Aumentano i Contratti di Formazione Specialistica per gli studenti di Medicina

Aumentano i Contratti di Formazione Specialistica per gli studenti di Medicina

Il Sistema Sanitario ha avuto importanti risorse dai decreti emanati durante l’emergenza sanitaria. In particolare il decreto #Rilancio ha stabilito uno stanziamento a favore di questo settore di ben 3,2 miliardi, ossia il doppio di quanto ne prevedono una manovra finanziaria.

Fra le norme applicate una che mi sta particolarmente a cuore è quella relativa ai contratti di formazione specialista in medicina. Con il #Rilancio il Governo ha previsto un aumento di 4200 unità di posti da sommarsi ai 9.200 contratti già finanziati per l’anno accademico in corso. Un totale 13.400 posti che vanno a confrontarsi con i 6.000 disponibili quando il Movimento 5 Stelle è arrivato al governo.

Di certo questa misura non avrà riscontro immediato se non per gli studenti che negli anni passati si vedevano negata la possibilità di poter continuare il loro percorso di studi fino ad arrivare alla specializzazione perché non c’erano posti disponibili. Spesso ciò si traduceva in una fuga all’estero dove poi magari i nostri ragazzi rimanevano trovando migliori condizioni per poter studiare prima e per lavorare in un secondo momento.

Avere più medici specializzati sarà sicuramente un vantaggio nel futuro per tutti i cittadini che avranno così a disposizione una offerta sanitaria più qualificata e rinnovata.

E’ sotto gli occhi di tutti che nel passato sono stati compiuti gravi errori di programmazione per quanto riguarda la formazione dei medici. Ne mancano troppi. Si è previsto, a tal proposito, un sistema per definire il fabbisogno dei medici laddove questa necessità si presenti, in modo che i Ministeri e le Regioni possano effettivamente impegnare risorse per la loro formazione proprio dove servono.

Per quanto detto, questa misura è di una importanza fondamentale al fine di preservare la nostra salute. La recente crisi sanitaria ha messo in luce quanto sia importante avere un Sistema Sanitario all’altezza. Sarà preciso compito di questi governanti fare tesoro di quanto successo e prevedere per il futuro la possibilità di affrontare in maniera più adeguata eventuali altre crisi di questo tipo.

L’Exit Strategy per uscire dall’emergenza sanitaria

Comincia a essere tempo di riflessioni su come si è affrontato, dal punto di vista sanitario, l’emergenza pandemica da coronavirus. È evidente che la reazione e la gestione dell’emergenza ha avuto modi e tempi diversi e ciò è determinato dal fatto che la gestione della sanità in Italia è affidata quasi esclusivamente alle Regioni. I risultati negativi della Lombardia e del Piemonte sono davvero sotto gli occhi di tutti e sicuramente quelli sono esempi da prendere in considerazione come altamente negativi e da evitare.

Non si pensi che la mia sia una considerazione di ordine politico perché quelle due regioni sono a guida leghista. La regione Veneto ha affrontato l’emergenza sociale sanitaria provocata dal Coronavirus con una strategia che ha consentito di contenere gli output negativi dell’epidemia rispetto ad altre regioni italiane. Merito soprattutto di un riferimento scientifico e medico di tutto rispetto che ha spinto quegli amministratori regionali a muoversi per il meglio.

Oltre alla diversa distribuzione e densità della popolazione, che rappresentano, nelle evenienze epidemiche , circostanze di non secondaria importanza, sono risultate determinanti la efficace organizzazione della assistenza sanitaria nel territorio e la maggiore disponibilità dei tamponi oro-faringei, strategicamente predisposta anzitempo ad opera del direttore del dipartimento di medicina molecolare della Università di Padova.

Quest’ultima misura ha consentito di testare un’ampia moltitudine di individui, tra i quali anche asintomatici o poco sintomatici portatori del virus: in questo modo si sono individuati precocemente i soggetti infetti, che sono stati tempestivamente isolati, si sono potute assicurare cure a domicilio nei casi lievi, evitando di ingolfare i reparti ospedalieri e riducendo il rischio di contagio nosocomiale.

Risultati del genere non si possono conseguire senza una efficace organizzazione della rete sanitaria territoriale, la quale costituisce condizione necessaria ed indispensabile per assicurare alla popolazione un valido sistema di cure anche a livello pre ospedaliero.

Per tali motivi occorre ripensare al ruolo importante della sanità e abbandonare definitivamente, come ha già fatto questo governo, la politica di tagli trasversali; occorre trovare le risorse necessarie per attuare non solo le misure della fase 2 di questa emergenza, ma anche per potenziare e rendere più efficiente l’assistenza sanitaria del territorio nel prossimo futuro, non trascurando la corretta e puntuale esecuzione dei piani pandemici regionali.

Nella attuale fase2 si devono primariamente assicurare: maggiore disponibilità di mezzi per la medicina delle cure primarie, assicurate dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, anche nelle loro forme associative; attivazione delle unità assistenziali territoriali, cosiddette USCA, per incrementare controlli e cure domiciliari; maggiore disponibilità ed esecuzione di tamponi per un più tempestivo isolamento degli infetti; specializzazione di ospedali dedicati al trattamento dei pazienti covid.

Nelle fasi successive occorrerà provvedere per completare il percorso di efficientamento delle attività dei distretti sanitari territoriali in tutto il territorio nazionale, in modo da poter assicurare cure ed assistenze domiciliari e/o residenziali adeguate ed uniformi in tutte le regioni.

Tra i servizi sanitari territoriali si deve prevedere la costituzione, laddove non siano già operative, di unità multidisciplinari specializzate in attività di medicina ambientale e di epidemiologia e prevenzione, indispensabili le prime per affrontare le molteplici e complesse tematiche legate alle ricadute dell’inquinamento dei nostri ambienti di vita, le seconde per programmare gli interventi sanitari più adeguati alle esigenze dei diversi territori.

E’ il momento di essere ancora più attenti e più compatti

È fuori dubbio che la nostra società stia vivendo momenti di grave crisi che spero non abbia ripercussioni drammatiche sul destino di coloro non possiedono un sicuro e costante introito finanziario, per i quali mi auguro che possano essere bastevoli le misure adottate dai nostri governi, nazionale e regionali.

I nostri animi incerti ed insicuri non sono poi rasserenati dalla scarsa informazione o, peggio ancora, dalla disinformazione perché alcune notizie, tra esse discordanti, finiscono con il creare ulteriori incertezze nella gente: in campo scientifico è il caso di quanto pubblicato, di recente, da una prestigiosa rivista scientifica,“Harvard Business Review” , secondo la quale sia i politici americani che quelli europei farebbero bene a non ripetere gli stessi errori dei politici italiani nell’approccio all’epidemia da Coronavirus, tesi che appare in apparente contrasto con quanto affermato sia dall’OMS, che ha riconosciuto la validità e l’adeguatezza delle misure adottate in Italia, sia con il contenuto di un report redatto da un team del’Imperial College di Londra, guidato da Neil Ferguson e Samir Bhatt, diffuso dall’OMS Collaborating Centre for Infectious Disease Modelling, secondo il quale le misure draconiane attivate nel nostro Paese contro Covid-19 finora avrebbero evitato circa 38 mila decessi in Italia.

A rendere ancora più disorientate le collettività concorre lo scarso senso civico di alcuni personaggi politici a livello nazionale che  non si lasciano sfuggire l’occasione per speculare su talune vicende nel tentativo di attirare attenzione e consensi; ciò,purtroppo, accade anche a livello locale, dove  non giova il clima di accesa contrapposizione politica volutamente creato da taluni soggetti, dei quali non si possono condividere né i metodi né i contenuti; come in altre circostanze, infatti, si è preferito ricorrere a pubblicazioni sui social o comunicati alla stampa per esprimere forti critiche sia alle scelte operate dai vertici dell’azienda sanitaria provinciale, sia al comportamento di esponenti di altre forze politiche; critiche che, sicuramente, si comprendono nell’ottica del rispetto alla espressione delle opinioni personali, ma che, altrettanto sicuramente, non si possono condividere né giustificare nel metodo e nella forma, perché sarebbe stata più ragionevole ed utile la ricerca  del dialogo e del confronto delle opinioni, soprattutto perché mossi senza la dovuta conoscenza della attuale disponibilità di risorse umane, strumentali ed organizzative in forza alle varie aziende sanitarie, specie quelle regionali, e senza alcuna competenza tecnica che non si può certamente mutuare dalla lettura di articoli di giornali, con tutto il rispetto della categoria di lavoratori addetti all’informazione; ciò senza tralasciare di stigmatizzare i pesanti insulti, da ogni parte provenienti, rivolti nei confronti di altre persone, espressione di un suino livello di civiltà che non appartiene alla comunità augustana.

