Il ministro Costa in audizione al Senato

Oggi 5 luglio, il ministro per l’Ambiente, in audizione presso la tredicesima Commissione del Senato (Territorio, Ambiente e Beni ambientali) ha tracciato il suo piano di governo per i prossimi cinque anni, a partire proprio dal Decreto “Terra dei Fuochi” approvato nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso. Questo programma può essere riassunto in sei punti principali:

  1. Lotta ai cambiamenti climatici
  2. Tutela della natura e della biodiversità
  3. Misure contro il consumo del suolo
  4. Sicurezza del territorio
  5. Economia circolare
  6. Infrazioni UE

Ecco le parole del Ministro:

Rendere più ambiziosa la lotta ai cambiamenti climatici attraverso la leva di uno sviluppo basato sulla riduzione, fino all’eliminazione, dei fattori inquinanti soprattutto nel settore della mobilità; salvaguardare la natura, contrastare la perdita di biodiversità, valorizzare l’acqua come bene comune; impedire il consumo e lo spreco di suolo e prevenire il rischio idrogeologico; assicurare la sicurezza del territorio attraverso la prevenzione e il contrasto dei danni ambientali e la lotta alle tante terre dei fuochi presenti nel nostro Paese; governare la transizione verso l’economia circolare e ‘rifiuti zero’; diminuire, fino ad azzerarle, le infrazioni inflitte al nostro Paese dall’Unione Europea.

Nell’ambito della mobilità sostenibile con particolare riferimento alla lotta dell’inquinamento, secondo Costa  occorre:

avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione di veicoli a motore alimentati a gasolio o benzina, al fine di ridurre  il numero dei veicoli inquinanti; inoltre bisogna prevedere un nuovo programma di mobilità sostenibile rivolto agli enti locali con l’utilizzo di fondi provenienti dalle aste dell’anidride carbonica. Alcune risorse già ci sono e altre le possiamo trovare

Il ministro intende trovare risorse per incentivare l’acquisto di veicoli ibridi e total electric, per capillarizzare i punti di ricarica, per estendere la rete delle piste ciclabili urbane ed extraurbane. Sempre in questo quadro, sarà costituito il Programma di Controllo delle emissioni nazionali degli inquinanti da raggiungere entro e il 2020 e il 2030 secondo quanto previsto dalla direttiva ‘Nec’.

Il ministro si è poi soffermato sulla questione amianto e sulla normativa che, a suo avviso, va completamente riformata: è necessario implementare le attività di rilevazione di bonifica e vanno individuati i siti di trattamento del prodotto di concerto con le Regioni.

Anche la legge sui Parchi va in qualche modo rivista.

La legge 394 del 1991 – la cosiddetta legge quadro sulle aree protette – ha necessità di ‘fare il tagliando’ con l’introduzione dei parametri di contabilità ambientale e contabilità ecologica nel bilancio

In commissione, Costa ha auspicato un piano di assunzioni straordinarie di carabinieri forestali e di personale per le capitanerie di porto al fine di contrastare i reati ambientali garantendo la tutela e il monitoraggio ambientale sia sulla terra che in mare.

Quindi ha toccato lo spinoso punto delle infrazioni UE che ad oggi sono 13 con la 14esima in arrivo.

Esse vanno tutte azzerate. A tal fine costituirò una task force coordinata dall’ufficio di gabinetto presso il mio ministero dell’ufficio legislativo e di un referente per ciascuna direzione generale del Mattm e, dove opportuno, un rappresentante delle Regioni coinvolte dalla procedura di infrazione, per seguire ogni procedura e stabilire una road map con tempi certi per sua soluzione anche attraverso l’esercizio del potere sostitutivo.

Naturalmente non poteva mancare il capitolo acqua, tema assai caro al Ministro dell’ambiente e alla quale egli intende garantire l’accesso:

bene comune e diritto umano universale, anche attraverso gli strumento normativi europei, appoggiando la proposta di Direttiva sulla qualità delle acque per il consumo umano che nasce da una mobilitazione senza precedenti: quasi due milioni di cittadini europei intervenuti per chiedere all’UE di garantire un accesso sufficiente all’acqua potabile e servizi igienico sanitari per tutti. Resta prioritario anche la promozione del governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua: i privati coinvolti nella fornitura, nella gestione e nella distribuzione dell’acqua, a mio parere, dovrebbero essere adeguatamente monitorati dalle autorità competenti e il pubblico dovrebbe avere accesso a tutte le informazioni per garantire la massima trasparenza. Vanno diminuite le categorie di persone prive di accesso all’acqua specificando che l’erogazione di un quantitativo minimo vitale non può mai essere sospesa.

 

Il Decreto “Terra dei Fuochi” è, quindi solo un primo passaggio dell’intenso calendario del ministro Costa. Tuttavia, proprio per l’attribuzione di certe competenze diventa uno snodo fondamentale di esso. Infatti si trasferiscono dal ministero delle Politiche agricole al ministero dell’ambiente le competenze sulla terra dei fuochi; sono previste norme riguardanti il dissesto idrogeologico le cui competenze nel 2014 andarono al Palazzo Chigi e ora invece passano nelle mani di Sergio costa. Così come il ministero dell’ambiente avrà competenze nel settore dell’economia circolare che finalmente verrà trattato in maniera completa dando impulso all’imprenditoria settoriale.

Il programma di Sergio Costa, come è facile vedere, è molto ambizioso e pone le basi per un nuovo paradigma non soltanto ambientale ma economico tout.court.

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