Archive Marzo 2019

UN GIORNO IN SENATO

UN GIORNO IN SENATO

Oggi la routine del mio lavoro di senatore ha avuto una brusca variazione grazie ad una visita molto importante e gradita. Nel quadro dell’attività Un giorno in Senato sono venuti a trovarci, infatti, i ragazzi dell’I.I.S. Enrico Fermi di Vittoria con i quali ho passato una mattinata che mi ha davvero gratificato.

Nell’Aula della 10ma Commissione, con loro ho discusso di importanti questioni. Sono stato “interrogato” sulla mia attività di parlamentare e su quali sono le funzioni che svolge l’assemblea legislativa. In particolare si sono soffermati su questioni di carattere ambientale, mi hanno fatto domande sui SIN (Siti di Interesse Nazionale), sull’inquinamento in genere, sui controlli da effettuare per evitare le conseguenze del danno ambientale. Rispondendo a questi quesiti, ho colto l’occasione per parlare loro di un progetto di legge in gestazione e che presenterò presto in Senato proprio su questi temi. Con esso si potenzieranno le risorse e il personale addetto ai controlli (quello delle Arpa regionali); si prevederanno più stringenti limiti emissivi e l’introduzione quali inquinanti di sostanze non ancora oggi normate. Ritengo sia stato giusto parlarne proprio con questi giovani perché sostanzialmente il mio ddl si rivolge alle future generazioni che avranno la possibilità di ricevere un pianeta con un ambiente più pulito e vivibile.

Hanno presentato ai funzionari del Senato una proposta di legge, di per sé davvero molto interessante. Si tratta in sostanza del problema – che affligge un po’ tutti i Comuni, specialmente del Sud – dell’abbandono dei rifiuti solidi urbani.
“Attualmente – scrivono gli studenti del Fermi nella loro proposta di legge – l’art. 255 sanziona l’abbandono dei rifiuti urbani come illecito amministrativo, ma ciò comporta che di fatto non è punito in concreto perché gli organi preposti, la Polizia municipale, non hanno mezzi adeguati e personale sufficiente e comunque non appaiono adeguatamente preparati e/o formati a perseguire questo tipo di illecito. La trasformazione di detto illecito in reato (contravvenzione) consente la punibilità da parte di tutte le forze di polizia con una riserva di leggi statali in materia, così da consentire un trattamento sanzionatorio uniforme in tutto il territorio nazionale e la perseguibilità ad opera della magistratura, appare evidente che bisogna dare da subito una svolta radicale”.

Spero che sia stata per loro un’esperienza formativa così come previsto da Un giorno in Senato. Sicuramente è stata una bella esperienza anche per me che mi sono confrontato con menti giovani ma già molto acute.


LUOGO FAMILIARE DI ORIGINE

LUOGO FAMILIARE DI ORIGINE

Ho depositato presso gli uffici competenti del Senato il disegno di legge che istituirà il Luogo Familiare di Origine.
A questo link potete trovare il testo completo: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/testi/50976_testi.htm

Già nelle passate legislature erano stati presentati progetti analoghi. Nella XV legislatura, ad esempio, il Senatore Milziade Caprili aveva portato avanti un ddl sul tema (n. 579 del 7 giugno 2006) che però non era stato approvato per intervenuto scioglimento delle Camere; così come non sono stati esitati altri ddl presentati nella scorsa legislatura.

Adesso la questione viene riproposta all’attenzione delle Camere con un ddl a mia prima firma. Sappiamo tutti che le riorganizzazioni delle reti ospedaliere succedutesi nei decenni scorsi hanno portato alla chiusura di molti reparti di ginecologia e ostetricia nei centri più piccoli. Poiché l’attuale normativa prevede che sui documenti anagrafici venga indicato solo il Comune effettivo di nascita, si è assistito ad un progressivo scollamento nei dati demografici tra il luogo di nascita e la provenienza reale del soggetto.

Per fare un esempio che mi tocca da vicino. Ad Augusta, comune di mia residenza in provincia di Siracusa, per la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia e del relativo punto nascita, le donne gravide, per partorire, sono obbligate a spostarsi a Lentini, Siracusa o Catania, proprio perché dotate di ospedali e case di cura con servizi di assistenza al parto.

Questo fatto oggettivo provoca una doppia serie di conseguenze.

La prima riguarda i legami con la propria terra. Sapere da dove si viene è importante per noi esseri umani, perché l’avere testimonianza delle proprie origini, delle radici delle proprie famiglie, permette di acquisire coscienza della cultura e delle tradizioni proprie della nostra gente, fornisce il senso dell’appartenenza e promuove quei sentimenti di stima e di rispetto per se stessi e per gli altri, che provengono dalla conoscenza della propria identità.

L’altra è di ordine scientifico e statistico. In molti Comuni sono scomparse le nascite, mentre in pochi altri esiste un enorme disequilibrio fra i nati e i residenti. Questo non permette di studiare la demografia dei territori o di individuare determinate peculiarità. Ad esempio, se i bambini nascono affetti di determinate patologie con una frequenza maggiore in un Comune rispetto ad un altro, ciò non può essere individuato e quindi sfuggono agli studi eventuali correlazioni con condizioni ambientali presenti nel luogo d’origine.

Per questi due ordini di motivi , sulla base di quelli presentati sull’argomento nelle precedenti legislature, ho proposto questo disegno di legge. Una volta approvato intende porre rimedio a questa sentita esigenza di migliaia di nostri connazionali nel vedere riconosciuta, nei documenti ufficiali, anche la sede di origine della propria famiglia, mediante la trascrizione del luogo familiare di origine.