Nel rinnovare il mio sentito grazie ai colleghi medici e a tutto il personale, sanitario e non, che in questi momenti stanno affrontando questa grave epidemia, vorrei invitare tutti ad avere maggiore fiducia anche nel lavoro di quanti si stanno adoperando per consentire alla nostra sanità di operare in sicurezza e con mezzi efficaci, potendo affermare con certezza che si stanno superando le difficoltà dei primi momenti, di approvvigionamento, di risorse umane e tecniche, di procedure e che l’arma più efficace per combattere questa malattia rimane evitare il contagio interumano, vale a dire rispettare le norme prescritte dalla nostre Istituzioni.

#CURAITALIA PER AFFRONTARE LA CRISI DEL NOSTRO PAESE

#CURAITALIA PER AFFRONTARE LA CRISI DEL NOSTRO PAESE

Il Governo Conte oggi ha approvato il decreto legge che vuole combattere la crisi economica conseguenza della pandemia di coronavirus. Il Presidente del Consiglio ha annunciato che questa è solo il primo atto a cui fra qualche settimana faranno seguito ulteriori importanti misure per innescare la ripresa.
L’impegno di spesa in questo decreto di marzo è di ben 25 miliardi, atti a sostenere i lavoratori, le imprese, le famiglie, sanità. Vediamo le principali misure in attesa di esaminare il documento più in profondità.

(Dalle slide del Senato della Repubblica Italiana che illustrano le principali misure contenute nel Decreto-Legge Covid Ter del 16 marzo 2020)

A. FISCO

  1. SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI
    È sospeso il versamento delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.            
    I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020
  2. SOSPENSIONE DEI TERMINI DEGLI ADEMPIMENTI
    È sospeso ogni ulteriore adempimento fiscale con scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
    I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020
  3. CREDITI D’IMPOSTA PER BOTTEGHE E NEGOZI  
    Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale c/1.
  4. CREDITI D’IMPOSTA PER SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO 
    Allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino a un massimo di 20.000 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020

B. GIUSTIZIA

  1. DIFFERIMENTO DELLE UDIENZE E SOSPENSIONE DEI TERMINI    
    Sono prorogate fino al 15 aprile 2020 le misure già adottate di rinvio delle udienze civili, penali e amministrative, con le relative sospensioni dei termini già adottate precedentemente fino al 22 marzo 2020.
  2. ISTITUTI PENITENZIARI
    Il provvedimento intende assicurare il pieno ripristino della funzionalità degli Istituti Penitenziari danneggiati in conseguenza dei gravi disordini avvenuti all’interno delle medesime strutture anche causati dalle notizie sulla diffusione epidemiologica a livello nazionale del COVID-19

C. AMMORTIZZATORI SOCIALI

  1. NUOVO TRATTAMENTO CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIO.
    È previsto un nuovo trattamento di cassa integrazione ordinario in sostituzione dei precedenti ammortizzatori sociali in favore di:  
    – Aziende che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario;
    – Aziende che hanno in corso un assegno di solidarietà
  2. NUOVA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA         
    Le Regioni possono autorizzare una cassa di integrazione salariale in deroga in favore delle imprese per cui non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto
  3. CREDITI D’IMPOSTA PER BOTTEGHE E NEGOZI  
    Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1
  4. INDENNITA’ PROFESSIONISTI, COCOCO, LAVORATORI AGRICOLI E DELLO SPETTACOLO    
    Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data e, iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatori, agli operai agricoli a tempo indeterminato e ai lavoratori dello spettacolo, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 500 euro
  5. PROROGA TERMINE DOMANDA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA   
    Il termine per la domanda di disoccupazione agricola è prorogato, solo per le domande in competenza 2019, al giorno 1 giugno 2020
  6. PROROGA DOMANDA NASPI E DISCOLL
    I termini di presentazione di domanda di disoccupazione NASPI e DISCOLL sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni
  7. FONDO PRIMA CASA – FONDO GASPARRINI       
    Per un periodo di 9 mesi dal provvedimento l’ammissione ai benefici del Fondo è esteso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus; per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

D. LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE

  1. LAVORO AGILE
    Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile;              
    I datori di lavoro sono tenuti ad autorizzare la modalità di lavoro agile ai lavoratori dipendenti che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità ospitata in centri riabilitativi chiusi dal provvedimento. Qualora il familiare con disabilità sia un minore la modalità di lavoro agile non può essere rifiutata, salvo che questo sia incompatibile con le caratteristiche dell’impresa.
    Il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni
  2. CONGEDO E INDENNITA’ PER I LAVORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PRIVATO
    A decorrere dal 5 marzo 2020, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a quindici giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione.
    La fruizione del congedo di cui al presente articolo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di quindici giorni.
    In alternativa alla prestazione predette e per i medesimi lavoratori beneficiari, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate.
  3. PERMESSI RETRIBUITI L. 104/1992          
    Il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020
  4. PREMIO LAVORATORI DIPENDENTI        
    Ai titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a 40 mila euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese
  5. SOSPENSIONE TERMINI VERSAMENTI CONTRIBUTI         
    Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020
  6. CONGEDO E INDENNITA’ PER I LAVAORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PUBBLICO, NONCHE’ DEL SETTORE SANITARIO PRIVATO ACCREDITATO       
    A decorrere dal 5 marzo 2020, i genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato accreditato hanno diritto a fruire di un congedo dal lavoro indennizzato.
    L’erogazione dell’indennità, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo sono a cura dell’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro
  7. SORVEGLIANZA ATTIVA DEI LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO             
    Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.
  8. PROROGA TERMINI DECADENZIALI DI PREVIDENZA E ASSISTENZA
    A decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL è sospeso di diritto.

E. IMPRESE: MISURE STRAORDINARIE

  1. REQUISIZIONI
    Fino al 31 luglio 2020, la protezione civile potrà autorizzare la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria, anche per assicurare la fornitura delle strutture e degli equipaggiamenti alle aziende sanitarie o ospedaliere ubicate sul territorio nazionale, nonché per implementare il numero di posti letto specializzati nei reparti di ricovero dei pazienti affetti da detta patologia.
  2. FONDI ALLE IMPRESE PER PRODURRE MASCHERINE
    Per la gestione dell’emergenza COVID-19 , e fino al termine dello stato di emergenza, è consentito produrre mascherine chirurgiche in deriva alle vigenti norme
  3. MISURE DI SOSTEGNO ALLE PMI
    Le PMI potranno avvalersi di misure di sostegno finanziario dello Stato, fino al 33% dei prestiti erogati:
    – per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
    – per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
    -per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.
  4. FONDO DI GARANZIA CENTRALE PMI     
    Per 9 mesi dal provvedimento, lo stato fornisce una garanzia per prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie, nel rispetto delle garanzie e dei limiti previsti dal provvedimento stesso
  5. SUPPORTO ALLA LIQUIDITA’ DELLE IMPRESE
    In favore delle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza, Cassa depositi e prestiti S.p.A. è autorizzata a concedere liquidità, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, tramite banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito.
    La garanzia dello Stato è rilasciata in favore di Cassa depositi e prestiti S.p.A. fino ad un massimo dell’ottanta per cento dell’esposizione assunta.
  6. MISURE FINANZIARIE DI SOSTEGNO
    Qualora una società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti, può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate riferite ai seguenti componenti.
  7. FONDO MADE IN ITALY
    Il provvedimento istituisce un fondo da ripartire per la promozione integrata presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al fine di potenziare gli strumenti di promozione e di sostegno all’internazionalizzazione delle varie componenti del sistema Paese, tra i quali il piano straordinario di sostegno al made in Italy realizzato tramite l’ICE
  8. MISURE A SOSTEGNO DELL’UNIVERSITA’
    Con il provvedimento viene istituito per l’anno 2020 un fondo denominato “Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca” con una dotazione pari a 50 milioni di euro, da dipartire con decreto del MIUR. Inoltre, In deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo, l’ultima sessione di laurea dell’anno accademico 2018/2019 è prorogata al 15 giugno 2020. E’ conseguentemente prorogato ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche e amministrative funzionali allo svolgimento dell’esame di laurea. Nel periodo di sospensione della frequenza delle attività didattiche, le attività formative e di servizio agli studenti, inclusi l’orientamento e il tutorato, nonché le attività di verifica dell’apprendimento svolte o erogate con modalità a distanza secondo le indicazioni delle università di appartenenza sono computate ai fini dell’assolvimento dei compiti dell’Università e sono valutabili ai fini dell’attribuzione degli scatti triennali.

