PUBBLICATO IL DDL SUI LIMITI DELLE SOSTANZE INQUINANTI

Il testo del disegno di legge n. 1291 in tema di “Introduzione di limiti emissivi di inquinanti atmosferici ” – a mia prima firma – è stato appena pubblicato e comincia il suo iter parlamentare.

Il ddl mira a conseguire una maggiore tu­tela della qualità dell’ambiente nei territori sedi di SIN (siti di interesse nazionale), col­mando alcune lacune normative della vi­gente legislazione in materia di monitoraggi di sostanze inquinanti di origine industriale.
In particolare due sono stati i SIN da me attenzionati nella stesura del presente testo: quello di Priolo e quello di Milazzo.

I SIN sono i siti di interesse nazionale da sottoporre a bonifiche in quanto, negli anni, sono stati oggetto di contaminazioni di tutte le matrici ambientali, aria, acqua, suolo, e sono divenuti aree ad elevato rischio di crisi ambientale da inquinamento industriale (AERCA).

Se consideriamo il SIN di Priolo – istituito nel 1998 – ci troviamo di fronte a uno dei territori più industrializzati e inquinati d’Italia: si estende per circa 15.900 ettari, dei quali 5.815 sono aree a terra, che si sviluppano, per circa 30 chilometri, nel tratto di costa compreso tra Augusta e Siracusa, comuni fa­centi parte, oltre a quelli di Melilli e Priolo, del suddetto SIN; altri 10.085 ettari sono aree « a mare » che si spingono al largo per 3 chilometri circa; pertanto, questo SIN comprende anche l’area marina antistante Augusta e Siracusa, congiuntamente ai loro porti, e le aree umide – saline di Priolo e di Augusta.

Ormai tantissimi sono gli studi che evidenziano il grave danno ambientale creato dagli insediamenti industriali nei territori dei SIN. Ad Augusta – la mia città di provenienza – l’aumento dei malati e, purtroppo, anche delle morti per neoplasie è aumento in maniera vertiginosa dal 1951 in poi, cioè dalla data in cui si sono cominciati a costruire i primi insediamenti industriali.

Il progetto SENTIERI sancisce che le molteplici attività produttive presenti nel ter­ritorio, in particolare nei SIN di Priolo e di Milazzo, hanno emesso e rilasciato nell’am­biente macroinquinanti, quali ossido di zolfo e azoto, particolato, e microinquinanti, come: diossine, IPA, PCB, metalli pesanti, COV, determinando una esposizione della popolazione prevalentemente per via inalato­ria. Tuttavia, la specificità delle attività in­dustriali nei SIN suggerisce che, negli anni, vi sia stata un’importante contaminazione di multiple matrici ambientali, causata dall’e­missione di diverse sostanze pericolose come i metalli che si rinvengono nelle ma­trici dei corpi idrici superficiali. Le popola­zioni residenti in queste aree sono state e sono tuttora esposte a una miscela di conta­minanti attraverso vie di esposizione dirette e indirette, inalatoria, ingestiva per via ali­mentare (dati dei prodotti ittici e dati dei se­dimenti marini) e attraverso l’acqua potabile (dati delle acque sotterranee e delle acque superficiali), dermica.

Mi preme sottolineare il ruolo di certi inquinanti industriali quali l’H2S, l’idrogeno solforato, ed i mercaptani, tipici prodotti di procedimenti di lavoro delle raffinerie, atti ad eliminare le componenti di zolfo dal pe­trolio greggio, che danno origine a sensa­zioni odorose sgradevoli, tanto più fastidiose quanto maggiore è la sensibilità individuale alla percezione ed alla tolleranza di tali so­stanze. A basse concentrazioni, l’idrogeno solforato ha il caratteristico odore di uova marce e produce progressive irritazioni degli occhi, delle prime vie aeree ed edema pol­monare; a concentrazioni più elevate, vicine ai limiti letali (700 ppm) dà origine ad un odore quasi piacevole e proprio l’assenza di tale « avvertimento odoroso » ha causato pa­ recchi gravi incidenti, inclusi i decessi di operai addetti alle canalizzazioni fognarie, nell’industria petrolifera.

Partendo quindi da queste doverose – per quanto sommarie – premesse e sulla base degli elementi acquisiti lo scopo del ddl è quello di integrare la vigente normativa di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, che attualmente non prevede valori di riferimento per contaminanti di interesse igienico-sanitario come l’H2S (idrogeno solforato) e NMHC (idrocarburi non metanici). Doveroso evidenziare che per gli idrocarburi non metanici, l’ultimo decreto, ormai abrogato, che ne fissava un limite, pari a 200 μg/m3 come media di 3 ore consecutive in pre­senza di ozono, è il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 marzo 1983, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 28 maggio 1983, abrogato dall’articolo 21 del decreto legislativo n. 155 del 2010, e da allora non risultano normative di riferimento.

Relativamente alla richiesta di aggiorna­mento della normativa nazionale in materia di qualità dell’aria, mediante l’introduzione di valori limite per l’idrogeno solforato e gli idrocarburi non metanici, si ritiene oppor­tuno riconsiderare anche il periodo di me­diazione per il benzene, pericoloso cancero­geno per l’uomo, posto in gruppo 1 dall’A­genzia internazionale per la ricerca sul can­cro, visti gli effetti sulla salute che quest’ul­timo provoca. Si ricorda che attualmente il benzene è normato su base annua e ciò non consente di regolamentare gli episodi di esposizione acuta a cui i cit­tadini dei comuni che ricadono nelle aree SIN sono troppo spesso sottoposti. Pertanto, si propone di inserire nella vi­gente normativa dei valori limite per le con­centrazioni medie orarie per il benzene, per gli idrocarburi non metanici e per l’idrogeno solforato, con i rispettivi valori:

  • Benzene C6H6 periodo di mediazione 24 ore, valore limite: 5 μg/m3 ;
  • NMHC (idrocarburi non metanici) pe­riodo di mediazione: 3 ore, valore limite: 200 μg/m3;
  • Idrogeno solforato: – periodo di mediazione: 24 ore, va­lore limite 50 μg/m3 ; – periodo di mediazione 14 giorni, valore limite 100 μg/m3 ; – periodo di mediazione 90 giorni, valore limite 20 μg/m3 .

Questa, in sintesi, la mia proposta di legge. Con essa si intende dare risposte agli abitanti dei SIN che avvertono direttamente la problematica e che da tempo richiedono interventi a tutela della propria salute. Questa legge sarebbe un tassello in un più complesso quadro normativo che il Movimento 5 Stelle sta cercando di aggiornare e di riformare per garantire la salute dei cittadini.

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