E’ il momento di essere ancora più attenti e più compatti

È fuori dubbio che la nostra società stia vivendo momenti di grave crisi che spero non abbia ripercussioni drammatiche sul destino di coloro non possiedono un sicuro e costante introito finanziario, per i quali mi auguro che possano essere bastevoli le misure adottate dai nostri governi, nazionale e regionali.

I nostri animi incerti ed insicuri non sono poi rasserenati dalla scarsa informazione o, peggio ancora, dalla disinformazione perché alcune notizie, tra esse discordanti, finiscono con il creare ulteriori incertezze nella gente: in campo scientifico è il caso di quanto pubblicato, di recente, da una prestigiosa rivista scientifica,“Harvard Business Review” , secondo la quale sia i politici americani che quelli europei farebbero bene a non ripetere gli stessi errori dei politici italiani nell’approccio all’epidemia da Coronavirus, tesi che appare in apparente contrasto con quanto affermato sia dall’OMS, che ha riconosciuto la validità e l’adeguatezza delle misure adottate in Italia, sia con il contenuto di un report redatto da un team del’Imperial College di Londra, guidato da Neil Ferguson e Samir Bhatt, diffuso dall’OMS Collaborating Centre for Infectious Disease Modelling, secondo il quale le misure draconiane attivate nel nostro Paese contro Covid-19 finora avrebbero evitato circa 38 mila decessi in Italia.

A rendere ancora più disorientate le collettività concorre lo scarso senso civico di alcuni personaggi politici a livello nazionale che  non si lasciano sfuggire l’occasione per speculare su talune vicende nel tentativo di attirare attenzione e consensi; ciò,purtroppo, accade anche a livello locale, dove  non giova il clima di accesa contrapposizione politica volutamente creato da taluni soggetti, dei quali non si possono condividere né i metodi né i contenuti; come in altre circostanze, infatti, si è preferito ricorrere a pubblicazioni sui social o comunicati alla stampa per esprimere forti critiche sia alle scelte operate dai vertici dell’azienda sanitaria provinciale, sia al comportamento di esponenti di altre forze politiche; critiche che, sicuramente, si comprendono nell’ottica del rispetto alla espressione delle opinioni personali, ma che, altrettanto sicuramente, non si possono condividere né giustificare nel metodo e nella forma, perché sarebbe stata più ragionevole ed utile la ricerca  del dialogo e del confronto delle opinioni, soprattutto perché mossi senza la dovuta conoscenza della attuale disponibilità di risorse umane, strumentali ed organizzative in forza alle varie aziende sanitarie, specie quelle regionali, e senza alcuna competenza tecnica che non si può certamente mutuare dalla lettura di articoli di giornali, con tutto il rispetto della categoria di lavoratori addetti all’informazione; ciò senza tralasciare di stigmatizzare i pesanti insulti, da ogni parte provenienti, rivolti nei confronti di altre persone, espressione di un suino livello di civiltà che non appartiene alla comunità augustana.

Nel rinnovare il mio sentito grazie ai colleghi medici e a tutto il personale, sanitario e non, che in questi momenti stanno affrontando questa grave epidemia, vorrei invitare tutti ad avere maggiore fiducia anche nel lavoro di quanti si stanno adoperando per consentire alla nostra sanità di operare in sicurezza e con mezzi efficaci, potendo affermare con certezza che si stanno superando le difficoltà dei primi momenti, di approvvigionamento, di risorse umane e tecniche, di procedure e che l’arma più efficace per combattere questa malattia rimane evitare il contagio interumano, vale a dire rispettare le norme prescritte dalla nostre Istituzioni.

Il Comunicato del Consiglio dei Ministri sull’approvazione del dl 16 marzo 2020

COVID-19, MISURE STRAORDINARIE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E IL SOSTEGNO ALL’ECONOMIA

Questo è il link al quale potete reperire il testo integrale del Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo

http://pinopisanisenatorem5s.it/wp-content/uploads/2020/03/GAZZETTA-UFFICIALE-17-MARZO-A.pdf

Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali:

  1. finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
  2. sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
  3. supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  4. sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Tali provvedimenti si aggiungono a quelli già adottati d’urgenza dal Governo per evitare che la crisi transitoria delle attività economiche indotta dall’epidemia di COVID-19 produca effetti permanenti, come la scomparsa definitiva di imprese nei settori maggiormente colpiti. In particolare, con i precedenti interventi, sono stati sospesi adempimenti tributari e pagamenti di contributi e mutui per gli abitanti della ex “zona rossa”, sono stati aperti gli ammortizzatori sociali a soggetti che in condizioni ordinarie non ne beneficiano, sono state potenziate le modalità di lavoro a distanza ed è stato garantito sostegno al settore del turismo.

Di seguito una panoramica delle misure economico-finanziarie sui 4 fronti principali.

1. Misure per potenziare la capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria 

  • vengono individuate le coperture per le 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale;
  • il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi;
  • lo stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario viene incrementato di 150 milioni di euro per il 2020;
  • il finanziamento dell’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa) mentre le strutture private devono mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le proprie apparecchiature (per un costo di 340 milioni);
  • l’autorizzazione a Invitalia a erogare finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto alle imprese produttrici di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (50 milioni);
  • la previsione che la Protezione civile possa disporre la requisizione da soggetti pubblici o privati di presidi sanitari e medico-chirurgici e di beni mobili necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria. I Prefetti potranno disporre la requisizione di alberghi o altri immobili aventi analoghe caratteristiche per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria (150 milioni);
  • la possibilità di incrementare il personale medico e infermieristico militare con una ferma eccezionale di un anno, mentre vengono potenziati i servizi sanitari militari. L’Inail potrà assumere a tempo determinato 200 medici specialisti e 100 infermieri, mentre viene incrementato lo stanziamento a favore dell’Istituto Superiore di Sanità per far fronte alle esigenze di sorveglianza epidemiologica (il totale di questi interventi assomma a 64 milioni);
  • la possibilità, ove non sia possibile reclutare nuovo personale, di trattenere in servizio il personale del Sistema Sanitario Nazionale che avrebbe i requisiti per la pensione;
  • una deroga alle norme di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie, per consentire l’esercizio temporaneo sul territorio nazionale a chi ha conseguito una professione sanitaria all’estero, regolata da specifiche direttive dell’Unione Europea;
  • disposizioni sull’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo, con la previsione che il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, abiliti all’esercizio della professione di medico chirurgo previo giudizio di idoneità sui risultati relativi alle competenze dimostrate nel corso del tirocinio pratico-valutativo svolto all’interno del corso di studi;
  • l’introduzione di disposizioni in merito all’anticipazione del prezzo nei contratti pubblici, volte a velocizzare le procedure d’acquisto e di pagamento di materiali e strumentazioni sanitari;
  • lo stanziamento di fondi per il pagamento degli straordinari dovuti ai maggiori compiti connessi all’emergenza per le Forze di polizia, le Forze armate, il Corpo di polizia penitenziaria, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il personale della carriera prefettizia, quello dei ruoli dell’Amministrazione civile dell’interno e quello delle polizie locali, nonché per la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso alle medesime Forze, e per assicurare l’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale;
  • lo stanziamento di fondi per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici;
  • l’istituzione del Fondo per la sanificazione degli ambienti di Province, Città metropolitane e Comuni;
  • la previsione che, nella vigenza dello stato di emergenza e, in ogni caso, sino al 31 luglio 2020, l’acquisizione di forniture e servizi da parte delle aziende, agenzie e degli enti del Servizio sanitario nazionale da utilizzare nelle attività di contrasto alla diffusione del COVID-19, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private, avviene mediante affidamento diretto, senza previa consultazione di due o più operatori economici, per importi non superiori alle soglie già previste, a condizione che l’affidamento sia conforme al motivo delle liberalità;
  • la disciplina relativa alla nomina con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

2. Sostegno ai lavoratori e alle aziende, con l’obiettivo che nessuno perda il posto di lavoro a causa dell’emergenza

  • la cassa integrazione in deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria;
  • la possibilità di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19” è esteso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti;
  • è riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli;
  • è istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini;
  • misure di sostegno per i magistrati onorari in servizio: riconoscimento di un contributo economico mensile pari a 600 euro per un massimo di tre mesi e parametrato al periodo effettivo di sospensione dell’attività. Il contributo non spetta ai magistrati onorari dipendenti pubblici o privati, anche se in quiescenza, e non è cumulabile con altri contributi o indennità comunque denominati erogati a norma del decreto;
  • si prevede l’equiparazione alla malattia del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per Covid-19, per il settore privato (per il settore pubblico l’equiparazione era già stata inserita nel DL del 9 marzo 2020);
  • a sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione del servizio scolastico, è prevista la possibilità di usufruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni o con disabilità in situazione di gravità accertata, del congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo. In alternativa, è prevista l’assegnazione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite di 600 euro, aumentato a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario nazionale e le Forze dell’ordine;
  • il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in caso di handicap grave è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate;
  • misure per il trasporto aereo, come il riconoscimento di compensazioni per i danni subiti dalle imprese titolari di licenza di trasporto di passeggeri che esercitano oneri di servizio pubblico, l’incremento del fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e per la riconversione e riqualificazione del personale del settore, nonché la previsione della costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, in considerazione della situazione determinata dall’emergenza sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.a. e di Alitalia Cityliner S.p.a. entrambe in amministrazione straordinaria;
  • l’incremento della dotazione dei contratti di sviluppo, per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese;
  • misure in favore del settore agricolo e della pesca, come la possibilità di aumentare dal 50 al 70% la percentuale degli anticipi spettanti alle imprese che hanno diritto di accedere ai contributi PAC e la costituzione di un fondo presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, per la copertura degli interessi passivi su finanziamenti bancari e dei costi sostenuti per interessi maturati sui mutui, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca.

3. Sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese

Per evitare a imprese e nuclei familiari la carenza di liquidità sono stati previsti numerosi interventi, anche attraverso la collaborazione con il sistema bancario. Di seguito i principali.

  • Una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese (che riguarda mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza);
  • potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti. Le modifiche riguardano nel dettaglio:
    • la gratuità della garanzia del fondo, con la sospensione dell’obbligo di versamento delle previste commissioni per l’accesso al fondo stesso;
    • l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito, per consentire di venire incontro a prevedibili, immediate esigenze di liquidità di imprese ritenute affidabili dal sistema bancario;
    • l’allungamento automatico della garanzia nell’ipotesi di moratoria o sospensione del finanziamento correlata all’emergenza coronavirus;
    • la previsione, per le operazioni di importo fino a 100.000 euro, di procedure di valutazione per l’accesso al fondo ristrette ai soli profili economico-finanziari al fine di ammettere alla garanzia anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia;
    • eliminazione della commissione di mancato perfezionamento per tutte le operazioni non perfezionate;
    • la possibilità di cumulare la garanzia del fondo con altre forme di garanzia acquisite per operazioni di importo e durata rilevanti nel settore turistico alberghiero e delle attività immobiliari;
    • la possibilità di accrescere lo spessore della tranche junior garantita dal Fondo a fronte di portafogli destinati ad imprese/settori/filiere maggiormente danneggiati dall’epidemia;
    • la possibilità di istituire sezioni speciali del fondo per sostenere l’accesso al credito di determinati settori economici o filiere di imprese, su iniziativa delle Amministrazioni di settore anche unitamente alle associazioni ed enti di riferimento
    • la sospensione dei termini operativi del fondo;
    • estensione del limite per la concessione della garanzia da 2,5 milioni a 5 milioni di finanziamento;
    • estensione a soggetti privati della facoltà di contribuire a incrementare la dotazione del fondo p.m.i. (oggi riconosciuta a banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, con l’intervento di Cassa depositi e prestiti e di Sace);
    • facilitazione per l’erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali;
    • estensione dell’impiego delle risorse del Fondo;
  • rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione;
  • estensione ai lavoratori autonomi e semplificazione dell’utilizzo del fondo per mutui prima casa;
  • misure per l’incremento dell’indennità dei collaboratori sportivi;
  • la costituzione presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un Fondo per la promozione integrata, finalizzato a sostenere l’internazionalizzazione del sistema Paese;
  • immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni;
  • possibilità di corrispondere agli azionisti e agli obbligazionisti danneggiati dalle banche un anticipo pari al 40 per cento dell’importo dell’indennizzo spettante a valere sul Fondo indennizzo risparmiatori (FIR);
  • introduzione di un meccanismo di controgaranzia per le banche, da parte di Cassa depositi e prestiti, con cui consentire l’espansione del credito anche alle imprese medio-grandi impattate dalla crisi. L’obiettivo è di liberare così circa 10 miliardi di ulteriori investimenti; 
  • incentivo alla cessione dei crediti deteriorati (NPL) mediante conversione delle attività fiscali differite (DTA) in crediti di imposta per imprese finanziarie ed industriali;
  • norme sul rimborso dei contratti di soggiorno e sulla risoluzione dei contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura, con la previsione del diritto al rimborso per le prestazioni non fruite sotto forma di voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione;
  • l’istituzione di un fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo e ulteriori disposizioni urgenti per sostenere il settore della cultura;
  • l’aumento delle anticipazioni del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 nell’ambito dei Piani Operativi delle Amministrazioni Centrali e dei Patti per lo sviluppo, con la possibilità di richiedere il venti per cento delle risorse assegnate ai singoli interventi, qualora questi ultimi siano dotati di progetto esecutivo approvato o definitivo approvato in caso di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori.

4. Misure in campo fiscale, allo scopo di evitare che obbligazioni e adempimenti aggravino i problemi di liquidità

  • Sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo. I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse;
  • sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro (versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo);
  • differimento scadenze – per gli operatori economici ai quali non si applica la sospensione, il termine per i versamenti dovuti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 16 marzo viene posticipato al 20 marzo;
  • disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente, sulle fatture di marzo e aprile;
  • sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell’ Agenzia delle entrate;
  • sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell’invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi;
  • premi ai lavoratori: ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un premio di 100 euro, non tassabile (in proporzione ai giorni lavorati);
  • l’introduzione di incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro: per le imprese vengono introdotti incentivi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro, attraverso la concessione di un credito d’ imposta, nonché contributi attraverso la costituzione di un fondo INAIL; analoghi contributi sono previsti anche per gli enti locali attraverso uno specifico fondo;
  • donazioni COVID-19 – la deducibilità delle donazioni effettuate dalle imprese ai sensi dell’articolo 27 L. 133/99 viene estesa; inoltra viene introdotta una detrazione per le donazioni delle persone fisiche fino a un beneficio massimo di 30.000 euro;
  • affitti commerciali – a negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo;
  • disposizioni in materia di trasporto stradale e trasporto di pubblico di persone, per contrastare gli effetti derivanti dalla diffusione del Covid-19 sugli operatori di servizio di trasporto pubblico regionale e locale e sui gestori di servizi di trasporto scolastico, nonché di trasporto navale, come l’esenzione temporanea dal pagamento della tassa di ancoraggio delle operazioni commerciali effettuate nell’ambito di porti, rade o spiagge dello Stato e la sospensione dei canoni per le operazioni portuali fino al 31 luglio 2020;
  • disposizioni di sostegno agli autoservizi pubblici non di linea, con un contributo in favore dei soggetti che dotano i veicoli di paratie divisorie atte a separare il posto guida dai sedili riservati alla clientela;
  • la sospensione fino al 31 maggio 2020 dei versamenti dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali per le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che operano sull’intero territorio nazionale;
  • misure straordinarie urgenti a sostegno della filiera della stampa.

Inoltre, il decreto introduce ulteriori misure, tra le quali:

  • nuove misure per contenere gli effetti dell’emergenza in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, tributaria, contabile e militare, quali, tra l’altro, il rinvio d’ufficio a data successiva al 15 aprile 2020 delle udienze calendarizzate dal 9 marzo al 15 aprile 2020 per i procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari e la sospensione, nello stesso periodo, del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili, penali e amministrativi, salvo specifiche eccezioni;
  • misure per il ripristino della funzionalità degli Istituti penitenziari e per la prevenzione della diffusione del COVID-19 nelle carceri;
  • misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali, con la previsione che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni e che lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. Resta ferma la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati, nonché la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, nelle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1, che si istaurano e si svolgono in via telematica e che si possono concludere anche utilizzando le modalità lavorative di cui ai commi che precedono;
  • disposizioni per l’utilizzo in deroga della quota libera dell’avanzo di amministrazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, limitatamente all’esercizio finanziario 2020 e per la sospensione della quota capitale dei mutui delle regioni a statuto ordinario e degli enti locali;
  • misure per assicurare il recupero delle eccedenze alimentari e favorirne la distribuzione gratuita agli indigenti;
  • la possibilità, fino alla fine dello stato d’emergenza,  per i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, per gli organi collegiali degli enti pubblici nazionali e per le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni di riunirsi in videoconferenza;
  • la proroga al 31 agosto 2020 della validità dei documenti di riconoscimento scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto;
  • misure per lo svolgimento del servizio postale, con la previsione che, fino al 31 maggio 2020, a tutela dei lavoratori del servizio postale e dei destinatari degli invii postali, per lo svolgimento del servizio postale relativo agli invii raccomandati, agli invii assicurati, alla distribuzione dei pacchi, la firma è apposta dall’operatore postale sui documenti di consegna in cui è attestata anche la modalità di recapito e ulteriori disposizioni per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta:
  • norme in materia di svolgimento delle assemblee di società e per il differimento del termine di adozione dei rendiconti annuali 2019 e dei bilanci di previsione 2020-2022;
  • il rinvio al 30 giugno di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti;
  • misure per la continuità dell’attività formativa e a sostegno delle università delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca, con l’istituzione di un fondo per le esigenze emergenziali e la proroga dell’ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio relative all’anno accademico 2018/2019, e dei termini di ogni adempimento connesso, al 15 giugno 2020;
  • contributi per le piattaforme per la didattica a distanza;
  • misure per favorire la continuità occupazionale per i docenti supplenti brevi e saltuari;
  • la proroga del mandato dei componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali fino a non oltre i 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza;
  • la proroga di sei mesi del termine per l’indizione del referendum confermativo della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.

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#CURAITALIA PER AFFRONTARE LA CRISI DEL NOSTRO PAESE

#CURAITALIA PER AFFRONTARE LA CRISI DEL NOSTRO PAESE

Il Governo Conte oggi ha approvato il decreto legge che vuole combattere la crisi economica conseguenza della pandemia di coronavirus. Il Presidente del Consiglio ha annunciato che questa è solo il primo atto a cui fra qualche settimana faranno seguito ulteriori importanti misure per innescare la ripresa.
L’impegno di spesa in questo decreto di marzo è di ben 25 miliardi, atti a sostenere i lavoratori, le imprese, le famiglie, sanità. Vediamo le principali misure in attesa di esaminare il documento più in profondità.