F. ENTI LOCALI

  1. SOSPENSIONE MUTUI REGIONI E ENTI LOCALI
    Le regioni a statuto ordinario e gli enti locali sospendono il pagamento delle quote capitale, in scadenza nell’anno 2020. Le quote capitale annuali sospese sono rimborsate nell’anno successivo a quello di conclusione di ciascun piano di ammortamento contrattuale.
  2. SEDUTE IN VIDEOCONFERENZA DEI CONSIGLI E DELLE GIUNTE
    I consigli e le giunte di comuni che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità. Le stesse previsioni valgono anche per le sedute degli organi di governo delle province e delle città metropolitane, nonché dei consigli e delle giunte delle regioni e delle province autonome

G. SPORT

  1. SOSPENSIONE VERSAMENTI CANONI    
    Il provvedimento consente alle ASD di non procedere, fino al 31 maggio 2020, al versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. I versamenti sospesi sono effettuati in unica soluzione entro il 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi.
  2. INDENNITA’ COLLABORATORI SPORTIVI
    Il provvedimento prevede un fondo per la copertura delle indennità perdute dai collaboratori sportivi nel periodo di emergenza COVID-19

FAQ COVID-19 Domande e Risposte

FAQ COVID-19 Domande e Risposte

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 Marzo 2020 ha imposto misure molto pesanti al fine di contenere efficacemente la diffusione del contagio del nuovo Coronavirus COVID 19. Naturalmente il Decreto non può contemplare ogni dettaglio e quindi via via stanno uscendo indicazioni per meglio interpretare il dpcm. Fra queste queste FAQ che vi propongo in maniera testuale

ZONE INTERESSATE DAL DECRETO

  1. Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale?
    No, per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile.
  2. Sono ancora previste zone rosse?
    No, non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti.

SPOSTAMENTI

  1. Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare?
    Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. E’ comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. E’ previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.
  2. Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?
    Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.
  3. Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?
    In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.
  4. Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?
    E’ sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.
  5. Come si devono comportare i transfrontalieri?
    I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo (vedi faq precedente).
  6. Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della misura?
    Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.
  7. Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?
    Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
  8. È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili?
    Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.
  9. E’ consentito fare attività motoria?
    Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo.
  10. Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
    Si, ma solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad esempio le lampadine che si sono fulminate in casa).
  11. Posso andare a mangiare dai parenti?
    No, non è uno spostamento necessario e, quindi, non rientra tra gli spostamenti ammessi dal decreto.
  12. Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti?
    Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

TRASPORTI

  1. Sono previste limitazioni per il transito delle merci?
    No, nessuna limitazione. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.
  2. I corrieri merci possono circolare?
    Sì, possono circolare.
  3. Sono un autotrasportatore. Sono previste limitazioni alla mia attività lavorative?
    No, non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci.
  4. Esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea?
    NO. Non esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il servizio taxi e di ncc non ha alcuna limitazione in quanto l’attività svolta è considerata esigenza lavorativa.

UFFICI E DIPENDENTI PUBBLICI

  1. Gli uffici pubblici rimangono aperti?
    Sì, su tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra le zone. L’attività amministrativa è svolta regolarmente. In ogni caso quasi tutti i servizi sono fruibili on line. E’ prevista comunque la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di scuole, nidi, musei, biblioteche.
  2. Il decreto dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani. Nel caso di difficoltà di approvvigionamento di tali soluzioni e conseguente loro indisponibilità temporanea, gli uffici devono rimanere comunque aperti?
    Gli uffici devono rimanere comunque aperti. La presenza di soluzioni disinfettanti è una misura di ulteriore precauzione ma la loro temporanea indisponibilità non giustifica la chiusura dell’ufficio, ponendo in atto tutte le misure necessarie per reperirle.
  3. Il dipendente pubblico che ha sintomi febbrili è in regime di malattia ordinaria o ricade nel disposto del decreto-legge per cui non vengono decurtati i giorni di malattia?
    Rientra nel regime di malattia ordinaria. Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da COVID-19, non si applicherebbe la decurtazione.
  4. Sono un dipendente pubblico e vorrei lavorare in smart working. Che strumenti ho?
    Le nuove misure incentivano il ricorso allo smart working, semplificandone l’accesso. Compete al datore di lavoro individuare le modalità organizzative che consentano di riconoscere lo smart working al maggior numero possibile di dipendenti. Il dipendente potrà presentare un’istanza che sarà accolta sulla base delle modalità organizzative previste.

PUBBLICI ESERCIZI

  1. Bar e ristoranti possono aprire regolarmente?
    E’ consentita l’attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.
  2. Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande?
    Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.
  3. Sono gestore di un pub. Posso continuare ad esercitare la mia attività?
    Il divieto previsto dal DPCM riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È possibile quindi continuare a somministrare cibo e bevande nei pub, sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti (dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  4. Cosa è previsto per teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura?
    Ne è prevista la chiusura al pubblico su tutto il territorio nazionale.

SCUOLA

  1. Cosa prevede il decreto per le scuole?
    Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado. Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

UNIVERSITA

  1. Cosa prevede il decreto per le università?
    Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani. Resta la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Non è sospesa l’attività di ricerca.
  2. Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea?
    Sì, potranno essere svolti ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza o comunque adottando le precauzioni di natura igienico sanitaria ed organizzative indicate dal dpcm del 4 marzo; nel caso di esami e sedute di laurea a distanza, dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità.
  3. Si possono tenere il ricevimento degli studenti e le altre attività?
    Sì. Corsi di dottorato, ricevimento studenti, test di immatricolazione, partecipazione a laboratori, etc., potranno essere erogati nel rispetto delle misure precauzionali igienico sanitarie, ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza. Anche in questo caso particolare attenzione dovrà essere data agli studenti con disabilità.
  4. Cosa si prevede per i corsi per le specializzazioni mediche?
    Dalla sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca.
  5. Cosa succede a chi è in Erasmus?
    Per quanto riguarda i progetti Erasmus+, occorre riferirsi alle indicazioni delle competenti Istituzioni europee, assicurando, comunque, ai partecipanti ogni informazione utile.

CERIMONIE ED EVENTI

  1. Cosa prevede il decreto su cerimonie, eventi e spettacoli?
    Su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).
  2. Si può andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono celebrare messe o altri riti religiosi?
    Fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

TURISMO

  1. Cosa prevede il decreto per gli spostamenti per turismo?
    Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio. Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo.
  2. Come trova applicazione la limitazione relativa alle attività di somministrazione e bar, alle strutture turistico ricettive?
    Le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e bar nella fascia oraria dalle ore 18 alle ore 6, esclusivamente in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di sicurezza di cui al dpcm dell’8 marzo. C
  3. Come si deve comportare la struttura turistico ricettiva rispetto ad un cliente? Deve verificare le ragioni del suo viaggio?
    Non compete alla struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche.

AGRICOLTURA

  1. Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca?
    No, non sono previste limitazioni.
  2. Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa?
    No, non sono previste limitazioni.

Ambiente e Sanità nel SIN di Augusta – Priolo

Ambiente e Sanità nel SIN di Augusta – Priolo

Una mia interrogazione al nuovo Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha riportato l’attenzione  sulla questione sanitaria nel territorio del Sin di Augusta-Priolo. Avevo chiesto, in breve, al ministro come egli intendesse muoversi rispetto ai tanti progetti già avviati con il precedente ministro Giulia Grillo riguardanti l’area industriale del Siracusano.

