patologie nel nostro territorio SIN – allargato anche ad altre cittadine limitrofe – è superiore alla media regionale. È del tutto evidente che questa incidenza non è da attribuirsi alle emissioni attuali ma è il frutto di una gestione dell’ambiente sbagliata tenuta nel passato. Tali comportamenti non virtuosi hanno inciso non soltanto su chi direttamente è stato colpito dalle emissioni ma si sono trasmesse per via epigenetica alle generazioni successive e di tutto ciò si paga pesantemente il prezzo. Ho altresì messo in giusto rilievo come l’insorgenza dei tumori non si può attribuire per intero alla condizione ambientali ma ha un peso molto elevato anche lo stile di vita condotto.

Va dato atto che, rispetto al passato, molte cose sono mutate e attualmente il livello di attenzione all’abbattimento dell’inquinamento da parte delle imprese è molto più alto. Per questo motivo occorrono tavoli di dialogo continuo fra tutti gli attori in campo: le imprese, le popolazioni, la politica nazionale e regionale, le amministrazioni locali e le associazioni che si occupano del tema.

Ho ribadito che la mia parte politica pone in altissima considerazione le questioni ambientali. Attualmente  al Senato è in via di definizione un disegno di legge che si occupa, fra l’altro,  proprio di normare alcune emissioni fino a questo momento non normate come previsto, per altro, anche dalle prescrizioni regionali.

Il ministro dell’Ambiente Costa mi ha personalmente ribadito che la situazione dei SIN siciliani, in particolare del nostro, gli sta particolarmente a cuore e che farà di tutto per reperire i fondi – elemento indispensabile – per procedere al  risanamento territoriale. Da parte mia non perderò mai di vista questo tema su cui sono impegnato ormai da alcuni decenni, prima dal punto di vista professionale e ora  anche politico.

Ha partecipato all’incontro con un suo intervento anche il sindaco di Augusta, l’avvocato Cettina Di Pietro, la quale – dopo un breve cenno al problema dei rifiuti, si è soffermata sulla questione della rada di Augusta e del campo sportivo, siti inquinati e considerati dalla Unione Europea “discariche”. Per questo motivo anche il Comune di Augusta si trova sotto procedura di infrazione. Infine ha messo in guardia nel trattare semplicisticamente la questione ambientale come industria si/industria no; occorre piuttosto trovare un equilibrio che sappia opportunamente contemplare in un unico quadro l’impresa industriale con la tutela dell’ambiente. Ci sono gli strumenti per poterlo fare.

”.

 

CON TAGLI AI VITALIZI ANCHE AL SENATO SI RISPARMIEREBBERO ALTRI 16 MILIONI OGNI ANNO

CON TAGLI AI VITALIZI ANCHE AL SENATO SI RISPARMIEREBBERO ALTRI 16 MILIONI OGNI ANNO

“Durante l’audizione davanti al Consiglio di presidenza del Senato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha definito quello dei vitalizi come un ‘sistema insostenibile’ spiegando che è destinato a gravare in modo pesante su tutti i cittadini. Basterebbe questo per testimoniare la bontà di quello che il Movimento 5 Stelle dice da tempo, ma c’è dell’altro. Infatti, la notizia è che con il taglio che vogliamo operare anche al Senato si risparmierebbero altri 16 milioni di euro all’anno, che sommati ai 40 della Camera fanno 56. Addirittura più di cento se consideriamo pure le Regioni. Soldi da restituire alle esigenze primarie dei cittadini. Ecco perché non c’è più tempo da perdere: tagliamo i vitalizi anche al Senato”.

Nota di #GiuseppePisani, senatore del Movimento 5 Stelle, segretario del Consiglio di presidenza

Il ministro Costa in audizione al Senato

Il ministro Costa in audizione al Senato

Oggi 5 luglio, il ministro per l’Ambiente, in audizione presso la tredicesima Commissione del Senato (Territorio, Ambiente e Beni ambientali) ha tracciato il suo piano di governo per i prossimi cinque anni, a partire proprio dal Decreto “Terra dei Fuochi” approvato nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso. Questo programma può essere riassunto in sei punti principali:

  1. Lotta ai cambiamenti climatici
  2. Tutela della natura e della biodiversità
  3. Misure contro il consumo del suolo
  4. Sicurezza del territorio
  5. Economia circolare
  6. Infrazioni UE

Ecco le parole del Ministro:

Rendere più ambiziosa la lotta ai cambiamenti climatici attraverso la leva di uno sviluppo basato sulla riduzione, fino all’eliminazione, dei fattori inquinanti soprattutto nel settore della mobilità; salvaguardare la natura, contrastare la perdita di biodiversità, valorizzare l’acqua come bene comune; impedire il consumo e lo spreco di suolo e prevenire il rischio idrogeologico; assicurare la sicurezza del territorio attraverso la prevenzione e il contrasto dei danni ambientali e la lotta alle tante terre dei fuochi presenti nel nostro Paese; governare la transizione verso l’economia circolare e ‘rifiuti zero’; diminuire, fino ad azzerarle, le infrazioni inflitte al nostro Paese dall’Unione Europea.

Nell’ambito della mobilità sostenibile con particolare riferimento alla lotta dell’inquinamento, secondo Costa  occorre:

avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione di veicoli a motore alimentati a gasolio o benzina, al fine di ridurre  il numero dei veicoli inquinanti; inoltre bisogna prevedere un nuovo programma di mobilità sostenibile rivolto agli enti locali con l’utilizzo di fondi provenienti dalle aste dell’anidride carbonica. Alcune risorse già ci sono e altre le possiamo trovare

Il ministro intende trovare risorse per incentivare l’acquisto di veicoli ibridi e total electric, per capillarizzare i punti di ricarica, per estendere la rete delle piste ciclabili urbane ed extraurbane. Sempre in questo quadro, sarà costituito il Programma di Controllo delle emissioni nazionali degli inquinanti da raggiungere entro e il 2020 e il 2030 secondo quanto previsto dalla direttiva ‘Nec’.

Il ministro si è poi soffermato sulla questione amianto e sulla normativa che, a suo avviso, va completamente riformata: è necessario implementare le attività di rilevazione di bonifica e vanno individuati i siti di trattamento del prodotto di concerto con le Regioni.

Anche la legge sui Parchi va in qualche modo rivista.

La legge 394 del 1991 – la cosiddetta legge quadro sulle aree protette – ha necessità di ‘fare il tagliando’ con l’introduzione dei parametri di contabilità ambientale e contabilità ecologica nel bilancio

In commissione, Costa ha auspicato un piano di assunzioni straordinarie di carabinieri forestali e di personale per le capitanerie di porto al fine di contrastare i reati ambientali garantendo la tutela e il monitoraggio ambientale sia sulla terra che in mare.

Quindi ha toccato lo spinoso punto delle infrazioni UE che ad oggi sono 13 con la 14esima in arrivo.

Esse vanno tutte azzerate. A tal fine costituirò una task force coordinata dall’ufficio di gabinetto presso il mio ministero dell’ufficio legislativo e di un referente per ciascuna direzione generale del Mattm e, dove opportuno, un rappresentante delle Regioni coinvolte dalla procedura di infrazione, per seguire ogni procedura e stabilire una road map con tempi certi per sua soluzione anche attraverso l’esercizio del potere sostitutivo.

Naturalmente non poteva mancare il capitolo acqua, tema assai caro al Ministro dell’ambiente e alla quale egli intende garantire l’accesso:

bene comune e diritto umano universale, anche attraverso gli strumento normativi europei, appoggiando la proposta di Direttiva sulla qualità delle acque per il consumo umano che nasce da una mobilitazione senza precedenti: quasi due milioni di cittadini europei intervenuti per chiedere all’UE di garantire un accesso sufficiente all’acqua potabile e servizi igienico sanitari per tutti. Resta prioritario anche la promozione del governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua: i privati coinvolti nella fornitura, nella gestione e nella distribuzione dell’acqua, a mio parere, dovrebbero essere adeguatamente monitorati dalle autorità competenti e il pubblico dovrebbe avere accesso a tutte le informazioni per garantire la massima trasparenza. Vanno diminuite le categorie di persone prive di accesso all’acqua specificando che l’erogazione di un quantitativo minimo vitale non può mai essere sospesa.

