LOCKDOWN E INQUINAMENTO DELL’ARIA. Limitazioni emissione di sostanze inquinanti

LOCKDOWN E INQUINAMENTO DELL’ARIA. Limitazioni emissione di sostanze inquinanti

In questi giorni di crisi determinata dalla pandemia da Covid19 tutte le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente hanno attestato una sensibile riduzione dell’inquinamento atmosferico, specialmente di quello provocato da traffico e trasporti; difatti, sono diminuite le concentrazioni degli ossidi di azoto e di benzene, gas prodotti dai veicoli a combustione, ed anche quelle delle polveri sottili, PM10 e PM2,5 seppure la dinamica di queste non sia esclusivamente riconducibile alle attività antropiche, il che spiega un loro transitorio aumento di concentrazione in talune vaste aree del Paese.

🌑 Altrettanto non si può dire per gli inquinanti di origine industriale che, causa il mancato arresto delle attività del settore secondario legate alla trasformazione dei prodotti del petrolio, vale a dire raffinerie ed industrie che lavorano questi derivati, hanno continuato a “disturbare” le popolazioni residenti nei territori limitrofi, come testimoniato, in provincia di Siracusa, dalle segnalazioni dei cittadini dei comuni del polo industriale di Priolo Augusta, tramite l’app NOSE.

🌑 Queste segnalazioni, riferite prevalentemente come forti odori di benzine e/o di idrocarburi, trovano causa nella assenza di adeguate misure di contenimento durante talune attività lavorative della zona industriale, misure che dovranno essere applicate entro breve tempo in ottemperanza alle prescrizioni delle procedure AIA, sulle quali vigileremo attentamente.

📍 Fatta questa doverosa premessa, mi preme precisare che anche il disegno di legge che ho presentato al Senato della Repubblica, l’AS 1291, introduzione di limiti emissivi di inquinanti atmosferici, è finalizzato al contenimento delle emissioni di alcuni gas, tramite richiesta di aggiornamento della normativa nazionale in materia di qualità dell’aria.
Si vogliono introdurre valori limite per l’idrogeno solforato e gli idrocarburi non metanici e si ritiene doveroso riconsiderare anche il periodo di mediazione per il benzene, pericoloso cancerogeno per l’uomo, posto in gruppo 1 dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, visti gli effetti sulla salute che quest’ultimo provoca.

❌ Si ricorda, difatti, che attualmente il benzene è normato su base annua (allegato XI al citato decreto legislativo n. 155 del 2010- val. 5 μg/m3) e ciò non consente di regolamentare gli episodi di esposizione acuta a cui i cittadini dei comuni che ricadono nelle aree SIN sono troppo spesso sottoposti.
Ciò vale a dire che i “picchi” di puzze che appestano i nostri territori e le nostre genti sono consentiti dalle norme attuali, perché 800/1000 μg/m3 di benzene che si emettono in 1 ora, quando si misurano con un periodo di mediazione di 1 anno, cioè con una “media annuale”, risulteranno sempre ben al di sotto dei 5 μg/m3 del valore limite previsto dalla vigente legislazione.

🌑 Pertanto, il disegno di legge suddetto si propone di inserire nella vigente normativa dei valori limite per concentrazioni medie orarie per il benzene, per gli idrocarburi non metanici e per l’idrogeno solforato, con i rispettivi valori:

☑️ Benzene C6H6 periodo di mediazione 24 ore, valore limite: 5 μg/m3;
☑️NMHC (idrocarburi non metanici) periodo di mediazione: 3 ore, valore limite: 200 μg/m3 (come già disposto dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 marzo 1983);
☑️ Idrogeno solforato:
– periodo di mediazione: 24 ore, valore limite 50 μg/m3;
– periodo di mediazione 14 giorni, valore limite 100 μg/m3;
– periodo di mediazione 90 giorni, valore limite 20 μg/m3.

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