Il ministro mi ha fornito risposta scritta che vi riporto, almeno per la parte che riguarda il Sin, in maniera testuale.

Dice Roberto Speranza:
“Ancora il senatore Pisani mi ha sollecitato in particolare sulle iniziative per tutelare i siti di interesse nazionale (SIN). Il rafforzamento della sorveglianza epidemologica nei siti industriali si pone come esigenza prioritaria per qualificare e restituire efficacia alle attività di prevenzione e sanità pubblica. A tal fine proseguirà l’azione di aggiornamento dello studio “Sentieri” come sistema permanente di sorveglianza epidemologica dei residenti nei siti di interesse nazionale e di altri ritenuti rilevanti dal Ministero della Salute, al fine di contribuire alla definizione delle problematiche dei siti di individuare risposte adeguate in termini di promozione della salute e di prevenzione e contrasto delle patologie associate a esposizioni ambientali delle popolazioni residenti.

Ancora il Senatore Pisani mi ha chiesto della volontà o meno del Governo di mantenere e di continuare a far lavorare la task force Ambiente e Salute. La task force è stata istituita con il decreto dirigenziale 9 novembre 2017 quale Strategia nazionale per il coordinamento e l’integrazione delle politiche e delle azioni nazionali e regionali in campo ambientale e sanitario. Il mandato della task force ambiente e salute ha, pertanto un significato strategico da cui dovranno discendere iniziative per rafforza la governance “ambiente e salute” e favorire l’integrazione, a vari livelli, tra le strutture e istituzioni deputate alla tutela ambientale e alla tutela sanitaria. Considerate queste valutazioni e valutata l’importanza strategica e i risultati ottenuti, ritengo che la task force debba essere riconfermata anche per i prossimi anni”.

Naturalmente la mia attenzione ambientale e sanitaria per questo territorio non si ferma a questo atto che comunque considero importante e propedeutico per tutta una serie di attività da svolgere nell’ambito dei Sin in particolare a quello siracusano.

Prosegue infatti anche l’iter dei miei disegni di legge su questi temi. Questi quelli a mia prima firma:

  • il ddl n. 952 per – Istituzione del luogo familiare di origine – assegnato in sede redigente alla 1a Commissione Affari Costituzionali
  • il ddl n.1272 – Disposizioni in favore soggetti affetti da sensibilità chimica multipla – assegnato alla 12a Commissione Sanità e attualmente in discussione
  • il ddl n. 1291 – Introduzione di limiti emissivi di inquinanti atmosferici – assegnato in sede redigente alla 13a Commissione Ambiente
  • il ddl n. 1337 – Applicazione della valutazione di impatto sanitario ai procedimenti di autorizzazione integrata ambientale – assegnato in sede redigente alla 13° commissione Ambiente

Poi ci sono tutta una serie di provvedimenti legislativi di cui sono cofirmatario e che sono in discussione nelle varie Commissioni.

È un lavoro costante e anche abbastanza minuzioso che, come si vede, si svolge su due fronti: da un lato sollecitare continuamente le autorità competenti come ben sa anche Sergio Costa e che ha portato a primi importanti risultati come lo stesso ministro dell’Ambiente ha avuto modo di illustrare quando è stato in visita ad Augusta, a Siracusa e a Priolo; dall’altro il lavoro proprio di parlamentare che è quello, non va dimenticato, di fare le leggi. Non sono tipo da grancassa, quella la lascio ad altri. Ma vi posso assicurare che il mio impegno per la sanità e per l’ambiente, in particolare per questo territorio, rimane sempre altissimo. E presto se ne vedranno i risultati.

Disegno di legge presentato al Senato

Disegno di legge presentato al Senato

La proposta in sintesi

La disciplina in materia di autorizzazione integrata ambientale (AIA) degli impianti industriali, contenuta nel decreto legislativo 4 marzo 2014, di recepimento della Direttiva 2010/75/UE, costituisce il quadro nazionale di riferimento in materia di rilascio, rinnovo e riesame delle autorizzazioni AIA. Attraverso i procedimenti previsti dalla normativa è autorizzato l’effettivo esercizio di un impianto industriale, prescrivendo determinate misure tese a ridurre le emissioni/immissioni d’inquinanti, nell’aria, nell’acqua e nel suolo, secondo un approccio integrato, che consideri tutte le matrici ambientali coinvolte. Al riguardo giova riflettere sulla sentenza n. 163/2015 del Consiglio di Stato che offre l’occasione per evidenziare i principi che sottendono la lettura del combinato disposto dei termini ambiente, inquinamento e salute. Se l’art. 4, comma 4, lettera c del Decreto legislativo 152/2006 ss.mm.ii. cita solo la protezione dell’ambiente, lo stesso articolo richiama espressamente il concetto d’inquinamento, termine che trova definizione nell’articolo 5 comma 1 lettera I ter), inteso come “l’introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore o più in generale di agenti fisici o chimici, nell’aria, nell’acqua, o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell’ambiente”. Nella fattispecie il giudice richiama il principio generale indicato nell’articolo 6, comma 16, lettera b) secondo il quale non devono verificarsi inquinamenti significativi. Orbene tale principio è considerato cardine di tutto il sistema, espressione del principio costituzionale di tutela della salute.

Malgrado la richiamata normativa sia stata aggiornata, recependo direttive europee per garantire maggiori tutele, secondo i dati del XII Rapporto dell’Osservatorio Nimby Forum, aggiornato al 2016, sul territorio nazionale sono 359 le infrastrutture e gli impianti oggetto di contestazioni tra cui, in particolare, impianti industriali che durante il loro ciclo produttivo liberano consistenti emissioni in atmosfera o rilasciano inquinanti nei suoli e nelle falde idriche. Al riguardo si possono citare casi storicamente significativi come quello dell’ILVA di Taranto, del petrolchimico di Priolo e di Milazzo, della Raffineria di Falconara Marittima, delle diverse centrali per la produzione di energia alimentate a carbone, le molteplici raffinerie e industrie chimiche, i siti di stoccaggio dei rifiuti, gli innumerevoli e pervasivi impianti a biomassa. Fra l’altro, diversi di questi impianti e infrastrutture sono sottoposti a denunce e a sequestri da parte della magistratura e a procedimenti penali. L’autorizzazione integrata ambientale dovrebbe includere tutte le misure per conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso, quindi della salute della popolazione, tant’è che ciò che crea più attenzione e preoccupazione tra i cittadini è l’impatto dei fattori inquinanti prodotti dagli impianti a dalle infrastrutture possono avere nei confronti della salute umana. Tale concetto è ribadito nelle considerazioni preliminari della Direttiva 2010/75/UE, lì dove pone l’accento sui rischi per la salute connessi con i grandi impianti di combustione, con quelli d’incenerimento dei rifiuti e con le emissioni di soventi organici. Ai sensi dell’art. 8 bis del citato decreto legislativo 152/2006, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, autorità preposta allo svolgimento delle attività istruttorie e di consulenza tecnica, connesse al rilascio della AIA di competenza statale, nomina una Commissione istruttoria – Commissione IPPC – istituita ai sensi dell’articolo 5, comma 9, del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, composta da esperti provenienti dal settore pubblico e privato che ha il compito di fornire, attraverso approfondimenti tecnici, nel merito di ciascuna domanda di autorizzazione presentata dal gestore dell’impianto, un parere istruttorio conclusivo con prescrizioni debitamente motivate. Il procedimento si conclude con una conferenza di servizi decisoria, in cui sono invitate le amministrazioni centrali, tra cui il Ministero della Salute, e le amministrazioni regionali e locali interessate, dove viene presentato il parere istruttorio reso dalla Commissione IPPC. A loro volta le amministrazioni presenti sono tenute a esprimere un parere in merito all’istruttoria, ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Pur tuttavia, bisogna evidenziare che, ai sensi dell’articolo 29 quater, comma 5, del su citato decreto, la partecipazione del Ministero della Salute alla decisione assunta nei procedimenti AIA non trova una sua specifica rispondenza nella Commissione istruttoria IPP, la quale, in atto, non prevede espressione di profili sanitari: questa esclusione di pareri sanitari dal percorso tecnico-scientifico che stabilizza le prescrizioni contenute nel parere istruttorio, relega la capacità amministrativa del Ministero della Salute in una posizione secondaria non determinante., non consentendo l’espressione di un importante parere. Emblematico appare il caso dell’ILVA di Taranto che ha fatto emergere con chiarezza l’assenza, durante l’istruttoria, di professionisti d’igiene e sanità pubblica, imponendo al Ministro dell’Ambiente, in fase di riaperture della procedura di AIA, di integrare la Commissione IPPC con esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. Il Ministero della Salute, invece, è chiamato a esprimere pareri nell’ambito di conferenze di servizi così come, fra l’altro, è rimarcato nel dispositivo della richiamata sentenza del Consiglio di Stato in cui si sottolineano “le primarie esigenze di tutela della salute, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, rispetto alle pur rilevanti esigenze di pubblico interesse soddisfatte dall’impianto in questione”   tale per cui “il rilascio dell’AIA – qualora siano risultati allarmanti dati istruttori – debba conseguire soltanto all’esito di un’indagine epidemiologica sulla popolazione dell’area interessata che non può certo fondarsi sulle opposte tesi delle attuali parti processuali e sugli incompleti dati istruttori disponibili” Un richiamo quest’ultimo che evoca e rafforza la necessità di rendere partecipe la Commissione istruttoria IPPC di competenze in sanità pubblica e in epidemiologia ambientale, necessarie per comporre un procedimento che tenga conto del combinato disposto inquinamento, ambiente e salute.

