“ORA C’È UNA SPERANZA!”

Quando Giulio Golia delle Iene è venuto a trovarmi a casa per sentire cosa avevo da dire sulla situazione ambientale del nostro comprensorio, ho cominciato proprio così: “Ora c’è una speranza”. E vi dirò fra un attimo perché.

Il servizio andato in onda domenica sera aveva un evidente taglio giornalistico e cioè quello di mettere – correttamente – in luce il disastro ambientale che vive il litorale che va da Augusta a Siracusa. In alcune parti del mio intervento ho anzi rafforzato questa visione, ricordando la mia attività di medico che per decenni è stato in prima linea nella lotta e nella prevenzione di quelle patologie che di certo hanno una qualche correlazione con l’inquinamento industriale. Con Giacinto Franco – il mio amico, ancor prima che collega, Giacinto – avevamo ben presto individuato che l’insorgenza di alcune gravi patologie, specie fra i neonati, non potevano essere frutto di un destino avverso che si accaniva contro il nostro territorio. Purtroppo nella mia vita professionale ho dovuto formulare centinaia e centinaia di diagnosi infauste anche ad amici molto, molto cari che mi hanno poi lasciato e fra questi il mio ricordo va proprio a Giacinto che è stato stroncato proprio da quel male di cui aveva avvertito ripetutamente la presenza e la pericolosità.

Ma ho dedicato molto più tempo dell’intervista a quello che si può e si deve fare per cercare di migliorare questa situazione. E qualcosa di molto tangibile si è cominciato a fare. Il Governo Conte che io da parlamentare sostengo ha indicato fra le priorità proprio la lotta all’inquinamento, il recupero e la bonifica dei siti inquinati con un controllo speciale per i cosiddetti SIN (fra i quali ricade anche il nostro territorio). Ne abbiamo avuto riscontro proprio la settimana scorsa quando con Paolo Ficara, deputato nazionale, con Giorgio Pasqua e con Giampiero Trizzino, deputati regionali, ci siamo recati al Ministero dell’Ambiente per avere risposte. E alcune risposte le abbiamo avute: presto ne potremo parlare più diffusamente, anche con la presenza del Ministro Sergio Costa.

Il mio impegno non finisce qui. Intanto sono stato relatore sia in Commissione che in Aula della ormai legge che istituisce la Rete Nazionale del Registro Tumori. A qualche distratto sfugge l’importanza di questo norma  che, non a caso, è sempre stata una delle battaglie storiche del Movimento 5 Stelle. La Rete Nazionale permetterà di individuare i territori più colpiti dove destinare i fondi per la prevenzione e la cura; individuate queste aree, solleciterà studi per capire perché proprio quelle zone, e non altre, sono interessate: tutto questo, ve lo posso assicurare, sarà un vantaggio per le zone limitrofe al petrolchimico siracusano.

Sono quasi un fanatico della prevenzione. Infatti in Senato ho chiesto che il Governo predisponga gli strumenti per arrivare all’insegnamento obbligatorio nelle scuole dell’educazione sanitaria con la quale i ragazzi potranno imparare corretti stili di vita.

C’è poi un disegno di legge a mia firma – che in questo momento sta seguendo il suo iter per l’approvazione al Senato – che porterà all’istituzione del Luogo Familiare d’Origine. In breve, anche se un bimbo nasce in un Ospedale di un Comune diverso da quello in cui risiede la famiglia, nei documenti sarà indicato anche quest’ultimo. Oltre che rispondere ad un’esigenza, per così dire, affettiva, questo provvedimento ha un’importanza fondamentale da un punto di vista scientifico e statistico. Si potrà continuare a studiare la natalità nei vari Comuni, permettendo di individuare anche – solo per fare un esempio – se da un dato Comune provengono neonati con malformazioni.

A livello locale insieme al Sindaco di Augusta Cettina Di Pietro ho chiesto al Prefetto di Siracusa l’istituzione di un tavolo tecnico ambientale a cui siederanno tutti coloro che sono interessati alla questione: la politica, l’imprenditoria, i sindacati, le associazioni dei cittadini. Mi è stato di grande conforto la disponibilità e la velocità con la quale il dottor Pizzi si è mosso in tal senso: il suo impegno a seguire personalmente i lavori è la garanzia che si sta facendo sul serio.

Infine ci sono le iniziative della magistratura. Anche da questo versante arriva un riscontro a quello che ho già detto sopra: i recenti incontri avuti con il Procuratore ci hanno confermato che lo Stato è presente e che anche dal lato giudiziario sta facendo la sua parte.

Questo è un sunto di quanto ho detto a Golia e alle Iene. Sinceramente non ho nessuna voglia di inseguire inutili polemiche alimentate sui social, non ne avrei nemmeno il tempo. Mi interessa piuttosto dare risposte a un territorio che è stato depredato e dimenticato per troppo tempo. È chiaro che nessuno di noi ha la bacchetta magica e può risolvere in dieci mesi i danni causati da 70 anni di omissioni, incurie e, in non pochi casi, anche da azioni previste e punite dal Codice Penale. È iniziato però il tempo dell’inversione di tendenza: lo Stato dalla parte dei cittadini!

C’è una speranza”, ripeto. Ed è del tutto ragionevole pensare che questa speranza si possa trasformare in realtà.

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