AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE: presentazione della relazione sull’attività svolta nel 2017

Nella mattinata di oggi 14 giugno, ho partecipato alla presentazione della Relazione sull’attività nel 2017 dell’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, che si è tenuta nella Sala Koch di Palazzo Madama.

Alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di alcuni ministri e di molti colleghi parlamentari, Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità, ha tracciato un quadro complessivo dell’attività svolta nello 2017. Durante lo scorso anno sono pervenute all’Anac oltre 5190 segnalazioni riguardanti appalti di lavori, servizi e forniture con un incremento rispetto al 2016 di quasi il 20%. Nel settore lavori sono pervenuti 1700 esposti e aperte 500 istruttori; per il settore sevizi e forniture sono state 3490 segnalazioni con 585 istruttorie aperte.Sette le segnalazioni che l’Autorità ha inviato a Governo e Parlamento. Avvalendosi della preziosa collaborazione della Guardia di Finanza sono stati controllati alcuni cantieri connessi alla ricostruzione post-terremoto 2016 individuando imprese non in regola con le regole del subappalto ed è stata effettuata un’indagine ad ampio spettro che ha coinvolto 17 stazioni appaltanti, con pratiche elusive evidenziate in 12 diverse delibere.

La presenza del nuovo premier e dei nuovi ministri ha indotto Cantone a parlare dello sviluppo futuro dell’Organismo da lui presieduto. La materia degli appalti, secondo l’Autorità, ha certamente bisogno di scelte chiare da parte del nuovo legislatore e il rilancio del sistema dei lavori pubblici necessita non solo di regole semplici e comprensibili, ma anche stabili per consentire alla burocrazia il tempo di digerirle per applicarle in modo corretto.

Non riteniamo che l’Autorità debba essere destinataria di nuovi poteri e funzioni ma che sia piuttosto messa in condizioni di poter svolgere quelle attribuite. Da parte nostra – ha aggiunto – continueremo a lavorare con il massimo impegno fino al 2020, quando questo Consiglio terminerà il suo mandato, per far sì che la prevenzione si imponga, diventando un indispensabile strumento di efficienza del sistema
non un intralcio burocratico.

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