Con riferimento ai procedimenti ambientali, si rileva che la Valutazione d’Impatto sulla Salute (VIS) è maturata come vera e propria forma di valutazione d’impatto negli ultimi due decenni. L’uso dei metodi e degli approcci della VIS si è diffuso rapidamente e ora è applicata sia nel settore pubblico sia in quello privato in un numero crescente di paesi nel mondo. La definizione più accreditata di Valutazione d’Impatto sulla Salute è stata elaborata da un gruppo di esperti riuniti, nel 1999 a Gotheborg dal WHO European Centre for Health Policy (ECHP), per revisionare i vari modelli esistenti.

La sintesi dell’analisi recita: “La Valutazione di Impatto sulla Salute è una combinazione di procedure, metodi e strumenti con i quali si possono stimare gli effetti potenziali sulla salute di una popolazione, di una politica, piano o progetto e la distribuzione di tali effetti all’interno della popolazione”.

Il tema della VIS è un tema di assoluto rilievo, una procedura standardizzata sotto il profilo metodologico; essa può svolgere valutazioni sia retrospettive, su interventi già attuati, sia trasversali o concorrenti, cioè su interventi in corso di realizzazione, ma la maggiore forza dello strumento si dispiega nelle valutazioni prospettiche, cioè ex-ante rispetto a interventi da attuare. In tal senso la VIS assume un chiaro connotato di strumento di prevenzione.

Il suo scopo è quello di fornire ai decisori idonee valutazioni, basate su conoscenze sistematiche e pubblicamente condivise, che consentano ai decisori di conoscere l’impatto e le conseguenze sulla salute di una popolazione dei programmi, dei piani e delle installazioni, al fine di mitigare gli effetti negativi e massimizzare quelli positivi.

Essa pone al centro della complessità sociale la protezione e la promozione della salute della popolazione, affinché le politiche garantiscano il benessere complessivo degli individui, delle comunità e la sostenibilità del loro ambiente. La valutazione della differente distribuzione degli effetti sulla popolazione è essenziale per analizzare il potenziale impatto sulle disuguaglianze di salute. Intesa in questo senso, la VIS appartiene all’insieme degli interventi della sanità pubblica.

Ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b-bis) del decreto legislativo 152/2006, e successive modificazioni, la VIS può essere definita come l’“elaborato predisposto dal proponente sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute, che si avvale dell’Istituto superiore di sanità, al fine di stimare gli impatti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione e l’esercizio del progetto può procurare sulla salute della popolazione”. Secondo le Linee Guida predisposte dall’Istituto Superiore di Sanita “la VIS deve identificare tutti i rischi sanitari che la realizzazione di un’opera può indurre sul territorio, parallelamente deve anche valutarne le opportunità di sviluppo, esplicitando in tal senso i costi per la comunità, rappresentati dai cambiamenti sia dello stato di salute che di benessere in senso più ampio. La procedura di VIS, come proposta e promossa dalla Conferenza di Gothenburg, si ispira ai principi di trasparenza, etica, eguaglianza, partecipazione, sostenibilità e democrazia, oltre a ribadire la robustezza delle valutazioni tecniche scientifiche svolte” Il presente disegno di legge, novellando il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, mira all’introduzione della valutazione di impatto sanitario nell’ambito della procedura di autorizzazione integrata ambientale, allorquando concrete evidenze istruttorie dimostrino la sussistenza di un serio rischio per la salute della popolazione,  pena il mancato rilascio di quest’ultima da parte delle autorità competenti. I due procedimenti involvono interessi differenti pertanto è utile l’inserimento della prima procedura nell’ambito della seconda.

La valutazione di impatto sanitario, come su detto, valuta gli effetti di un piano o programma sulla salute della popolazione esposta mentre l’autorizzazione integrata ambientale si occupa di prescrivere la riduzione delle emissioni al fine del miglioramento della qualità ambientale, trascurando, il più delle volte, gli aspetti più specificamente sanitari.

Tale assunto è evidenziato dall’Istituto Superiore di Sanità, nel proprio rapporto recante il titolo “Ambiente e Salute: evidenze disponibili e indicazioni di sanità pubblica”, depositato per conto del Ministero della Salute agli atti della conferenza di servizi decisoria per il riesame dell’AIA dell’Ilva di Taranto in data 18 ottobre 2012. In esso si rileva la sussistenza di “una lacuna metodologica della procedura di autorizzazione ambientale integrata di cui al d.lgs 152 -2006 che limita il suo orizzonte prescrittivo alla riduzione delle emissioni finalizzata al miglioramento della qualità ambientale e trascura gli aspetti più specificamente sanitari”.

Tale lacuna dipende dalla presupposizione errata che i limiti ambientali disposti con le norme vigenti rappresentino una sorta di “soglia di tollerabilità” per la salute umana. Tuttavia, come ampiamente dimostrato da numerosissime evidenze scientifiche, per molti inquinanti, i limiti normativi delle concentrazioni in atmosfera non sono determinati in funzione della loro capacità di tutelare la salute dei cittadini.

Una ratio affine a quella sottesa alla valutazione di impatto sanitario è possibile rinvenirla nell’ambito del procedimento di valutazione del danno sanitario (VDS), introdotto in forza della legge 24 dicembre 2012 n. 231, finalizzata alla prevenzione di pericoli gravi per la salute della popolazione e degli habitat, potenzialmente provocati dagli stabilimenti industriali insistenti in aree già segnalate per la peculiare criticità ambientale, cosiddette aree ad elevato rischio di crisi ambientale e siti di interesse nazionale per le bonifiche.

Vi è una sostanziale differenza, però, tra valutazione di impatto sanitario e valutazione del danno sanitario che consiste nel fatto che la prima si propone di lavorare ex ante, prevenendo e mitigando i potenziali effetti negativi di un’installazione sul territorio, mentre la seconda viene svolta ex post, allorquando il danno è attuale per la popolazione.

Riguardo la necessità di inserire la valutazione di impatto sanitario nell’ambito dell’autorizzazione integrata ambientale, si richiama  la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione IV, 11 febbraio 2019 n. 983, che così statuisce: “malgrado vada confermato che – in linea di principio – nell’ambito del procedimento per il rilascio dell’AIA (o di VIA), non è obbligatorio procedere alla valutazione di incidenza sanitaria, va tuttavia ribadito che è necessario procedervi quando le concrete evidenze istruttorie dimostrino la sussistenza di un serio pericolo per la salute pubblica. L’Amministrazione che in tali casi non la effettui incorre, pertanto, nel tipico vizio di eccesso di potere sotto il profilo del mancato approfondimento istruttorio, sintomatico della disfunzione amministrativa”.

La proposta completa

Art. 1
(Modifica all’articolo 28 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112)
Al comma 7, dopo le parole: ” oppure tecnico-scientifica”, aggiungere le seguenti: “di cui almeno cinque con competenze di igiene, sanità pubblica ed epidemiologica ambientale, designati dal Ministro della Salute”.