Sarà mia cura informarvi sugli sviluppi che questa mia iniziativa avrà.

“ORA C’È UNA SPERANZA!”

“ORA C’È UNA SPERANZA!”

Quando Giulio Golia delle Iene è venuto a trovarmi a casa per sentire cosa avevo da dire sulla situazione ambientale del nostro comprensorio, ho cominciato proprio così: “Ora c’è una speranza”. E vi dirò fra un attimo perché.

Il servizio andato in onda domenica sera aveva un evidente taglio giornalistico e cioè quello di mettere – correttamente – in luce il disastro ambientale che vive il litorale che va da Augusta a Siracusa. In alcune parti del mio intervento ho anzi rafforzato questa visione, ricordando la mia attività di medico che per decenni è stato in prima linea nella lotta e nella prevenzione di quelle patologie che di certo hanno una qualche correlazione con l’inquinamento industriale. Con Giacinto Franco – il mio amico, ancor prima che collega, Giacinto – avevamo ben presto individuato che l’insorgenza di alcune gravi patologie, specie fra i neonati, non potevano essere frutto di un destino avverso che si accaniva contro il nostro territorio. Purtroppo nella mia vita professionale ho dovuto formulare centinaia e centinaia di diagnosi infauste anche ad amici molto, molto cari che mi hanno poi lasciato e fra questi il mio ricordo va proprio a Giacinto che è stato stroncato proprio da quel male di cui aveva avvertito ripetutamente la presenza e la pericolosità.

Ma ho dedicato molto più tempo dell’intervista a quello che si può e si deve fare per cercare di migliorare questa situazione. E qualcosa di molto tangibile si è cominciato a fare. Il Governo Conte che io da parlamentare sostengo ha indicato fra le priorità proprio la lotta all’inquinamento, il recupero e la bonifica dei siti inquinati con un controllo speciale per i cosiddetti SIN (fra i quali ricade anche il nostro territorio). Ne abbiamo avuto riscontro proprio la settimana scorsa quando con Paolo Ficara, deputato nazionale, con Giorgio Pasqua e con Giampiero Trizzino, deputati regionali, ci siamo recati al Ministero dell’Ambiente per avere risposte. E alcune risposte le abbiamo avute: presto ne potremo parlare più diffusamente, anche con la presenza del Ministro Sergio Costa.

Il mio impegno non finisce qui. Intanto sono stato relatore sia in Commissione che in Aula della ormai legge che istituisce la Rete Nazionale del Registro Tumori. A qualche distratto sfugge l’importanza di questo norma  che, non a caso, è sempre stata una delle battaglie storiche del Movimento 5 Stelle. La Rete Nazionale permetterà di individuare i territori più colpiti dove destinare i fondi per la prevenzione e la cura; individuate queste aree, solleciterà studi per capire perché proprio quelle zone, e non altre, sono interessate: tutto questo, ve lo posso assicurare, sarà un vantaggio per le zone limitrofe al petrolchimico siracusano.

Sono quasi un fanatico della prevenzione. Infatti in Senato ho chiesto che il Governo predisponga gli strumenti per arrivare all’insegnamento obbligatorio nelle scuole dell’educazione sanitaria con la quale i ragazzi potranno imparare corretti stili di vita.

C’è poi un disegno di legge a mia firma – che in questo momento sta seguendo il suo iter per l’approvazione al Senato – che porterà all’istituzione del Luogo Familiare d’Origine. In breve, anche se un bimbo nasce in un Ospedale di un Comune diverso da quello in cui risiede la famiglia, nei documenti sarà indicato anche quest’ultimo. Oltre che rispondere ad un’esigenza, per così dire, affettiva, questo provvedimento ha un’importanza fondamentale da un punto di vista scientifico e statistico. Si potrà continuare a studiare la natalità nei vari Comuni, permettendo di individuare anche – solo per fare un esempio – se da un dato Comune provengono neonati con malformazioni.

A livello locale insieme al Sindaco di Augusta Cettina Di Pietro ho chiesto al Prefetto di Siracusa l’istituzione di un tavolo tecnico ambientale a cui siederanno tutti coloro che sono interessati alla questione: la politica, l’imprenditoria, i sindacati, le associazioni dei cittadini. Mi è stato di grande conforto la disponibilità e la velocità con la quale il dottor Pizzi si è mosso in tal senso: il suo impegno a seguire personalmente i lavori è la garanzia che si sta facendo sul serio.

Infine ci sono le iniziative della magistratura. Anche da questo versante arriva un riscontro a quello che ho già detto sopra: i recenti incontri avuti con il Procuratore ci hanno confermato che lo Stato è presente e che anche dal lato giudiziario sta facendo la sua parte.

Questo è un sunto di quanto ho detto a Golia e alle Iene. Sinceramente non ho nessuna voglia di inseguire inutili polemiche alimentate sui social, non ne avrei nemmeno il tempo. Mi interessa piuttosto dare risposte a un territorio che è stato depredato e dimenticato per troppo tempo. È chiaro che nessuno di noi ha la bacchetta magica e può risolvere in dieci mesi i danni causati da 70 anni di omissioni, incurie e, in non pochi casi, anche da azioni previste e punite dal Codice Penale. È iniziato però il tempo dell’inversione di tendenza: lo Stato dalla parte dei cittadini!

C’è una speranza”, ripeto. Ed è del tutto ragionevole pensare che questa speranza si possa trasformare in realtà.