 

Il Decreto “Terra dei Fuochi” è, quindi solo un primo passaggio dell’intenso calendario del ministro Costa. Tuttavia, proprio per l’attribuzione di certe competenze diventa uno snodo fondamentale di esso. Infatti si trasferiscono dal ministero delle Politiche agricole al ministero dell’ambiente le competenze sulla terra dei fuochi; sono previste norme riguardanti il dissesto idrogeologico le cui competenze nel 2014 andarono al Palazzo Chigi e ora invece passano nelle mani di Sergio costa. Così come il ministero dell’ambiente avrà competenze nel settore dell’economia circolare che finalmente verrà trattato in maniera completa dando impulso all’imprenditoria settoriale.

Il programma di Sergio Costa, come è facile vedere, è molto ambizioso e pone le basi per un nuovo paradigma non soltanto ambientale ma economico tout.court.

Il divieto della pubblicità al gioco d’azzardo nel Decreto Dignità

Il divieto della pubblicità al gioco d’azzardo nel Decreto Dignità

Nei prossimi giorni, il governo emanerà il cosiddetto Decreto Dignità, un pacchetto di riforme con il quale si vuole dare contenuto alle idee di cambiamento che hanno caratterizzato la formazione di questo esecutivo.

Una delle misure in esso contenuta sarà sicuramente il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo. Ad alcuni è sembrato una misura minore ma il Movimento 5 Stelle, con a capo il proponente del provvedimento Luigi Di Maio, lo considera uno snodo fondamentale in quanto indicativo di un modo di pensare e di agire: si lavora nell’esclusivo vantaggio dei cittadini, in particolare di quelli che hanno meno risorse e maggiore bisogno di emanciparsi.

Quando si parla di gioco d’azzardo niente vale di più che i numeri. Nel 1997 i cittadini italiani spendevano 17 miliardi di euro (attualizzati ai valori di oggi) per il gioco. Venti anni dopo la cifra è quasi sei volte tanto, oltre 96 miliardi di euro. Fatto qualche conteggio siamo oltre il 450%, in un periodo in cui – tanto per fare dei raffronti – la popolazione è cresciuta del 10% e il Pil meno del 50%.  Sono risorse immense che sono sottratte all’economia e ai bilanci familiari. Ed è una delle ragioni per cui l’Italia non cresce e non riesce ad uscire definitivamente dalla crisi economica come hanno fatto gli altri paesi europei. Va sottolineato e stigmatizzato che l’Italia è il primo Paese europeo nel gioco d’azzardo e il terzo al mondo: la cifra impegnata pro-capite è di 16.000 euro.

Ma non è tutto. Diverse ricerche sul settore hanno evidenziato come i soggetti che più ricorrono al gioco d’azzardo abbino un profilo di bassa istruzione e di basso reddito, in particolare sono molti i pensionati che cadono in quella malefica rete. In molti l’hanno definita la tassa dei poveri, un’imposta per di più regressiva perché l’impatto di 100 euro su chi guadagna 1000 euro è molto più pesante di chi ne guadagna il doppio.

Si potrebbe dire molto semplicemente e consigliare a chi gioca di non farlo più. Ma è la stessa cosa che chiedere di smettere di fumare o di drogarsi. Il gioco è una vera e propria dipendenza da cui è difficile uscire anche perché – rispetto alle altre citate dipendenze – nessuno è disposto ad aiutarti.

In quest’ottica entra in gioco proprio la pubblicità. Ormai ha invaso tutti i canali di comunicazione di massa ed è diventata particolarmente aggressiva con l’avvento di Internet con il quale è possibile giocare somme ingentissime con un semplice click sul telefonino, permettendo di fare ciò anche ai minorenni, altri soggetti deboli che spesso cadono in questa trappola.

Negli ultimi anni gli investimenti nel settore sono sempre più aumentati. E sempre più soldi andranno distolti alle attività utili per il progresso del Paese. Il provvedimento che sta per essere emanato su iniziativa di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle rappresenta un indubbio pericolo per questa attività. Se ne sono sicuramente accorti i proprietari dei grandi centri scommesse che stanno cercando di esercitare un’azione di lobbying nei confronti del governo. Oggi  Niklas Lindhal – rappresentante legale di una società svedese di gioco d’azzardo – ha comprato sul Corriere della Sera un’intera pagina dove ha inserito una lettera aperta a Luigi Di Maio chiedendogli di non varare il provvedimento. Luigi, convintissimo dell’utilità di questo decreto ha risposto compiutamente; la risposta la trovate in un link nella mia pagina di Facebook. Ne voglio riportare solo un pezzetto.