Art. 2

(Modifiche all’articolo 29 ter del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152)
1. All’art. 29 ter del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dopo la lettera m) è inserita la seguente

m- bis) in caso di rischio per la salute pubblica, la domanda di autorizzazione integrata ambientale (AIA) è integrata dalla valutazione di impatto sanitario (VIS) pena il mancato rilascio dell’autorizzazione da parte delle autorità competente;

Art. 3
(Modifiche all’art. 29 duodecies del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152)
1. All’art. 29 duodecies, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dopo le parole “domande ricevute”, sono inserite le seguenti: “integrate dalla VIS”.

Art. 4
(Modifiche all’art. 23 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152)
Dopo il comma 2 inserire il seguente:
2 bis. Per i progetti di cui agli allegati III e IV della presente parte il proponente trasmette la valutazione d’impatto sulla salute in conformità alle linee guida predisposte dall’Istituto superiore di sanità.

Art. 5
(Entrata in vigore)
1.       La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

Proposta di legge sui limiti delle sostanze inquinanti

Proposta di legge sui limiti delle sostanze inquinanti

Il disegno di legge che ho presentato al Senato mira a conseguire una maggiore tutela della qualità dell’ambiente nei territori sedi di SIN, Siti di Interesse Nazionale, colmando alcune lacune normative della vigente legislazione in materia di monitoraggi di sostanze inquinanti di origine industriale.

A tale fine si prenderanno a riferimento i dati disponibili dagli studi effettuati sullo stato di salute delle popolazioni residenti nel SIN di Priolo ed in quello di Milazzo, simili per gli insediamenti industriali presenti.

I SIN sono i Siti di Interesse Nazionale da sottoporre a bonifiche in quanto, negli anni, sono stati oggetto di contaminazioni di tutte matrici ambientali, aria, terra, acque, mare, e sono divenuti aree ad elevato rischio di crisi ambientale da inquinamento industriale (AERCA).

Il SIN di Priolo, in particolare, istituito con la Legge 9 dicembre 1998, n. 426  con prima perimetrazione fissata dal D.M. 10/01/2000,  è uno dei territori più industrializzati e più inquinati d’Italia: si estende per circa 15.900 ettari,  dei quali 5.815 sono aree a terra, che si sviluppano, per circa 30 chilometri, nel tratto di costa compresa tra Augusta e Siracusa, comuni facenti parte, oltre a quelli di Melilli e Priolo, di detto SIN; altri 10.085 ettari sono aree “a mare” che si spingono al largo per 3 km. circa; pertanto questo SIN comprende anche l’area marina antistante Augusta e Siracusa, congiuntamente ai loro porti, e le aree umide – saline di Priolo e di Augusta

Il primo insediamento industriale in questo SIN avvenne nel 1948, con la “Rasiom“, raffineria siciliana di oli minerali, una vecchia raffineria smontata dal Texas da Angelo Moratti che la fece rimontare sulla costa prospiciente il lato ponente del porto di Augusta, per intercettare e raffinare il petrolio greggio proveniente dagli Stati Arabi, attraverso Suez; oggi nel SIN  sono presenti due raffinerie di petrolio, impianti petrolchimici, due inceneritori, centrali termoelettriche, un depuratore consortile industriale, uno stabilimento eternit per lavorazione dell’amianto, dismesso da anni ma mai messo in sicurezza permanente, numerose discariche di rifiuti, industriali ed anche urbani, molte delle quali abusive, ovvero non censite;  anche nel SIN di Milazzo sono presenti multiple attività industriali: impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un im-pianto siderurgico, una centrale elettrica.

A Priolo ed Augusta, ma anche in buona parte della provincia siracusana, lo sviluppo del Polo industriale , negli anni sessanta /settanta, apportò un concreto benessere alle collettività residenti, migliorando sensibilmente le loro condizioni sociali; purtroppo, la scarsa coscienza dell’epoca riguardo le tematiche ambientali , congiuntamente all’incuria ed alla negligente dismissione dei prodotti di scarto delle lavorazioni industriali, alcuni dei quali rappresentavano pericolosi cancerogeni per l’uomo, provocarono danni ingenti all’ambiente.

Già verso la fine degli anni ’70 iniziò la fase di declino di tale effimero benessere a causa della riduzione della raffinazione del greggio medio orientale, determinata dalla nascita di nuove raffinerie in Europa, dalla delocalizzazione degli impianti di trasformazione e, successivamente, anche dell’entrata di Cina e India tra i paesi produttori a costi più bassi: ciò provocò la chiusura di alcuni stabilimenti ed il conseguente venir meno dell’occupazione e delle prospettive di sviluppo.

Il costo di quell’effimero benessere economico e sociale è stato un cospicuo danno all’ambiente prodotto dagli stabilimenti nel corso degli anni e le gravi conse-guenze sulla salute dei residenti nei comuni del SIN; queste collettività , come tutte le altre che vivono nei SIN italiani, messe a confronto con il resto della regione, presentano  aumenti sensibili della incidenza e della mortalità per tumori e malattie degenerative, prevalentemente dell’apparato respiratorio e del sistema nervoso centrale, sia tra gli uomini che tra le donne; e non sono da sottacere gli incrementi delle malformazioni neonatali e della mortalità infantile, che si sono registrati soprattutto ad Augusta nei primi anni 80’.

I poli industriali hanno causato inquinamento e gravi danni ambientali, documentati dai controlli effettuati dagli enti preposti, ARPA ed ex Provincia, confermati anche dai report periodici che gli stessi stabilimenti inviano regolarmente al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Nel sottosuolo del SIN di Priolo  sono stati rilevati diossine e furani fino ad una profondità di 20-30 cm.; nell’atmosfera sono state riscontrate elevate concentrazioni di sostanze cancerogene e teratogene quali metalli pesanti, cadmio, cromo, nichel, vanadio, ed ancora diossine e furani, IPA, ecc..; la falda idrica è stata infiltrata e inquinata da idrocarburi; anche i fondali marini della rada del porto di Augusta, antistanti gli scarichi industriali, hanno aumentato lo spessore di sedimentazione di alcuni metri, costituendo materiale fangoso contenente migliaia di tonnellate di metalli pesanti, diossine, idrocarburi policiclici aromatici ed anche eternit, riversati ,incautamente, a mare dalle industrie negli anni passati . Inoltre, la carenza di rigorosi e puntuali controlli sulle fonti emissive ha causato, e continua tuttora a causare, emissioni di nubi maleodoranti che provocano disturbi e malessere fisico alle popolazioni vicine; infine, non possono essere sottaciuti i numerosi episodi, succedutisi negli anni, di incendi ed esplosioni nei vari impianti, che hanno determinato gravi rischi non solo per la salute ma anche per la vita dei cittadini dei comuni limitrofi.

La compromissione della salute degli uomini conseguente al danno ambientale prodotto dal l’inquinamento industriale è ampiamente dimostrata da numerose evidenze scientifiche, prima tra le quali uno studio dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, che, ad Augusta, nel periodo che va dal 1951 al 1980, evidenziò un notevole aumento della mortalità, soprattutto per cause tumorali, passata dall’8,9% del quinquennio ’51-’55 al 23,7% del quinquennio ’76-’80, con punte del 29% nel 1980; concordano, in tale senso anche i rilievi epidemiologici forniti  dagli studi della ASP 8 di Siracusa, attraverso il rispettivo Registro Territoriale di Patologia (RTP), i cui dati vengono inoltrati all’Osservatorio Epidemiologico della Regione Siciliana; anche i dati del  progetto SENTIERI, acronimo di Studio Epidemiologico Nazionale nei Territori e negli Insediamenti Esposti a Rischio Inquinamento, condotto, a cura del Ministero della Salute,  dall’Istituto Superiore di Sanità , in collaborazione con una rete di istituzioni scientifiche italiane, operanti a livello nazionale e regionale, e con il Centro europeo Ambiente e salute dell’OMS, riportano un grave danno alla salute delle popolazioni residenti nei comuni del SIN di Priolo.