(Dalle slide del Senato della Repubblica Italiana che illustrano le principali misure contenute nel Decreto-Legge Covid Ter del 16 marzo 2020)

A. FISCO

  1. SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI
    È sospeso il versamento delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.            
    I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020
  2. SOSPENSIONE DEI TERMINI DEGLI ADEMPIMENTI
    È sospeso ogni ulteriore adempimento fiscale con scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
    I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020
  3. CREDITI D’IMPOSTA PER BOTTEGHE E NEGOZI  
    Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale c/1.
  4. CREDITI D’IMPOSTA PER SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO 
    Allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino a un massimo di 20.000 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020

B. GIUSTIZIA

  1. DIFFERIMENTO DELLE UDIENZE E SOSPENSIONE DEI TERMINI    
    Sono prorogate fino al 15 aprile 2020 le misure già adottate di rinvio delle udienze civili, penali e amministrative, con le relative sospensioni dei termini già adottate precedentemente fino al 22 marzo 2020.
  2. ISTITUTI PENITENZIARI
    Il provvedimento intende assicurare il pieno ripristino della funzionalità degli Istituti Penitenziari danneggiati in conseguenza dei gravi disordini avvenuti all’interno delle medesime strutture anche causati dalle notizie sulla diffusione epidemiologica a livello nazionale del COVID-19

C. AMMORTIZZATORI SOCIALI

  1. NUOVO TRATTAMENTO CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIO.
    È previsto un nuovo trattamento di cassa integrazione ordinario in sostituzione dei precedenti ammortizzatori sociali in favore di:  
    – Aziende che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario;
    – Aziende che hanno in corso un assegno di solidarietà
  2. NUOVA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA         
    Le Regioni possono autorizzare una cassa di integrazione salariale in deroga in favore delle imprese per cui non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto
  3. CREDITI D’IMPOSTA PER BOTTEGHE E NEGOZI  
    Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1
  4. INDENNITA’ PROFESSIONISTI, COCOCO, LAVORATORI AGRICOLI E DELLO SPETTACOLO    
    Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data e, iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatori, agli operai agricoli a tempo indeterminato e ai lavoratori dello spettacolo, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 500 euro
  5. PROROGA TERMINE DOMANDA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA   
    Il termine per la domanda di disoccupazione agricola è prorogato, solo per le domande in competenza 2019, al giorno 1 giugno 2020
  6. PROROGA DOMANDA NASPI E DISCOLL
    I termini di presentazione di domanda di disoccupazione NASPI e DISCOLL sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni
  7. FONDO PRIMA CASA – FONDO GASPARRINI       
    Per un periodo di 9 mesi dal provvedimento l’ammissione ai benefici del Fondo è esteso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus; per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

D. LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE

  1. LAVORO AGILE
    Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile;              
    I datori di lavoro sono tenuti ad autorizzare la modalità di lavoro agile ai lavoratori dipendenti che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità ospitata in centri riabilitativi chiusi dal provvedimento. Qualora il familiare con disabilità sia un minore la modalità di lavoro agile non può essere rifiutata, salvo che questo sia incompatibile con le caratteristiche dell’impresa.
    Il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni
  2. CONGEDO E INDENNITA’ PER I LAVORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PRIVATO
    A decorrere dal 5 marzo 2020, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a quindici giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione.
    La fruizione del congedo di cui al presente articolo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di quindici giorni.
    In alternativa alla prestazione predette e per i medesimi lavoratori beneficiari, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate.
  3. PERMESSI RETRIBUITI L. 104/1992          
    Il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020
  4. PREMIO LAVORATORI DIPENDENTI        
    Ai titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a 40 mila euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese
  5. SOSPENSIONE TERMINI VERSAMENTI CONTRIBUTI         
    Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020
  6. CONGEDO E INDENNITA’ PER I LAVAORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PUBBLICO, NONCHE’ DEL SETTORE SANITARIO PRIVATO ACCREDITATO       
    A decorrere dal 5 marzo 2020, i genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato accreditato hanno diritto a fruire di un congedo dal lavoro indennizzato.
    L’erogazione dell’indennità, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo sono a cura dell’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro
  7. SORVEGLIANZA ATTIVA DEI LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO             
    Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.
  8. PROROGA TERMINI DECADENZIALI DI PREVIDENZA E ASSISTENZA
    A decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL è sospeso di diritto.

E. IMPRESE: MISURE STRAORDINARIE

  1. REQUISIZIONI
    Fino al 31 luglio 2020, la protezione civile potrà autorizzare la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria, anche per assicurare la fornitura delle strutture e degli equipaggiamenti alle aziende sanitarie o ospedaliere ubicate sul territorio nazionale, nonché per implementare il numero di posti letto specializzati nei reparti di ricovero dei pazienti affetti da detta patologia.
  2. FONDI ALLE IMPRESE PER PRODURRE MASCHERINE
    Per la gestione dell’emergenza COVID-19 , e fino al termine dello stato di emergenza, è consentito produrre mascherine chirurgiche in deriva alle vigenti norme
  3. MISURE DI SOSTEGNO ALLE PMI
    Le PMI potranno avvalersi di misure di sostegno finanziario dello Stato, fino al 33% dei prestiti erogati:
    – per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
    – per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
    -per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.
  4. FONDO DI GARANZIA CENTRALE PMI     
    Per 9 mesi dal provvedimento, lo stato fornisce una garanzia per prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie, nel rispetto delle garanzie e dei limiti previsti dal provvedimento stesso
  5. SUPPORTO ALLA LIQUIDITA’ DELLE IMPRESE
    In favore delle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza, Cassa depositi e prestiti S.p.A. è autorizzata a concedere liquidità, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, tramite banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito.
    La garanzia dello Stato è rilasciata in favore di Cassa depositi e prestiti S.p.A. fino ad un massimo dell’ottanta per cento dell’esposizione assunta.
  6. MISURE FINANZIARIE DI SOSTEGNO
    Qualora una società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti, può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate riferite ai seguenti componenti.
  7. FONDO MADE IN ITALY
    Il provvedimento istituisce un fondo da ripartire per la promozione integrata presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al fine di potenziare gli strumenti di promozione e di sostegno all’internazionalizzazione delle varie componenti del sistema Paese, tra i quali il piano straordinario di sostegno al made in Italy realizzato tramite l’ICE
  8. MISURE A SOSTEGNO DELL’UNIVERSITA’
    Con il provvedimento viene istituito per l’anno 2020 un fondo denominato “Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca” con una dotazione pari a 50 milioni di euro, da dipartire con decreto del MIUR. Inoltre, In deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo, l’ultima sessione di laurea dell’anno accademico 2018/2019 è prorogata al 15 giugno 2020. E’ conseguentemente prorogato ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche e amministrative funzionali allo svolgimento dell’esame di laurea. Nel periodo di sospensione della frequenza delle attività didattiche, le attività formative e di servizio agli studenti, inclusi l’orientamento e il tutorato, nonché le attività di verifica dell’apprendimento svolte o erogate con modalità a distanza secondo le indicazioni delle università di appartenenza sono computate ai fini dell’assolvimento dei compiti dell’Università e sono valutabili ai fini dell’attribuzione degli scatti triennali.

F. ENTI LOCALI

  1. SOSPENSIONE MUTUI REGIONI E ENTI LOCALI
    Le regioni a statuto ordinario e gli enti locali sospendono il pagamento delle quote capitale, in scadenza nell’anno 2020. Le quote capitale annuali sospese sono rimborsate nell’anno successivo a quello di conclusione di ciascun piano di ammortamento contrattuale.
  2. SEDUTE IN VIDEOCONFERENZA DEI CONSIGLI E DELLE GIUNTE
    I consigli e le giunte di comuni che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità. Le stesse previsioni valgono anche per le sedute degli organi di governo delle province e delle città metropolitane, nonché dei consigli e delle giunte delle regioni e delle province autonome

G. SPORT

  1. SOSPENSIONE VERSAMENTI CANONI    
    Il provvedimento consente alle ASD di non procedere, fino al 31 maggio 2020, al versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. I versamenti sospesi sono effettuati in unica soluzione entro il 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi.
  2. INDENNITA’ COLLABORATORI SPORTIVI
    Il provvedimento prevede un fondo per la copertura delle indennità perdute dai collaboratori sportivi nel periodo di emergenza COVID-19

FAQ COVID-19 Domande e Risposte

FAQ COVID-19 Domande e Risposte

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 Marzo 2020 ha imposto misure molto pesanti al fine di contenere efficacemente la diffusione del contagio del nuovo Coronavirus COVID 19. Naturalmente il Decreto non può contemplare ogni dettaglio e quindi via via stanno uscendo indicazioni per meglio interpretare il dpcm. Fra queste queste FAQ che vi propongo in maniera testuale

ZONE INTERESSATE DAL DECRETO

  1. Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale?
    No, per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile.
  2. Sono ancora previste zone rosse?
    No, non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti.