La nostra Costituzione mette la persona al centro e recita che : “è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Per me l’azzardopatia è un ostacolo ed è mio compito rimuoverlo e abbiamo individuato il divieto della pubblicità all’azzardo come strumento. Non torneremo indietro. Anzi: se come credo riscuoteremo successo, proporrò che la stessa legislazione venga applicata in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Una settimana importante

Una settimana importante

Adesso si fa sul serio. Comincia una settimana importante per l’attività parlamentare e legislativa. Difatti da domani 19 giugno in Aula si discuterà del DEF, il Documento di Programmazione Economica e Finanziara.
La Commissione speciali su atti urgenti del Governo nella seduta pomeridiana di mercoledì 16 maggio, ne aveva concluso l’esame, conferendo mandato al relatore, il collega senatore Bagnai, a riferire in Assemblea.
Le Commissioni speciali di Senato e Camera, in seduta congiunta, hanno svolto un ciclo di audizioni sul DEF.

Sempre in questa settimana si dovrebbero definire la composizione delle Commissioni permanenti, organismi indispensabili per l’attività legislativa.

Come avete potuto notare dai miei post precedenti, i nostri ministri sono già a lavoro per proporre al Parlamento l’approvazione di leggi che vadano nella direzione della risoluzione dei problemi dei cittadini. Su questo fronte noi parlamentari del Movimento 5 Stelle, e della maggioranza, siamo mobilitati. Le proposte non mancano: da quelle fatte da Luigi Di Maio a quelle di Raffaele Costa, da Giulia Grillo a Danilo Toninelli.

Sarà mia cura aggiornarvi sui lavori del Senato.

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE: presentazione della relazione sull’attività svolta nel 2017

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE: presentazione della relazione sull’attività svolta nel 2017

Nella mattinata di oggi 14 giugno, ho partecipato alla presentazione della Relazione sull’attività nel 2017 dell’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, che si è tenuta nella Sala Koch di Palazzo Madama.

Alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di alcuni ministri e di molti colleghi parlamentari, Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità, ha tracciato un quadro complessivo dell’attività svolta nello 2017. Durante lo scorso anno sono pervenute all’Anac oltre 5190 segnalazioni riguardanti appalti di lavori, servizi e forniture con un incremento rispetto al 2016 di quasi il 20%. Nel settore lavori sono pervenuti 1700 esposti e aperte 500 istruttori; per il settore sevizi e forniture sono state 3490 segnalazioni con 585 istruttorie aperte.Sette le segnalazioni che l’Autorità ha inviato a Governo e Parlamento. Avvalendosi della preziosa collaborazione della Guardia di Finanza sono stati controllati alcuni cantieri connessi alla ricostruzione post-terremoto 2016 individuando imprese non in regola con le regole del subappalto ed è stata effettuata un’indagine ad ampio spettro che ha coinvolto 17 stazioni appaltanti, con pratiche elusive evidenziate in 12 diverse delibere.

La presenza del nuovo premier e dei nuovi ministri ha indotto Cantone a parlare dello sviluppo futuro dell’Organismo da lui presieduto. La materia degli appalti, secondo l’Autorità, ha certamente bisogno di scelte chiare da parte del nuovo legislatore e il rilancio del sistema dei lavori pubblici necessita non solo di regole semplici e comprensibili, ma anche stabili per consentire alla burocrazia il tempo di digerirle per applicarle in modo corretto.

Non riteniamo che l’Autorità debba essere destinataria di nuovi poteri e funzioni ma che sia piuttosto messa in condizioni di poter svolgere quelle attribuite. Da parte nostra – ha aggiunto – continueremo a lavorare con il massimo impegno fino al 2020, quando questo Consiglio terminerà il suo mandato, per far sì che la prevenzione si imponga, diventando un indispensabile strumento di efficienza del sistema
non un intralcio burocratico.