Il progetto SENTIERI riporta che le molteplici attività produttive presenti nel territorio del SIN di Priolo e di Milazzo hanno emesso e rilasciato nell’ambiente macroinquinanti, quali ossido di zolfo e azoto, particolato, e microinquinanti, come diossine, IPA, PCB, metalli pesanti, COV, determinando una esposizione della popolazione prevalentemente per via inalatoria; tuttavia la specificità delle attività industriali nei SIN suggerisce che, negli anni, vi sia stata una importante contaminazione di multiple matrici ambientali, causata dall’emissione di sostanze che hanno prodotto inquinamento non soltanto dell’aria ambiente;  diverse sostanze pericolose, difatti, possono essere presenti nelle matrici dei corpi idrici superficiali, come, ad esempio, i metalli pesanti nell’acqua; ne consegue che le popolazioni residenti in queste aree sono state e sono tuttora esposte a una miscela di contaminanti attraverso vie di esposizione dirette e indirette, inalatoria, ingestiva, questa per via alimentare (dati dei prodotti ittici e dati dei sedimenti marini) e  attraverso l’acqua potabile (dati delle acque sotterranee e delle acque superficiali), dermica.

Gli inquinanti principali del SIN di Priolo sono di natura molto diversa e comprendono

  • idrocarburi policiclici aromatici (benzene e xilene)
  • solventi organici clorurati (1,2-dicloroetano, tetracloroetilene, tricloroetilene, cloruro di vinile
  • metalli pesanti (As, Cd, Cr, Hg, Pb, Ni, V),
  • contaminanti organici persistenti, policlorobifenili PCB, esaclorobenzene, PCDD, policlorodifenildiossine, e PCDF, policlorodifenilfurani, derivanti so-prattutto dall’attività di due impianti di trattamento di rifiuti, un cementificio ed un inceneritore.

Un supplemento di studio, SENTIERI KIDS, pubblicato nel 2014, ha fornito ulteriori dati relativamente allo stato di salute dei bambini  delle popolazioni  residenti in 18 SIN,  basato su flussi informativi sanitari quali mortalità, ricoveri ospedalieri, incidenza neoplastica, per istituire un sistema  permanente di monitoraggio dello stato di salute dei bambini che risiedono nelle aree fortemente inquinate, dati che hanno confermato quelli del Piano globale di azione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul tema ambiente e salute nell’infanzia per il 2010-2015 (Global Plan of Action for Children’s Health and the Environment) ; questo piano ha identificato nella urbanizzazione incontrollata, nelle nuove tecnologie, nella industrializzazione nei Paesi in via di sviluppo, nel degrado degli ecosistemi e negli impatti del cambiamento climatico le condizioni emergenti di rischio per la salute infantile; sono numerose le evidenze che testimoniano come i bambini, proporzionalmente, esprimano livelli più elevati di esposizione agli inquinanti e che, per via della immaturità di alcuni organi ed apparati, correlata all’età infantile, essi sono più sensibili agli effetti dannosi di tali sostanze; molti studi riportano una più ampia e precoce sfera di disturbi neuro-comportamentali nei bambini esposti durante il periodo fetale o nell’immediato post partum, a contaminanti chimici neurotossici, quali il metilmercurio, il piombo, alcuni pesticidi, o come siano  più precoci e gravi le manifestazioni asmatiche nei bambini sovraesposti al particolato atmosferico; negli ultimi anni, molti studi hanno documentato il nesso causale tra l’inquinamento atmosferico e l’incremento del rischio di malattie respiratorie in età pediatrica, soprattutto in ambito urbano.

Dal 2005, il SIN di Priolo è anche oggetto di monitoraggio dello stato di salute della popolazione residente da parte  dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana, attraverso i dati forniti dal registro territoriale di patologia, della ASP di Siracusa; anche questi dati evidenziano uno specifico profilo di mortalità e di morbosità, utilizzando le informazioni fornite dal Registro regionale nomina-tivo delle cause di morte (ReNCaM) e il ricorso alle prestazioni di ricovero ospe-daliero (SDO): per entrambe le fonti utilizzate, in questo territorio, rispetto al resto della Regione, emerge un incremento di mortalità generale ed un incremento di incidenza di malattia rispetto alle popolazioni di riferimento; come nel SIN di Milazzo, tra le patologie in eccesso evidenziate nello studio del Rapporto dell’Osservatorio regionale, sono emersi eccessi di tumore della pleura, il mesotelioma, e delle malattie respiratorie acute, sia negli uomini che nelle donne, del tu-more del polmone fra gli uomini e del tumore del fegato tra le donne.

Infine, occorre sottolineare il ruolo di certi inquinanti industriali quali l’H2S, l’idrogeno solforato, ed i mercaptani, tipici prodotti di procedimenti di lavoro delle raffinerie, atti ad eliminare le componenti di zolfo dal petrolio greggio, che danno origine a sensazioni odorose sgradevoli, tanto più fastidiose quanto maggiore è la sensibilità individuale alla percezione ed alla tolleranza di tali sostanze. A basse concentrazioni, l’idrogeno solforato ha il caratteristico odore di uova marce e produce progressive irritazioni degli occhi, delle prime vie aeree ed edema polmonare; a concentrazioni più elevate, vicine ai limiti letali (>700 ppm) dà origine ad un odore quasi piacevole e proprio l’assenza di tale “avvertimento odoroso” ha causato parecchi gravi incidenti, incluso il decesso di un operativo, tra i lavoratori addetti alle canalizzazioni fognarie e nell’industria petrolifera. Per quanto riguarda i composti solforati, si può inoltre evidenziare l’effetto dei mercaptani e del solfuro di carbonio; per i primi è nota la particolare sgradevolezza dell’odore che provoca, per tempi di esposizione relativamente bassi, effetti gastrici insopportabili; tali composti possono anche interferire con l’emoglobina del sangue e quindi col processo di trasporto dell’ossigeno causando cianosi temporanee; inoltre, deprimono il sistema nervoso centrale e possono provocare, così come l’H2S, gravi irritazioni all’apparato respiratorio con edema polmonare; per il solfuro di carbonio è nota, con sufficiente attendibilità, la sua tossicità nei con-fronti dell’uomo: è altamente irritante anche a basse concentrazioni sia per la pelle che per gli occhi, il naso e le vie aeree; ad elevate concentrazioni, agendo sul sistema nervoso, causa perdita di coscienza ed anche morte, mentre a bassi livelli, ma per tempi di esposizione piuttosto lunghi (10 – 15 anni), causa frequenti attacchi cardiaci ed aumento della pressione arteriosa.

A grandi linee, possiamo dire che i principali dispositivi legislativi che regolano il controllo delle emissioni sono rappresentati dal D.Lgs.  155/2010, che riprende il quadro normativo unitario in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente, e dal D.Lgs. 152/2006, parte V, come modificata ed integrata dal D.Lgs. 128/2010, che riprende le norme in materia di tutela dell’aria e di ridu-zione delle emissioni in atmosfera.

Solo recentemente, con la pubblicazione della Legge 22 maggio 2015, n. 68 il legislatore ha introdotto, nel codice penale, disposizioni normative in materia di delitti contro l’ambiente, adeguamento normativo irrinunciabile e non ulteriormente procrastinabile per fronteggiare i numerosi scempi perpetrati ai nostri territori da delinquenze sempre più organizzate ed attive nel campo dello smaltimento dei rifiuti sia, anche, per i numerosi delitti contro l’ambiente.

Oltre al danno da inquinamento ambientale, la suddetta legge prevede altri reati, introducendo ed esplicitando i concetti di disastro ambientale, di bonifica dei siti, di confisca e di ripristino dello stato dei luoghi ed altre norme, tra le quali alcune modifiche della disciplina delle responsabilità delle persone giuridiche.

Con riferimento alle problematiche ambientali relative alla qualità dell’aria delle aree poste all’interno dei S.I.N. e aree ad elevato rischio di crisi ambientale, sulla base degli elementi acquisiti si propone di integrare la vigente normativa D.Lgs. 155/10 che attualmente non prevede valori di riferimento per contaminanti di interesse igienico sanitario come l’H2S (idrogeno solforato) e NMHC (idrocarburi non metanici). E’ doveroso evidenziare che per gli idrocarburi non metanici, l’ultimo decreto, ormai abrogato, che ne fissava un limite, pari a 200 μg/m3 come media di 3 ore consecutive in presenza di ozono, è il D.P.C.M. 28/03/1983 abrogato dall’art. 21 del D.Lgs. 155/2010 e da allora non risultano normative di riferimento; a tal proposito si segnala che è possibile in questi casi fare riferimento ai valori individuati da agenzie internazionali quali in particolare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oppure ai valori di riferimento già presenti nelle normative di altri Paesi Europei. In particolare, le Air Quality Guidelines 2000 dell’OMS riportano valori guida per i disturbi olfattivi di un set di contaminanti; altri documenti tecnici elaborati da gruppi di lavoro OMS (IPCS, CONCISE) riportano valutazioni sugli aspetti odorigeni di alcune sostanze che tornerebbero utili in caso di integrazione dell’attuale normativa.