SPOSTAMENTI

  1. Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare?
    Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. E’ comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. E’ previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.
  2. Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?
    Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.
  3. Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?
    In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.
  4. Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?
    E’ sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.
  5. Come si devono comportare i transfrontalieri?
    I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo (vedi faq precedente).
  6. Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della misura?
    Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.
  7. Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?
    Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
  8. È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili?
    Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.
  9. E’ consentito fare attività motoria?
    Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo.
  10. Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
    Si, ma solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad esempio le lampadine che si sono fulminate in casa).
  11. Posso andare a mangiare dai parenti?
    No, non è uno spostamento necessario e, quindi, non rientra tra gli spostamenti ammessi dal decreto.
  12. Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti?
    Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

TRASPORTI

  1. Sono previste limitazioni per il transito delle merci?
    No, nessuna limitazione. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.
  2. I corrieri merci possono circolare?
    Sì, possono circolare.
  3. Sono un autotrasportatore. Sono previste limitazioni alla mia attività lavorative?
    No, non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci.
  4. Esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea?
    NO. Non esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il servizio taxi e di ncc non ha alcuna limitazione in quanto l’attività svolta è considerata esigenza lavorativa.

UFFICI E DIPENDENTI PUBBLICI

  1. Gli uffici pubblici rimangono aperti?
    Sì, su tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra le zone. L’attività amministrativa è svolta regolarmente. In ogni caso quasi tutti i servizi sono fruibili on line. E’ prevista comunque la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di scuole, nidi, musei, biblioteche.
  2. Il decreto dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani. Nel caso di difficoltà di approvvigionamento di tali soluzioni e conseguente loro indisponibilità temporanea, gli uffici devono rimanere comunque aperti?
    Gli uffici devono rimanere comunque aperti. La presenza di soluzioni disinfettanti è una misura di ulteriore precauzione ma la loro temporanea indisponibilità non giustifica la chiusura dell’ufficio, ponendo in atto tutte le misure necessarie per reperirle.
  3. Il dipendente pubblico che ha sintomi febbrili è in regime di malattia ordinaria o ricade nel disposto del decreto-legge per cui non vengono decurtati i giorni di malattia?
    Rientra nel regime di malattia ordinaria. Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da COVID-19, non si applicherebbe la decurtazione.
  4. Sono un dipendente pubblico e vorrei lavorare in smart working. Che strumenti ho?
    Le nuove misure incentivano il ricorso allo smart working, semplificandone l’accesso. Compete al datore di lavoro individuare le modalità organizzative che consentano di riconoscere lo smart working al maggior numero possibile di dipendenti. Il dipendente potrà presentare un’istanza che sarà accolta sulla base delle modalità organizzative previste.

PUBBLICI ESERCIZI

  1. Bar e ristoranti possono aprire regolarmente?
    E’ consentita l’attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.
  2. Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande?
    Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.
  3. Sono gestore di un pub. Posso continuare ad esercitare la mia attività?
    Il divieto previsto dal DPCM riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È possibile quindi continuare a somministrare cibo e bevande nei pub, sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti (dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  4. Cosa è previsto per teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura?
    Ne è prevista la chiusura al pubblico su tutto il territorio nazionale.

SCUOLA

  1. Cosa prevede il decreto per le scuole?
    Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado. Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

UNIVERSITA

  1. Cosa prevede il decreto per le università?
    Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani. Resta la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Non è sospesa l’attività di ricerca.
  2. Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea?
    Sì, potranno essere svolti ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza o comunque adottando le precauzioni di natura igienico sanitaria ed organizzative indicate dal dpcm del 4 marzo; nel caso di esami e sedute di laurea a distanza, dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità.
  3. Si possono tenere il ricevimento degli studenti e le altre attività?
    Sì. Corsi di dottorato, ricevimento studenti, test di immatricolazione, partecipazione a laboratori, etc., potranno essere erogati nel rispetto delle misure precauzionali igienico sanitarie, ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza. Anche in questo caso particolare attenzione dovrà essere data agli studenti con disabilità.
  4. Cosa si prevede per i corsi per le specializzazioni mediche?
    Dalla sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca.
  5. Cosa succede a chi è in Erasmus?
    Per quanto riguarda i progetti Erasmus+, occorre riferirsi alle indicazioni delle competenti Istituzioni europee, assicurando, comunque, ai partecipanti ogni informazione utile.

CERIMONIE ED EVENTI

  1. Cosa prevede il decreto su cerimonie, eventi e spettacoli?
    Su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).
  2. Si può andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono celebrare messe o altri riti religiosi?
    Fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

TURISMO

  1. Cosa prevede il decreto per gli spostamenti per turismo?
    Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio. Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo.
  2. Come trova applicazione la limitazione relativa alle attività di somministrazione e bar, alle strutture turistico ricettive?
    Le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e bar nella fascia oraria dalle ore 18 alle ore 6, esclusivamente in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di sicurezza di cui al dpcm dell’8 marzo. C
  3. Come si deve comportare la struttura turistico ricettiva rispetto ad un cliente? Deve verificare le ragioni del suo viaggio?
    Non compete alla struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche.

AGRICOLTURA

  1. Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca?
    No, non sono previste limitazioni.
  2. Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa?
    No, non sono previste limitazioni.

Si rinnova il parco ambulanze in Sicilia

Si rinnova il parco ambulanze in Sicilia

Buone notizie dal fronte della Sanità in Sicilia. Il parco ambulanze, infatti, verrà rinnovato grazie all’immissione su tutto il territorio regionale di 200 mezzi di ultima generazione che verranno acquisiti grazie a una gara per un leasing settennale dal SEUS (Servizio Emergenza-Urgenza Sanitaria) che gestisce il 118 nell’Isola.

Ringrazio l’assessore Ruggero Razza per aver quindi dato seguito alle mie iniziative messe in campo subito dopo i tragici fatti che riguardarono un giovane uomo deceduto ad Acate. Anche se la morte sopraggiunse per altri motivi, è indubbio che ci furono dei ritardi nei soccorsi perché l’ambulanza disponibile più vicina si trovava a Comiso.

Dopo quel tristissimo episodio mi feci promotore di un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute al quale partecipò lo stesso Assessore Razza per porre rimedio al problema dei mezzi di soccorsi nella nostra isola. Fra l’altro in quella sede feci personalmente rilevare come ci fosse una discrepanza tra il numero richiesto dall’assessorato regionale e quello – inferiore di dieci unità – previsto dal ministero.

Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, su temi sensibili che riguardano tutti i cittadini come quello della Sanità, non possono esistere divisioni politiche o, peggio ancora, ideologiche. Occorre lo sforzo comune di tutti gli attori in gioco per raggiungere il risultato per il bene degli utenti del Servizio Sanitario Nazionale, in questo caso siciliani. Per questi motivi esprimo tutta la mia soddisfazione: finalmente la Sicilia potrà dotarsi di un parco ambulanze all’altezza delle esigenze del suo territorio

APPROVATA IN VIA DEFINITIVA LA LEGGE SUL POST MORTEM

APPROVATA IN VIA DEFINITIVA LA LEGGE SUL POST MORTEM

La XII Commissione Affari Sociali – presieduta dalla collega e amica Marialucia Lorefice – oggi ha approvato in sede legislativa la legge che regolamenta e rende più facile la donazione dei cadaveri a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione.

La legge, che porta come prima firma quella dell’attuale viceministro Pierpaolo Sileri, mi aveva visto nel ruolo di relatore al Senato sia in Commissione che in Aula che aveva approvato il testo all’unanimità lo scorso 29 aprile.

Si tratta di una legge di sicura rilevanza scientifica. Grazie ad essa si potrà migliorare la formazione dei medici: le università oggi lamentano la mancanza di cadaveri su cui gli studenti possono fare pratica. Si potrà inoltre limitare la sperimentazione sugli animali. Noi del M5S abbiamo sempre sostenuto la ricerca scientifica e il rispetto per gli animali e questo provvedimento va proprio in questa direzione.

Con apposito decreto adesso verranno individuati i centri di riferimento per i progetti di ricerca scientifica. In alcuni casi di potrà approfondire lo studio anatomico di soggetti affetti da patologie di cui oggi ben poco si conosce e incentivare di conseguenza la ricerca.

Naturalmente ora bisogna promuovere il dono del proprio corpo. Di ciò se ne debbono fare carico le Istituzioni ma anche i colleghi medici che hanno l’importante e delicato compito di far capire che questo nobile gesto – finalizzato, lo ripeto, allo studio – può portare risultati importanti e, di conseguenza, salvare vite umane.

Ambiente e Sanità nel SIN di Augusta – Priolo

Ambiente e Sanità nel SIN di Augusta – Priolo

Una mia interrogazione al nuovo Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha riportato l’attenzione  sulla questione sanitaria nel territorio del Sin di Augusta-Priolo. Avevo chiesto, in breve, al ministro come egli intendesse muoversi rispetto ai tanti progetti già avviati con il precedente ministro Giulia Grillo riguardanti l’area industriale del Siracusano.

Il ministro mi ha fornito risposta scritta che vi riporto, almeno per la parte che riguarda il Sin, in maniera testuale.

Dice Roberto Speranza:
“Ancora il senatore Pisani mi ha sollecitato in particolare sulle iniziative per tutelare i siti di interesse nazionale (SIN). Il rafforzamento della sorveglianza epidemologica nei siti industriali si pone come esigenza prioritaria per qualificare e restituire efficacia alle attività di prevenzione e sanità pubblica. A tal fine proseguirà l’azione di aggiornamento dello studio “Sentieri” come sistema permanente di sorveglianza epidemologica dei residenti nei siti di interesse nazionale e di altri ritenuti rilevanti dal Ministero della Salute, al fine di contribuire alla definizione delle problematiche dei siti di individuare risposte adeguate in termini di promozione della salute e di prevenzione e contrasto delle patologie associate a esposizioni ambientali delle popolazioni residenti.

Ancora il Senatore Pisani mi ha chiesto della volontà o meno del Governo di mantenere e di continuare a far lavorare la task force Ambiente e Salute. La task force è stata istituita con il decreto dirigenziale 9 novembre 2017 quale Strategia nazionale per il coordinamento e l’integrazione delle politiche e delle azioni nazionali e regionali in campo ambientale e sanitario. Il mandato della task force ambiente e salute ha, pertanto un significato strategico da cui dovranno discendere iniziative per rafforza la governance “ambiente e salute” e favorire l’integrazione, a vari livelli, tra le strutture e istituzioni deputate alla tutela ambientale e alla tutela sanitaria. Considerate queste valutazioni e valutata l’importanza strategica e i risultati ottenuti, ritengo che la task force debba essere riconfermata anche per i prossimi anni”.

Naturalmente la mia attenzione ambientale e sanitaria per questo territorio non si ferma a questo atto che comunque considero importante e propedeutico per tutta una serie di attività da svolgere nell’ambito dei Sin in particolare a quello siracusano.

Prosegue infatti anche l’iter dei miei disegni di legge su questi temi. Questi quelli a mia prima firma:

  • il ddl n. 952 per – Istituzione del luogo familiare di origine – assegnato in sede redigente alla 1a Commissione Affari Costituzionali
  • il ddl n.1272 – Disposizioni in favore soggetti affetti da sensibilità chimica multipla – assegnato alla 12a Commissione Sanità e attualmente in discussione
  • il ddl n. 1291 – Introduzione di limiti emissivi di inquinanti atmosferici – assegnato in sede redigente alla 13a Commissione Ambiente
  • il ddl n. 1337 – Applicazione della valutazione di impatto sanitario ai procedimenti di autorizzazione integrata ambientale – assegnato in sede redigente alla 13° commissione Ambiente

Poi ci sono tutta una serie di provvedimenti legislativi di cui sono cofirmatario e che sono in discussione nelle varie Commissioni.

È un lavoro costante e anche abbastanza minuzioso che, come si vede, si svolge su due fronti: da un lato sollecitare continuamente le autorità competenti come ben sa anche Sergio Costa e che ha portato a primi importanti risultati come lo stesso ministro dell’Ambiente ha avuto modo di illustrare quando è stato in visita ad Augusta, a Siracusa e a Priolo; dall’altro il lavoro proprio di parlamentare che è quello, non va dimenticato, di fare le leggi. Non sono tipo da grancassa, quella la lascio ad altri. Ma vi posso assicurare che il mio impegno per la sanità e per l’ambiente, in particolare per questo territorio, rimane sempre altissimo. E presto se ne vedranno i risultati.

PUBBLICATO IL DDL SUI LIMITI DELLE SOSTANZE INQUINANTI

PUBBLICATO IL DDL SUI LIMITI DELLE SOSTANZE INQUINANTI

Il testo del disegno di legge n. 1291 in tema di “Introduzione di limiti emissivi di inquinanti atmosferici ” – a mia prima firma – è stato appena pubblicato e comincia il suo iter parlamentare.

Il ddl mira a conseguire una maggiore tu­tela della qualità dell’ambiente nei territori sedi di SIN (siti di interesse nazionale), col­mando alcune lacune normative della vi­gente legislazione in materia di monitoraggi di sostanze inquinanti di origine industriale.
In particolare due sono stati i SIN da me attenzionati nella stesura del presente testo: quello di Priolo e quello di Milazzo.

I SIN sono i siti di interesse nazionale da sottoporre a bonifiche in quanto, negli anni, sono stati oggetto di contaminazioni di tutte le matrici ambientali, aria, acqua, suolo, e sono divenuti aree ad elevato rischio di crisi ambientale da inquinamento industriale (AERCA).

Se consideriamo il SIN di Priolo – istituito nel 1998 – ci troviamo di fronte a uno dei territori più industrializzati e inquinati d’Italia: si estende per circa 15.900 ettari, dei quali 5.815 sono aree a terra, che si sviluppano, per circa 30 chilometri, nel tratto di costa compreso tra Augusta e Siracusa, comuni fa­centi parte, oltre a quelli di Melilli e Priolo, del suddetto SIN; altri 10.085 ettari sono aree « a mare » che si spingono al largo per 3 chilometri circa; pertanto, questo SIN comprende anche l’area marina antistante Augusta e Siracusa, congiuntamente ai loro porti, e le aree umide – saline di Priolo e di Augusta.

Ormai tantissimi sono gli studi che evidenziano il grave danno ambientale creato dagli insediamenti industriali nei territori dei SIN. Ad Augusta – la mia città di provenienza – l’aumento dei malati e, purtroppo, anche delle morti per neoplasie è aumento in maniera vertiginosa dal 1951 in poi, cioè dalla data in cui si sono cominciati a costruire i primi insediamenti industriali.

Il progetto SENTIERI sancisce che le molteplici attività produttive presenti nel ter­ritorio, in particolare nei SIN di Priolo e di Milazzo, hanno emesso e rilasciato nell’am­biente macroinquinanti, quali ossido di zolfo e azoto, particolato, e microinquinanti, come: diossine, IPA, PCB, metalli pesanti, COV, determinando una esposizione della popolazione prevalentemente per via inalato­ria. Tuttavia, la specificità delle attività in­dustriali nei SIN suggerisce che, negli anni, vi sia stata un’importante contaminazione di multiple matrici ambientali, causata dall’e­missione di diverse sostanze pericolose come i metalli che si rinvengono nelle ma­trici dei corpi idrici superficiali. Le popola­zioni residenti in queste aree sono state e sono tuttora esposte a una miscela di conta­minanti attraverso vie di esposizione dirette e indirette, inalatoria, ingestiva per via ali­mentare (dati dei prodotti ittici e dati dei se­dimenti marini) e attraverso l’acqua potabile (dati delle acque sotterranee e delle acque superficiali), dermica.

Mi preme sottolineare il ruolo di certi inquinanti industriali quali l’H2S, l’idrogeno solforato, ed i mercaptani, tipici prodotti di procedimenti di lavoro delle raffinerie, atti ad eliminare le componenti di zolfo dal pe­trolio greggio, che danno origine a sensa­zioni odorose sgradevoli, tanto più fastidiose quanto maggiore è la sensibilità individuale alla percezione ed alla tolleranza di tali so­stanze. A basse concentrazioni, l’idrogeno solforato ha il caratteristico odore di uova marce e produce progressive irritazioni degli occhi, delle prime vie aeree ed edema pol­monare; a concentrazioni più elevate, vicine ai limiti letali (700 ppm) dà origine ad un odore quasi piacevole e proprio l’assenza di tale « avvertimento odoroso » ha causato pa­ recchi gravi incidenti, inclusi i decessi di operai addetti alle canalizzazioni fognarie, nell’industria petrolifera.

Partendo quindi da queste doverose – per quanto sommarie – premesse e sulla base degli elementi acquisiti lo scopo del ddl è quello di integrare la vigente normativa di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, che attualmente non prevede valori di riferimento per contaminanti di interesse igienico-sanitario come l’H2S (idrogeno solforato) e NMHC (idrocarburi non metanici). Doveroso evidenziare che per gli idrocarburi non metanici, l’ultimo decreto, ormai abrogato, che ne fissava un limite, pari a 200 μg/m3 come media di 3 ore consecutive in pre­senza di ozono, è il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 marzo 1983, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 28 maggio 1983, abrogato dall’articolo 21 del decreto legislativo n. 155 del 2010, e da allora non risultano normative di riferimento.

Relativamente alla richiesta di aggiorna­mento della normativa nazionale in materia di qualità dell’aria, mediante l’introduzione di valori limite per l’idrogeno solforato e gli idrocarburi non metanici, si ritiene oppor­tuno riconsiderare anche il periodo di me­diazione per il benzene, pericoloso cancero­geno per l’uomo, posto in gruppo 1 dall’A­genzia internazionale per la ricerca sul can­cro, visti gli effetti sulla salute che quest’ul­timo provoca. Si ricorda che attualmente il benzene è normato su base annua e ciò non consente di regolamentare gli episodi di esposizione acuta a cui i cit­tadini dei comuni che ricadono nelle aree SIN sono troppo spesso sottoposti. Pertanto, si propone di inserire nella vi­gente normativa dei valori limite per le con­centrazioni medie orarie per il benzene, per gli idrocarburi non metanici e per l’idrogeno solforato, con i rispettivi valori:

  • Benzene C6H6 periodo di mediazione 24 ore, valore limite: 5 μg/m3 ;
  • NMHC (idrocarburi non metanici) pe­riodo di mediazione: 3 ore, valore limite: 200 μg/m3;
  • Idrogeno solforato: – periodo di mediazione: 24 ore, va­lore limite 50 μg/m3 ; – periodo di mediazione 14 giorni, valore limite 100 μg/m3 ; – periodo di mediazione 90 giorni, valore limite 20 μg/m3 .