Relativamente alla richiesta di aggiornamento della normativa nazionale in materia di qualità dell’aria, mediante l’introduzione di valori limite per l’idrogeno sol-forato e gli idrocarburi non metanici, si ritiene opportuno riconsiderare anche il periodo di mediazione per il benzene, pericoloso cancerogeno per l’uomo, posto in gruppo 1 dalla agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, visti gli effetti sulla salute che quest’ultimo provoca. Si ricorda che attualmente il benzene è normato su base annua (D.lgs 155/10 Allegato XI) e ciò non consente di regolamentare gli episodi di esposizione acuta a cui i cittadini dei Comuni che ricadono nelle aree SIN sono troppo spesso sottoposti.

Pertanto si propone di inserire nella vigente normativa dei valori limite per le concentrazioni medie orarie per il benzene, per gli idrocarburi non metanici e per l’idrogeno solforato, con i rispettivi valori:

  • Benzene C6H6 Valore Limite (VL) periodo di mediazione 24h, pari a 5 μg/m3
  • NMHC (idrocarburi non metanici) Valore limite (VL), valutato come media su 3 ore consecutive, pari a 200 μg/m³ (D.P.C.M. del 28/3/83)
  • Idrogeno solforato Valore Limite (VL) periodo di mediazione 24h, pari a 150 μg/m3
    periodo di mediazione 14 giorni, < 100μg/m
    periodo di mediazione 90 giorni, < 20 μg/m3

Il testo della legge

Art. 1 (Modifiche all’art. 1 del decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 155)
1. All’art. 1 comma 2 lett. A) dopo le parole “PM10”, aggiungere le seguenti: “nonché di idrogeno solforato (H2S)”.

Art. 2 (Modifiche all’art. 21 del decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 155) 1. All’art. 21 comma 1 lett. F) del decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 155, dopo le parole “28 maggio 1983”, aggiungere le seguenti: “fatto salvo quanto disposto negli art. 3 e 4 ed annessa Tabella B, Allegato I”.

Art. 3 (Modifiche all’Allegato XI al decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 155) L’All. XI al decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 155 è modificato con i seguenti valori:
Benzene C6H6 Valore Limite (VL) periodo di mediazione 24h, pari a 5 μg/m3
Idrogeno solforato Valore Limite (VL) periodo di mediazione 24h, pari a 150 μg/m3
periodo di mediazione 14 giorni, < 100 μg/m3
periodo di mediazione 90 giorni, < 20 μg/m3

Art. 4 (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

300 GIORNI DI GOVERNO: a Modica il 27 Aprile

300 GIORNI DI GOVERNO: a Modica il 27 Aprile

Ritorniamo fra la gente per parlare di quanto fatto in questi 300 GIORNI dal nostro Governo del Cambiamento sotto la spinta importante di tutto il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle.

Lo faremo a cominciare da un importante incontro che si terrà a Modica sabato 27 Aprile alle ore 18.00. Insieme a me la deputazione nazionale del M5S, alla presenza dei portavoce all’Ars e i consiglieri comunali della zona Iblea. Vi parleremo naturalmente di Reddito e Pensione di Cittadinanza e di Quota 100, i due cavalli di battaglia del nostro Movimento che proprio in questi giorni stanno passando dalla carta alla pratica. Sono infatti quasi 600 mila italiani che stanno ricevendo i primi emolumenti che deriva dall’entrata in vigore dei due provvedimenti.
Vi parleremo poi degli aiuti all’azienda con la riduzione delle tasse sul lavoro. Io personalmente vi parlerò di cosa il Governo e il Movimento stanno facendo per la Sanità pubblica, dei soldi che stiamo mettendo, per esempio, per ridurre le liste d’attesa, dello sblocco delle assunzioni nel SSN, di come abbiamo aumentato le borse di studio per gli specializzandi perché occorrono tanti giovani e bravi medici che si prendano davvero cura della salute dei cittadini. Vi parlerò di un provvedimento come la Rete Nazionale dei Registri Tumori, legge di cui sono stato relatore alla Camera e che è un importante strumento per combattere il cancro. Vi parleremo di SpazzaCorrotti, di SbloccaCantieri e di tantissimi altri provvedimenti che in pochissimo tempo abbiamo adottato per cambiare completamente questo Paese che purtroppo si era arenato per l’incapacità dei precedenti governanti.

Abbiamo deciso di venire a parlare direttamente con voi cittadini perché la grande stampa nasconde volutamente quello che abbiamo fatto. Abbiamo toccato, e anche pesantemente, gli interessi delle grandi lobby che, in molti casi, sono anche proprietari di quella stampa che ci ignora o, peggio, ci disprezza. Questo è quindi l’unico modo per fare sentire la nostra voce e per questo vi aspetto all’Hotel Torre del Sud di Modica il prossimo 27 aprile alle 18.00. La vostra presenza è davvero molto gradita perché siamo non solo disponibili ad ascoltare le istanze del territorio ma anche a cercare di tradurle in atti che possano migliorare effettivamente le condizioni di vita di questa parte della Sicilia che ci onoriamo di rappresentare in Parlamento

Seguendoci sui nostri canali social nei prossimi giorni daremo altri particolari sui partecipanti e sugli argomenti trattati.

SALARIO MINIMO ORARIO: UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’

SALARIO MINIMO ORARIO: UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’

Due sono stati i cardini che hanno permesso all’Europa di uscire dal dramma e dalla distruzione in cui era precipitata a causa della Seconda Guerra Mondiale: lavoro e giustizia sociale.

Negli anni, però, questi due grandi fari di libertà sono stati traditi proprio da coloro i quali si sono sempre professati “europeisti”, più per convenienza che per effettiva convinzione: un tassello dopo l’altro hanno smantellato le garanzie offerte dalla legislazione in tema di lavoro e di welfare.

In questo ambito – a differenza di altri dove si imponevano sacrifici ai cittadini – non è valso il grido “ce lo chiede l’Europa“. Infatti in una relazione inviata – e ovviamente ignorata – ai precedenti governi veniva posta una questione centrale: “Gli Stati Europei dovrebbero introdurre regimi di reddito minimo adeguati, accompagnati da misure di sostegno al reinserimento nel mondo del lavoro per chi può lavorare e programmi di istruzione e formazione adeguati alla situazione personale e familiare del beneficiario, al fine di sostenere le famiglie con redditi sufficienti e garantire loro un tenore di vita decoroso“.

Sapete una cosa? Questo è quello che vuole da sempre il Movimento 5 Stelle. Già nella primo disegno di legge per l’istituzione del Reddito di Cittadinanza – che risale al 2013 – era incluso anche il Salario Minimo Orario. Quando siamo andati al Governo nello scorso giugno, questo provvedimento è stato introdotto come punto fondamentale nel Contratto che regola i rapporti con il nostro partner. Adesso è ora di tradurre le parole in fatti: così proprio in questo mese di aprile approda in Parlamento e sarà una battaglia che condurremo fino a quando non sarà approvato.

Il concetto sul quale si basa il ddl sul Salario Minimo è, in fondo, molto semplice: nessun lavoratore deve guadagnare meno di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali più rappresentativi e, comunque, mai meno di 9 euro lordi l’ora. Oggi in Italia ben il 12% dei lavoratori lavora sotto questa soglia di guadagno contro una media europea del 9,6%. Inoltre diamo attuazione all’articolo 36 della Costituzione che dice: “Ogni lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa“.

Ritornando all’Europa, ben 22 paesi su 28 hanno il Salario Minimo garantito. Con questo ddl ci allineiamo con i nostri partner europei. Ma, soprattutto, riportiamo il nostro paese nell’alveo di quei due pilastri fondanti dell’Europa dei padri costituenti: lavoro e giustizia sociale.