Questa, in sintesi, la mia proposta di legge. Con essa si intende dare risposte agli abitanti dei SIN che avvertono direttamente la problematica e che da tempo richiedono interventi a tutela della propria salute. Questa legge sarebbe un tassello in un più complesso quadro normativo che il Movimento 5 Stelle sta cercando di aggiornare e di riformare per garantire la salute dei cittadini.

Disegno di legge presentato al Senato

Disegno di legge presentato al Senato

La proposta in sintesi

La disciplina in materia di autorizzazione integrata ambientale (AIA) degli impianti industriali, contenuta nel decreto legislativo 4 marzo 2014, di recepimento della Direttiva 2010/75/UE, costituisce il quadro nazionale di riferimento in materia di rilascio, rinnovo e riesame delle autorizzazioni AIA. Attraverso i procedimenti previsti dalla normativa è autorizzato l’effettivo esercizio di un impianto industriale, prescrivendo determinate misure tese a ridurre le emissioni/immissioni d’inquinanti, nell’aria, nell’acqua e nel suolo, secondo un approccio integrato, che consideri tutte le matrici ambientali coinvolte. Al riguardo giova riflettere sulla sentenza n. 163/2015 del Consiglio di Stato che offre l’occasione per evidenziare i principi che sottendono la lettura del combinato disposto dei termini ambiente, inquinamento e salute. Se l’art. 4, comma 4, lettera c del Decreto legislativo 152/2006 ss.mm.ii. cita solo la protezione dell’ambiente, lo stesso articolo richiama espressamente il concetto d’inquinamento, termine che trova definizione nell’articolo 5 comma 1 lettera I ter), inteso come “l’introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore o più in generale di agenti fisici o chimici, nell’aria, nell’acqua, o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell’ambiente”. Nella fattispecie il giudice richiama il principio generale indicato nell’articolo 6, comma 16, lettera b) secondo il quale non devono verificarsi inquinamenti significativi. Orbene tale principio è considerato cardine di tutto il sistema, espressione del principio costituzionale di tutela della salute.

Malgrado la richiamata normativa sia stata aggiornata, recependo direttive europee per garantire maggiori tutele, secondo i dati del XII Rapporto dell’Osservatorio Nimby Forum, aggiornato al 2016, sul territorio nazionale sono 359 le infrastrutture e gli impianti oggetto di contestazioni tra cui, in particolare, impianti industriali che durante il loro ciclo produttivo liberano consistenti emissioni in atmosfera o rilasciano inquinanti nei suoli e nelle falde idriche. Al riguardo si possono citare casi storicamente significativi come quello dell’ILVA di Taranto, del petrolchimico di Priolo e di Milazzo, della Raffineria di Falconara Marittima, delle diverse centrali per la produzione di energia alimentate a carbone, le molteplici raffinerie e industrie chimiche, i siti di stoccaggio dei rifiuti, gli innumerevoli e pervasivi impianti a biomassa. Fra l’altro, diversi di questi impianti e infrastrutture sono sottoposti a denunce e a sequestri da parte della magistratura e a procedimenti penali. L’autorizzazione integrata ambientale dovrebbe includere tutte le misure per conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso, quindi della salute della popolazione, tant’è che ciò che crea più attenzione e preoccupazione tra i cittadini è l’impatto dei fattori inquinanti prodotti dagli impianti a dalle infrastrutture possono avere nei confronti della salute umana. Tale concetto è ribadito nelle considerazioni preliminari della Direttiva 2010/75/UE, lì dove pone l’accento sui rischi per la salute connessi con i grandi impianti di combustione, con quelli d’incenerimento dei rifiuti e con le emissioni di soventi organici. Ai sensi dell’art. 8 bis del citato decreto legislativo 152/2006, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, autorità preposta allo svolgimento delle attività istruttorie e di consulenza tecnica, connesse al rilascio della AIA di competenza statale, nomina una Commissione istruttoria – Commissione IPPC – istituita ai sensi dell’articolo 5, comma 9, del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, composta da esperti provenienti dal settore pubblico e privato che ha il compito di fornire, attraverso approfondimenti tecnici, nel merito di ciascuna domanda di autorizzazione presentata dal gestore dell’impianto, un parere istruttorio conclusivo con prescrizioni debitamente motivate. Il procedimento si conclude con una conferenza di servizi decisoria, in cui sono invitate le amministrazioni centrali, tra cui il Ministero della Salute, e le amministrazioni regionali e locali interessate, dove viene presentato il parere istruttorio reso dalla Commissione IPPC. A loro volta le amministrazioni presenti sono tenute a esprimere un parere in merito all’istruttoria, ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Pur tuttavia, bisogna evidenziare che, ai sensi dell’articolo 29 quater, comma 5, del su citato decreto, la partecipazione del Ministero della Salute alla decisione assunta nei procedimenti AIA non trova una sua specifica rispondenza nella Commissione istruttoria IPP, la quale, in atto, non prevede espressione di profili sanitari: questa esclusione di pareri sanitari dal percorso tecnico-scientifico che stabilizza le prescrizioni contenute nel parere istruttorio, relega la capacità amministrativa del Ministero della Salute in una posizione secondaria non determinante., non consentendo l’espressione di un importante parere. Emblematico appare il caso dell’ILVA di Taranto che ha fatto emergere con chiarezza l’assenza, durante l’istruttoria, di professionisti d’igiene e sanità pubblica, imponendo al Ministro dell’Ambiente, in fase di riaperture della procedura di AIA, di integrare la Commissione IPPC con esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. Il Ministero della Salute, invece, è chiamato a esprimere pareri nell’ambito di conferenze di servizi così come, fra l’altro, è rimarcato nel dispositivo della richiamata sentenza del Consiglio di Stato in cui si sottolineano “le primarie esigenze di tutela della salute, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, rispetto alle pur rilevanti esigenze di pubblico interesse soddisfatte dall’impianto in questione”   tale per cui “il rilascio dell’AIA – qualora siano risultati allarmanti dati istruttori – debba conseguire soltanto all’esito di un’indagine epidemiologica sulla popolazione dell’area interessata che non può certo fondarsi sulle opposte tesi delle attuali parti processuali e sugli incompleti dati istruttori disponibili” Un richiamo quest’ultimo che evoca e rafforza la necessità di rendere partecipe la Commissione istruttoria IPPC di competenze in sanità pubblica e in epidemiologia ambientale, necessarie per comporre un procedimento che tenga conto del combinato disposto inquinamento, ambiente e salute.

Con riferimento ai procedimenti ambientali, si rileva che la Valutazione d’Impatto sulla Salute (VIS) è maturata come vera e propria forma di valutazione d’impatto negli ultimi due decenni. L’uso dei metodi e degli approcci della VIS si è diffuso rapidamente e ora è applicata sia nel settore pubblico sia in quello privato in un numero crescente di paesi nel mondo. La definizione più accreditata di Valutazione d’Impatto sulla Salute è stata elaborata da un gruppo di esperti riuniti, nel 1999 a Gotheborg dal WHO European Centre for Health Policy (ECHP), per revisionare i vari modelli esistenti.

La sintesi dell’analisi recita: “La Valutazione di Impatto sulla Salute è una combinazione di procedure, metodi e strumenti con i quali si possono stimare gli effetti potenziali sulla salute di una popolazione, di una politica, piano o progetto e la distribuzione di tali effetti all’interno della popolazione”.

Il tema della VIS è un tema di assoluto rilievo, una procedura standardizzata sotto il profilo metodologico; essa può svolgere valutazioni sia retrospettive, su interventi già attuati, sia trasversali o concorrenti, cioè su interventi in corso di realizzazione, ma la maggiore forza dello strumento si dispiega nelle valutazioni prospettiche, cioè ex-ante rispetto a interventi da attuare. In tal senso la VIS assume un chiaro connotato di strumento di prevenzione.

Il suo scopo è quello di fornire ai decisori idonee valutazioni, basate su conoscenze sistematiche e pubblicamente condivise, che consentano ai decisori di conoscere l’impatto e le conseguenze sulla salute di una popolazione dei programmi, dei piani e delle installazioni, al fine di mitigare gli effetti negativi e massimizzare quelli positivi.

Essa pone al centro della complessità sociale la protezione e la promozione della salute della popolazione, affinché le politiche garantiscano il benessere complessivo degli individui, delle comunità e la sostenibilità del loro ambiente. La valutazione della differente distribuzione degli effetti sulla popolazione è essenziale per analizzare il potenziale impatto sulle disuguaglianze di salute. Intesa in questo senso, la VIS appartiene all’insieme degli interventi della sanità pubblica.

Ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b-bis) del decreto legislativo 152/2006, e successive modificazioni, la VIS può essere definita come l’“elaborato predisposto dal proponente sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute, che si avvale dell’Istituto superiore di sanità, al fine di stimare gli impatti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione e l’esercizio del progetto può procurare sulla salute della popolazione”. Secondo le Linee Guida predisposte dall’Istituto Superiore di Sanita “la VIS deve identificare tutti i rischi sanitari che la realizzazione di un’opera può indurre sul territorio, parallelamente deve anche valutarne le opportunità di sviluppo, esplicitando in tal senso i costi per la comunità, rappresentati dai cambiamenti sia dello stato di salute che di benessere in senso più ampio. La procedura di VIS, come proposta e promossa dalla Conferenza di Gothenburg, si ispira ai principi di trasparenza, etica, eguaglianza, partecipazione, sostenibilità e democrazia, oltre a ribadire la robustezza delle valutazioni tecniche scientifiche svolte” Il presente disegno di legge, novellando il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, mira all’introduzione della valutazione di impatto sanitario nell’ambito della procedura di autorizzazione integrata ambientale, allorquando concrete evidenze istruttorie dimostrino la sussistenza di un serio rischio per la salute della popolazione,  pena il mancato rilascio di quest’ultima da parte delle autorità competenti. I due procedimenti involvono interessi differenti pertanto è utile l’inserimento della prima procedura nell’ambito della seconda.

La valutazione di impatto sanitario, come su detto, valuta gli effetti di un piano o programma sulla salute della popolazione esposta mentre l’autorizzazione integrata ambientale si occupa di prescrivere la riduzione delle emissioni al fine del miglioramento della qualità ambientale, trascurando, il più delle volte, gli aspetti più specificamente sanitari.

Tale assunto è evidenziato dall’Istituto Superiore di Sanità, nel proprio rapporto recante il titolo “Ambiente e Salute: evidenze disponibili e indicazioni di sanità pubblica”, depositato per conto del Ministero della Salute agli atti della conferenza di servizi decisoria per il riesame dell’AIA dell’Ilva di Taranto in data 18 ottobre 2012. In esso si rileva la sussistenza di “una lacuna metodologica della procedura di autorizzazione ambientale integrata di cui al d.lgs 152 -2006 che limita il suo orizzonte prescrittivo alla riduzione delle emissioni finalizzata al miglioramento della qualità ambientale e trascura gli aspetti più specificamente sanitari”.

Tale lacuna dipende dalla presupposizione errata che i limiti ambientali disposti con le norme vigenti rappresentino una sorta di “soglia di tollerabilità” per la salute umana. Tuttavia, come ampiamente dimostrato da numerosissime evidenze scientifiche, per molti inquinanti, i limiti normativi delle concentrazioni in atmosfera non sono determinati in funzione della loro capacità di tutelare la salute dei cittadini.

Una ratio affine a quella sottesa alla valutazione di impatto sanitario è possibile rinvenirla nell’ambito del procedimento di valutazione del danno sanitario (VDS), introdotto in forza della legge 24 dicembre 2012 n. 231, finalizzata alla prevenzione di pericoli gravi per la salute della popolazione e degli habitat, potenzialmente provocati dagli stabilimenti industriali insistenti in aree già segnalate per la peculiare criticità ambientale, cosiddette aree ad elevato rischio di crisi ambientale e siti di interesse nazionale per le bonifiche.

Vi è una sostanziale differenza, però, tra valutazione di impatto sanitario e valutazione del danno sanitario che consiste nel fatto che la prima si propone di lavorare ex ante, prevenendo e mitigando i potenziali effetti negativi di un’installazione sul territorio, mentre la seconda viene svolta ex post, allorquando il danno è attuale per la popolazione.

Riguardo la necessità di inserire la valutazione di impatto sanitario nell’ambito dell’autorizzazione integrata ambientale, si richiama  la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione IV, 11 febbraio 2019 n. 983, che così statuisce: “malgrado vada confermato che – in linea di principio – nell’ambito del procedimento per il rilascio dell’AIA (o di VIA), non è obbligatorio procedere alla valutazione di incidenza sanitaria, va tuttavia ribadito che è necessario procedervi quando le concrete evidenze istruttorie dimostrino la sussistenza di un serio pericolo per la salute pubblica. L’Amministrazione che in tali casi non la effettui incorre, pertanto, nel tipico vizio di eccesso di potere sotto il profilo del mancato approfondimento istruttorio, sintomatico della disfunzione amministrativa”.

La proposta completa

Art. 1
(Modifica all’articolo 28 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112)
Al comma 7, dopo le parole: ” oppure tecnico-scientifica”, aggiungere le seguenti: “di cui almeno cinque con competenze di igiene, sanità pubblica ed epidemiologica ambientale, designati dal Ministro della Salute”.

Art. 2

(Modifiche all’articolo 29 ter del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152)
1. All’art. 29 ter del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dopo la lettera m) è inserita la seguente

m- bis) in caso di rischio per la salute pubblica, la domanda di autorizzazione integrata ambientale (AIA) è integrata dalla valutazione di impatto sanitario (VIS) pena il mancato rilascio dell’autorizzazione da parte delle autorità competente;

Art. 3
(Modifiche all’art. 29 duodecies del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152)
1. All’art. 29 duodecies, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dopo le parole “domande ricevute”, sono inserite le seguenti: “integrate dalla VIS”.

Art. 4
(Modifiche all’art. 23 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152)
Dopo il comma 2 inserire il seguente:
2 bis. Per i progetti di cui agli allegati III e IV della presente parte il proponente trasmette la valutazione d’impatto sulla salute in conformità alle linee guida predisposte dall’Istituto superiore di sanità.

Art. 5
(Entrata in vigore)
1.       La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

Il ddl sul riconoscimento della “Sensibilità Chimica Multipla” (MCS)

Il ddl sul riconoscimento della “Sensibilità Chimica Multipla” (MCS)

Questo disegno di legge mira al riconoscimento, nel nostro ordinamento, della «Sensibilità Chimica Multipla», nota anche come Multiple Che­mical Sensitivity (MCS), nonché all’appron­tamento di opportuni strumenti per la tutela della salute dei soggetti affetti da tale ma­lattia. Quest’ultimi, infatti, non vengono suffi­cientemente tutelati nel loro diritto ad avere un’assistenza sanitaria adeguata e commisu­rata all’entità ed alla gravità delle loro limi­tazioni attitudinali e lavorative. Questa malattia è nota anche come intol­leranza ambientale idiopatica (IAI), perché causata dall’incapacità di un individuo a tol­lerare una sostanza chimica o una classe di sostanze chimiche, disperse nell’ambiente, senza reagire in modo abnorme in loro pre­senza: difatti, essa si manifesta, in forma acuta o cronica, a fronte dell’esposizione a determinati composti molecolari, che provo­cano fenomeni di sensibilizzazione e di al­terata risposta immunitaria del nostro orga­nismo, le quali possono provocare danni an­che gravi e permanenti a diversi organi del corpo umano. Come riportato da un documento della Società italiana di medicina del lavoro ed igiene industriale, la malattia è più diffusa nei soggetti di sesso femminile, tra chi vive molte ore all’interno di edifici chiusi, sigil­lati, in città ad elevato tasso di inquinamento ambientale; i malati possono presentare sin­tomi diversi, che si manifestano anche se esposti a piccolissime quantità di sostanze chimiche, contenute in prodotti quali insetti­cidi, pesticidi, disinfettanti, detersivi, pro­fumi, deodoranti personali o per la casa, vernici, solventi, coloranti, colle e prodotti catramosi, preservanti del legno (per esem­pio antitarlo), materiali dell’edilizia, carta stampata, inchiostri, scarichi delle auto, fumi di stufe, camini, barbecue, prodotti plastici, farmaci, anestetici, formaldeide nel mobilio, tessuti e stoffe soprattutto nuove, in pratica tutte sostanze di derivazione petrolchimica. Nel Consensus Report del 1991 di Chi­cago, USA, la comunità scientifica, riguardo gli aspetti diagnostici della malattia, definì questa patologia uno stato cronico, caratte­rizzato da sintomi che si manifestano in ri­sposta alla esposizione a diverse sostanze chimiche, non correlate tra loro, e ricorrono, in maniera riproducibile, anche per livelli molto bassi; i sintomi possono migliorare o scomparire quando gli elementi scatenanti sono rimossi; la malattia può coinvolgere or­gani multipli. Nel 2005 Lacour et al. hanno definito la malattia come: condizione cronica, di durata superiore a 6 mesi, che causa peggioramento dello stile di vita e delle funzioni organiche, i cui sintomi ricorrono in modo riproducibile coinvolgendo il sistema nervoso ed altri ap­parati, con una caratteristica ipersensibilità agli odori, in risposta a sostanze chimiche multiple, tra di loro non correlate, evocabili dopo bassi livelli di esposizione e con mi­glioramento o risoluzione dopo rimozione dell’esposizione. Negli Stati Uniti la MCS colpisce tra l’1,5 e il 3 per cento della popolazione (stu­dio Heuser 1998), ed è causa di patologie disabilitanti in rapporto alla gravità delle af­fezioni dei vari organi o sistemi interessati, quali reni, cute, apparato respiratorio, car­diocircolatorio e digerente, sistema nervoso, sistema muscolo scheletrico ed endocrinoimmunitario; essa si può presentare con vari Atti parlamentari – 2 – Senato della Repubblica – N. 272 XVIII LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI – DOCUMENTI livelli di gravità: alcuni soggetti hanno sol­tanto sporadiche manifestazioni e presentano solo lievi disturbi, ad esempio una ipersen­sibilità olfattiva, mentre altri possono dive­nire completamente disabili al lavoro e co­stretti a vivere in casa, bonificando conti­nuamente il proprio ambiente e riducendo la propria vita sociale ad incontri solo con per­sone adeguatamente decontaminate. I sintomi della malattia, difatti, sono molto vari: i più frequenti sono rinite, asma, mal di testa, stanchezza cronica, perdita della memoria a breve termine, dolori mu­scolari e articolari, problemi della pelle, dif­ficoltà di digestione e disfunzioni sensoriali; con il tempo la MCS può determinare uno stato infiammatorio cronico dei tessuti, pro­durre danni organici irreversibili ed asso­ciarsi a manifestazioni tipiche di artrite e/o di lupus eritematoso sistemico o di patologie autoimmuni, non potendosi escludere ulte­riori complicazioni, quali ischemie distret­tuali, cancri, eccetera. Da uno studio USA del 1992 emerge un quadro di evoluzione, non obbligato, della malattia che si può sintetizzare nei seguenti stadi:

STADIO 0 – TOLLERANZA: rappresentata dall’abilità di un individuo a sopportare l’ambiente chimico circostante.

STADIO 1 – SENSIBILIZZAZIONE: o fase irri­tante, che si verifica quando una persona è sottoposta ad una esposizione chimica acuta ad alte dosi o ad una esposizione cronica in­sidiosa. I sintomi dei pazienti in seguito al­l’esposizione chimica, di solito, non sono ri­levabili clinicamente. I disturbi possono in­cludere dolore alle articolazioni e ai mu­scoli, cefalea, affaticamento (stanchezza cro­nica), rossore, prurito, nausea, tachicardia, asma, insufficiente circolazione periferica, eccetera.

STADIO 2 – INFIAMMAZIONE: l’esposizione chimica determina una infiammazione dei tessuti, sotto forma di artriti, dermatiti, asma non allergico, coliti, miositi, riniti, vasculiti con riduzione della circolazione periferica e segni obiettivi rilevabili clinicamente. La progressione agli stadi successivi può avve­nire a seguito di ulteriori esposizioni, ma se non si sono ancora verificati danni organici ai tessuti, il processo può regredire evitando nuove esposizioni ed attuando specifiche cure di disintossicazione.

STADIO 3 – DETERIORAMENTO: l’infiam­mazione cronica causata dall’esposizione chimica produce danni organici permanenti ai tessuti, altera il loro trofismo, e per que­sto motivo conseguono lesioni al sistema nervoso centrale, al rene, al fegato, al pol­mone, al sistema immunitario, etc. Questo livello è irreversibile: « Una volta che i tes­suti sono danneggiati e la funzione dell’or­gano compromessa rimangono poche le spe­ranze nella pratica medica corrente di inver­tire il processo ».

Gli stadi patologici gravi, come lupus ed altre malattie autoimmunitarie, ischemie, cancri, forme degenerative reumatiche, scle­ rosi multipla, porfiria, si riscontrano in que­sto stadio.

Negli USA la malattia era nota già da anni, ma gli studi si intensificarono quando molti soldati americani, impegnati nella Prima guerra del Golfo del 1991, tornarono affetti da MCS, definita anche « sindrome del Golfo »; da allora vennero effettuati ul­teriori studi ed analisi su questa malattia tant’è che, a seguito dell’emergenza sanitaria determinatasi con le affezioni dei veterani del Golfo, le istituzioni americane presero seri provvedimenti in favore di questi malati, sia con l’introduzione di nuovi articoli ad hoc all’interno delle leggi sulla disabilità (American Disability Act) sia attraverso leggi specifiche a livello di singoli Stati. La risoluzione del Parlamento europeo del 4 settembre 2008 sulla « valutazione inter­media del piano di azione europeo per l’am­biente e la salute 2004-2010 » ha ricono­sciuto la sensibilità chimica multipla tra le malattie nuove, di recente manifestazione.

Atti parlamentari – 3 – Senato della Repubblica – N. 272 XVIII LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI – DOCUMENTI La MCS è riconosciuta come malattia or­ganica negli Stati Uniti ed in Giappone; a li­vello europeo, in Germania, Austria, Dani­marca, Spagna e Finlandia. In Germania ed in Austria, dove è stato precisato che la malattia non può essere considerata tra i disturbi psichici, la sensibi­lità chimica multipla è stata classificata come una patologia organica, con il codice T78.4, che identifica « Allergie non precisa­mente qualificate ». Nel 2009 anche il Giap­pone ha riconosciuto la MCS a livello na­zionale utilizzando il codice ICD10 J68.9 che, testualmente, identifica « Disturbo re­spiratorio non specificato in relazione alla esposizione a sostanze chimiche, gas, fumi e vapori ». Il fatto che la MCS non sia riconosciuta in Italia come malattia rende molto precaria l’assistenza ai malati di MCS: la mancanza di ambienti adeguati, sia nei reparti di pronto soccorso che in molte altre strutture sanitarie, congiuntamente alla carenza di specifiche competenze del personale medico comportano un rischio gravissimo per il pa­ziente: molti dei malati allo stadio 3, spesso in gravi condizioni, faticano ad ottenere una completa invalidità ed hanno scarse possibi­lità di poter usufruire delle cure necessarie secondo i protocolli internazionali; altri ma­lati, meno gravi, ancora in grado di muo­versi e di viaggiare, si rivolgono a centri al­tamente specializzati all’estero per fruire di cure specifiche che, in alcuni casi, sono state rimborsate dalle aziende sanitarie locali ai sensi della legislazione vigente sulle pa­tologie residuali: tuttavia ancora molti malati stentano a ottenere qualsiasi assistenza me­dica oppure si rivolgono a più specialisti, in­correndo in tentativi diagnostici e terapeutici spesso inutili, se non dannosi, e in ogni caso con un pesante aggravio economico. Con la risoluzione di Roma del 15 gen­naio 2015 ricercatori e medici italiani, non­ché di altre nazionalità, dichiarano che la MCS è una malattia fisiologica, caratteriz­zata da sensibilità chimica e dalla presenza di sintomi in diversi sistemi di organo. Al­tresì la suddetta Risoluzione rileva la neces­sità di protocolli di ospedalizzazione, oltre che la necessità di un approccio multidisci­plinare alla questione e, infine, che gli indi­vidui affetti dalla malattia, dovendo evitare il contatto con le sostanze chimiche, neces­sitano di una adeguata sistemazione sia nel luogo di abitazione che in quello lavorativo. In Italia, la malattia è attualmente ricono­sciuta dalla regione Veneto, con legge regio­nale n. 2 del 19 marzo 2013, in Umbria, con delibera del 14 marzo 2015, in Basilicata, con delibera n. 396 del 21 marzo 2006. La MCS è citata, come problema emer­gente, nelle Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti con­finati, di cui all’accordo 27 settembre 2001 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome, pubblicato nel supple­mento ordinario n.252 alla Gazzetta Uffi­ciale n. 276 del 27 novembre 2001. Lo Stato italiano non ha ancora adottato iniziative legislative specifiche, di promo­zione della salute, di prevenzione dei rischi e di tutela dei malati di MCS. Nel nostro Paese l’incidenza della MCS non è attualmente nota ma poche centinaia di casi riferiti dall’Istituto superiore di sanità potrebbero rappresentare solo la punta di un iceberg, considerando che statistiche ameri­cane indicano che circa il 15 per cento della popolazione negli Stati Uniti d’America sof­fre di una qualche sensibilità chimica e che circa l’1,5-3 per cento ha una forma di MCS grave. Le difficoltà di accesso dei malati italiani ai servizi sanitari pubblici e privati, a causa della mancanza di unità ambientali control­late, adeguatamente sanificate cioè prive di sostanze tossiche, rendono difficile la valu­tazione del fenomeno e impongono la neces­sità di adeguare le normative vigenti sulla tutela della salute pubblica a questo nuovo tipo di invalidità, definibile « chimica ». Atti parlamentari – 4 – Senato della Repubblica – N. 272 XVIII LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI – DOCUMENTI Allo stato attuale non esistono sicure fon­damenta scientifiche di correlazione tra de­terminati genotipi umani ed insorgenza di MCS; quest’ultima può essere riscontrata con test diagnostici di laboratorio, quali:

  • a) test di provocazione (che però pos­sono indurre reazioni anche gravi nei sog­ getti con MCS in stadio avanzato);
  • b) test per le allergie tradizionali tipo I (IgE); tipo II (IgG); test di trasformazione dei Linfociti (LTT) l’allergia ai metalli (LTT – Melisa), alle plastiche, alle muffe, alle tossine ambientali, agli ftalati, ai farmaci, ai ritardanti di aamma. Questo test particolare è molto utile nei casi di o portatori di me­talli (amalgame, perni, protesi, ecc);
  • c) i test dello stress ossidativo sono tra gli esami del sangue più importanti per la MCS perché indicano se c’è un problema metabolico nella espulsione delle sostanze tossiche, (enzimi eritrocitari); vitamine idro­ solubili; vitamine liposolubili; nitriti/nitrati; capacità antiossidante totale; ATP eritrocita­ rio; acidi grassi della membrana eritrocitaria; ATP pastrinico;
  • d) il test di ImmunoToleranz Test (ITT) è un test sperimentale messo a punto dal la­ boratorio di Monaco Lab4More del dottor Bieger che misura alcuni parametri infiam­ matori (interleuchine IL4, IL5, IL5-IL8, IL2m, IFNy, TNFa, IL1b);
  • e) i test dei polimorfismi genetici; f) i test tossicologici; g) profilo metabolismo integrato dei farmaci su base genomica (MIFAR), fonda­ mentale per il paziente in caso di assunzione di farmaci, di interventi chirurgici ovvero ri­ overi ospedalieri ordinari e in condizioni di emergenza, valutando la risposta individuale, su base genetica, ai principali tipi di farmaci quali anestetici, antibiotici, antidolorifici, an­ tiinfiammatori, eccetera.

Per il disegno di legge completo vi rimando al seguente link

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01112808.pdf